Sezioni Tematiche

Se i partiti sono alla frutta, chi caccerà le mele marce?

Il più grande giurista del Novecento, Karl Schmitt era convinto che i concetti politici fossero la secolarizzazione di concetti teologici. Per lui lo Stato non era che la trasposizione di questi concetti creati tanto tempo prima dal pensiero religioso. Ne avrebbe avuto conferma dal linguaggio usato nel trentaquattresimo giorno di commemorazione della strage di Capaci, dove furono barbaramente assassinati Falcone, sua moglie e parte della scorta. Da Mattarella che ha parlato giustamente di dignità e libertà offese dalla vergogna terroristica. A chi ha evocato i sepolcri imbiancati già scagliati da Gesù stesso contro i farisei. E che certo non mancano in queste circostanze. Fino alle preghiere della sorella Maria, costretta a stare sul palco da sola per limitare le contestazioni. Che hanno duramente colpito gran parte del ceto politico presente..

Meloni rinuncia a essere divisiva
Finirà per ispirarsi a Mattarella

Ai palati più fini non sfugge una novità: da qualche tempo la premier comunica in modo diverso. Si percepisce un cambio di accenti che, se fosse confermato in futuro, rimescolerebbe le carte della politica. Cancellerebbe il ricordo della Ducetta intesa come leader imperiosa, polemica, iper-reattiva, spesso controversa, sarcastica e colorita, a volte popolaresca, che si esprime (o si esprimeva) nello slang della Capitale. Ecco, questa Giorgia che spaccava il mondo a metà - odi et amo, amici e nemici, o con lei o contro di lei - sta progressivamente cedendo il posto a una Meloni più misurata, meno sopra le righe e capace di insospettabile fair play. Alcuni indizi sembrerebbero suggerirlo. Continua su Huffington Post

Perché deputati non reggono più il confronto coi sindaci

La cinghia di trasmissione della politica siciliana è rotta da tempo. In parte per le leggi elettorali nazionali, che hanno tolto le preferenze, in seguito a causa dell’abolizione delle Province datata 2013. Queste ultime, tramite i consiglieri provinciali, cercavano di legare la politica dei partiti ai territori più vasti. Oggi è ognuno per sé e un dio minore, quello del cangiante consenso, per tutti. In particolare modo, si assiste da diversi anni allo sganciamento tra deputati regionali e sindaci dei Comuni siciliani. Questo fenomeno è avvenuto a cominciare dal meccanismo dell’elezione diretta dei sindaci, iniziato a partire dal 1993. Il sindaco di una grande o piccola città è ormai un personaggio autonomo rispetto ai partiti, decide e porta, soprattutto, su di sé la croce dell’amministrazione, a cui nessun deputato regionale..

Paradossi e occasioni mancate di una Regione irredimibile

La carta fondativa – lo Statuto – della Regione Siciliana ha appena compiuto 80 anni, tra analisi, processi, promesse di revisione e poche o nessuna celebrazione. Sembra prevalere l’idea di una generale stanchezza, della fine di un sogno, del tradimento di un’idea e di una promessa, o, peggio, lo Statuto, la stessa autonomia regionale sono sul banco degli imputati, apparentemente responsabili di essere la causa del mancato sviluppo della nostra Regione. Si parla di Statuto 2.0, di revisione della carta, come se il punto fosse questo, come se bastasse cambiare le regole del gioco per avere giocatori migliori. Non sono e non voglio certo fare il costituzionalista e d’altra parte i pareri da questo punto di vista non mancano e sono autorevoli. Alcune riflessioni però possono farsi. La carta costituente..

Enciclica per i tempi dell’AI
Arriva “Magnifica Humanitas”

Da un lato The Machine, buona, alleata con gli uomini, e dall'altro Samaritan, cattiva, con un approccio impersonale, calcolatore, divinità superiore che gestisce l’umanità come un sistema da ottimizzare, con gli esseri umani ridotti a schiavi, risorse da attivare. Rappresenta l’intelligenza artificiale senza freni: totalitaria, manipolatrice e onnipotente. Nella serie tv distopica Person of Interest creata da Jonathan Nolan, oltre dieci anni fa, uno dei temi centrali è proprio il confronto tra questi due tipi di intelligenze artificiali. Papa Leone XIV dedica proprio all'intelligenza artificiale la sua prima Enciclica "Magnifica Humanitas" e farà una scelta non luddista - contraria a priori al progresso tecnologico - ma tesa con forza a preservare la dignità umana ai tempi della nuova rivoluzione tecnologica. Continua su Huffington Post

Macché morto, Dio sta benone ed è alla Biennale di Venezia

Anche quest’anno alla Biennale il Padiglione vaticano è stato in Laguna il talk of the town, sarà che dentro c’erano il sommo curatore Hans Ulrich Obrist, e pure Brian Eno, e all’inaugurazione è arrivata a sorpresa Patti Smith. Ma chi l’avrebbe mai detto, un ventennio fa, che il Vaticano sarebbe stato così cool. Allora sembrava esserci un’avanzata del nuovo ateismo guerrigliero, capitanato da quegli accademici con gli occhialetti come Richard Dawkins che, in uno stile à la Charlie Kirk, andavano negli auditorium a dibattere con i preti e gli imam cercando la dimostrazione fisica della non-esistenza di Dio. Dawkins, insieme all’adorato Christopher Hitchens, a Daniel Dennett e Sam Harris, erano stati battezzati “i quattro cavalieri dell’ateismo”, in riferimento all’apocalisse. Scrivevano bestseller come L’illusione di Dio, Dio non è grande, La..

Sottile e le sue storie sminuzzate di amore e mezzamafia

Giuseppe Sottile non ha scritto un libro, ma un “libricino”. Al telefono sminuisce subito il suo "Palermo di chitarra e di coltello" (Einaudi), che tra Borges, amoruzzi e mezzamafia invece è un magnifico viaggio nella Sicilia di ieri e di oggi. Quella dell’entroterra agricolo, oggi desolato e ieri povero, ma in cui “nessuno muore mai da solo” e “un cannolo non apre le porte dell’inferno ma non chiude quelle del paradiso”. La “terra promessa” è Palermo. Ma il sangue diventa tanto, troppo. Continue stragi. Alle storie dei grandi boss, Sottile preferisce quelle della mafia di mezzo che lui, con trent’anni di cronaca nera in Sicilia, racconta esaltando dettagli ben più rivelatori di approfondite carte di tribunale. Da Palermo, Sottile – scrittore e giornalista dell’Ora, del Giornale di Sicilia, del Giorno,..

Il governo ha perso il volante
e la Meloni si chiude in difesa

Hanno perso il volante e i Freni. Il governo Meloni rischia di correre verso l’incidente, il fine vita, e non si intende solo la legge. Esistono due lettere che Crosetto ha spedito a Giorgetti, per sapere cosa fare sui fondi Safe, rese note solo ora da Crosetto, e sono di tono assertivo, da fine pazienza. Scrive Crosetto a Giorgetti: “Devi decidere”, se il Safe, i fondi per la Difesa che mette a disposizione l’Europa, lo chiediamo o no. Giorgetti è dell’opinione che siano prestiti, che l’emergenza sia l’energia, ma la verità è che le lettere di Crosetto, e a Meloni non dispiacciono, servono a mettergli pressione, a fare di più, per negoziare meglio in Europa. Parlerà e sceglierà Meloni, ed è orientata al sì, ma cosa accade se Giorgetti e..

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