Sezioni Tematiche

Matteo Salvini all’ultima spiagetta
Pontida oscurata da Giorgia Meloni

Un guizzo. L’unico possibile per uscire indenne dal fuoco amico e indebolire i nordisti. In una Pontida che sa di fine impero - con un pratone semivuoto per la prima parte della mattinata - Matteo Salvini si gioca il tutto per tutto. Annuncia un congresso straordinario. Chiederà lunedì al consiglio federale di convocarlo per ottobre. Maglietta bianca e jeans, Salvini fa l’annuncio bomba proprio negli stessi minuti in cui a prendersi la scena è la premier. Giorgia Meloni, sul palco di Fenix, festa dei giovani di Fratelli d’Italia, annuncia due provvedimenti su un tema sul quale la Lega vorrebbe il monopolio: l’Islam e l’integrazione. Meloni fa sapere che a giorni un Consiglio dei ministri varerà il tetto agli studenti stranieri in classe e il divieto di burqa e hijab a..

Se il ragazzo che ha pugnalato l’insegnante fosse mio figlio

Cosa farei se quel tredicenne fosse mio figlio? È la domanda che mi faccio da quando ho letto questa storia. Mio figlio ha tredici anni. Una mattina prepara due coltelli, indossa guanti e casco, prende uno spray urticante, sistema un telefono per riprendere tutto, entra a scuola e accoltella la sua professoressa. Io sono suo padre. Mi chiamano. Corro. Durante il tragitto spero in un errore. Un ragazzo scambiato per un altro. Un racconto confuso. Spero che mio figlio abbia assistito, che abbia provato a fermare qualcuno, che sia finito dentro una storia più grande di lui. Poi arrivo e scopro che è stato lui. A quel punto mi fermerei e mi chiederei dove ero io? Dove ero mentre si procurava quella roba? Dove ero mentre guardava video di stragi?..

Sigfrido, la Boccia e Peter Thiel. Trittico d’amore e fantasia

La vicenda della fantomatica foto del bacio tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia, rivelata dalla ex compagna di Valter Lavitola e smentita dai due presunti protagonisti (“è fatta con l’Ia”), aggiunge un ulteriore capitolo grottesco al romanzo dell’estate. Che aiuta a delineare meglio il profilo psicologico del protagonista. Perché se c’è qualcosa che il caso Ranucci – con tutto il suo circo di personaggi un po’ megalomani e un po’ cialtroni – mostra con chiarezza è la percezione distorta della realtà dell’ignara vittima del finto attentato. In questa storia, il giornalista investigativo pluridecorato ha costantemente sopravvalutato le ipotesi più remote e sottostimato i pericoli veri. È come se si fosse fatto guidare dall’idea che la realtà dovesse essere per forza a misura del suo ego. Dalla bomba d’amore alla..

Come Biagi? Macché. Rizzo Nervo sgonfia il mito Ranucci

“Io li ho visti, li conosco. Ho visto giornalisti Rai andare in video e perdere la testa, ho visto professionisti sobri che si sono trasformati in mitomani, autoesaltarsi, credersi onnipotenti. Non tutti, ma una buona parte. Il video è come una droga, come la cocaina. Ammala. Ero direttore del Tg3 e ricordo il cdr venire in stanza, avvisarmi: direttore, la collega che hai rimosso dalla conduzione minaccia di buttarsi dalla finestra”. E Nino Rizzo Nervo, l’ex direttore del Tg3, Tgr, del Tg La7, cosa rispondeva? “Che per fortuna eravamo al primo piano”. E’ stato Rizzo Nervo a gestire il rientro in Rai di Biagi e il caso Santoro. Oggi c’è Sigfrido Ranucci che fa causa alla Rai, che chiede il reintegro in video, ma per Rizzo Nervo “Ranucci non è..

Sulle “strade sicure” Salvini
non farà l’annuncio a Pontida

"Così non avrà niente da annunciare a Pontida". Sghignazzano, a taccuini chiusi, gli alleati di Matteo Salvini. Il segretario della Lega, attraverso il suo fedelissimo Eugenio Zoffili, aveva provato fino all'ultimo a preparare il terreno annunciare da Pontida una svolta, o presunta tale, sulla sicurezza. Ma è rimasto con le mani in mano ed è furente per questo. In commissione difesa nella mattinata di oggi, 17 settembre, era in calendario una risoluzione firmata da Zoffili. Chiedeva al governo di aumentare da 6800 a 10mila i militari di Strade sicure. Il documento è stato presentato mesi fa, ma tenuto sotto chiave dal presidente della commissione, Nino Minardo, oggi forzista ma eletto con la Lega. I salviniani hanno spinto fino all'ultimo per poterlo discutere: volevano ottenere il parere favorevole del governo, attraverso..

Meloni sulle orme di Berlusconi
cancella il bollo auto per il ‘27

Par di risentirlo, Silvio Berlusconi che si rivolge ai telespettatori e dice: “Avete capito bene, aboliremo l’Ici”. Dopo la tassa oggi nota come Imu, il fondatore di Forza Italia aveva messo nel mirino il bollo auto, sulla cui abolizione fece la campagna elettorale del 2008. L’abolizione arriva infine quasi 20 anni dopo, per il tramite di un comunicato di Palazzo Chigi. “Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani. Mentre la sinistra pensa alla patrimoniale, noi le tasse le tagliamo”, dice Giorgia Meloni, che di lì a poco si presenta in conferenza stampa, per metterci la faccia. E insieme a lei, i vicepremier Antonio Tajani, Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. In maggioranza è già cominciata la gara a chi può intestarsi il merito. Ma..

Se il campo largo è una babele
Renzi e centristi sono un Vietnam

“Senza una gamba moderata non si vince”. “Per battere le destre serve un fronte riformista alleato della sinistra”. “Il Centro è indispensabile per vincere”. Romano Prodi è come un disco rotto. Quando vede o sente al telefono Elly Schlein, cerca in tutti i modi di convincerla a darsi da fare per favorire la nascita di una “Nuova Margherita”, l’antica creatura di Francesco Rutelli che nel 2006 permise al Professore di battere, assieme ai Ds eredi del Pci, Silvio Berlusconi. E la segretaria dem, consapevole di aver spostato radicalmente a sinistra l’asse del Pd, sembra avere imparato la lezione. Tant’è che Elly ha più volte invocato la nascita di una “forza moderata nel campo largo”. E ha messo, solennemente, agli atti: “Meloni nel 2022 ha vinto perché il campo progressista era..

Tante medaglie e nessun Lavitola: così si racconta Sigfrido

Gli atti cautelari hanno la fretta dentro. Ecco le carte presto spizzate: l’ultimo documento, il numero 51, è il referto di una visita cardiologica del 9 settembre. Il numero 2 è l'elenco dei premi vinti da Sigfrido Ranucci dal 2000 a oggi. Fra queste due carte ce ne stanno altre quarantanove, e tutte insieme compongono il ricorso d'urgenza depositato ieri al tribunale del lavoro di Roma. Il carteggio che abbiamo letto – ops, il brogliaccio – somiglia a una biografia di Napoleone Bonaparte con in fondo, a mo’ di postfazione, una querela. Ed ecco la Gloria: il premio Ilaria Alpi – vinto per “ben tre volte” – il premio Maria Grazia Cutuli, il premio Mario Francese, il premio Giuseppe Fava, il premio Flaiano, il premio Giorgio La Pira, il premio..

Onnipotenza e prepotenze. Quando Ranucci impauriva la Rai

Era Il silenzio dei Ranucci. I fondatori di Report venivano cacciati nel silenzio, gli audit interni della Rai, su Ranucci, si concludevano nel silenzio, i rapporti con le stagiste, raccontati da Ranucci nel suo libro, passavano sotto silenzio. Ranucci, il giornalista Rai che oggi posta un video con la musica di Simon & Garfunkel, “The Sound of Silence”, mentre fa gli scatoloni, come avrebbe raccontato questa storia? È una storia di lettere anonime, corvi, presunte molestie, “comportamenti irregolari del conduttore”, mai dimostrati, suggerimenti che la vecchia governance Rai – l’inedito che ora si scopre – ha preferito disattendere. Era il 2021 e una puntata di Report aveva la forza di distruggere economie e aziende quotate. Nessun direttore Rai osava chiedere a Ranucci cosa stesse per mandare in onda o i..

Dissenso vietato in Forza Italia
Tajani avvia le prime “purghe”

Cita Fulvio Martusciello in qualità di modello di leadership e nume tutelare, attacca chi «va sui giornali a fare dichiarazioni polemiche. Così non si vince». Soprattutto, sbianchetta con un colpo di penna le critiche alla stagione congressuale perché «se siamo a favore della meritocrazia nel Paese dobbiamo esserlo anche all’interno del partito». Nelle mire del discorso che Antonio Tajani ha tenuto al termine di Azzurra Libertà, la convention dei giovani di Forza Italia a Montesilvano, c’era senz’altro la famiglia Berlusconi, ché «non credo in un partito con una classe dirigente imposta dall’alto». Soprattutto, però, c’era un avvertimento, un monito, nei confronti delle prime voci «dissidenti» che si sono iniziate a levare tra gli azzurri. Non è un caso il riferimento alle «dichiarazioni sui giornali», perché Tajani voleva colpire soprattutto il..

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