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Goodbye, Giorgia. Tra i salotti romani spira già aria nuova

Nelle “cene romane” del mercoledì o del giovedì – mai di sabato, di sabato escono solo i cafoni – il talk of the town è il grande distacco. Il lungo addio. Goodbye Giorgia! Anzi: ma chi te conosce! Nei vasti appartamenti tra Prati e Aventino, sede naturale del potere informale italiano, seduti a tavola tra plotoni di giornalisti, imprenditori, ex sottosegretari, demimonde di Palazzo Chigi, imprecisati “uomini di Fazzolari” (ci sono sempre), ex cda Rai, cinematografari, qualche spin doctor in libera uscita da Milano, con una o più “Claudie Conte” al seguito, la grande giostra del riposizionamento gira a pieno ritmo già da un po’. Il flirt con il melonismo era sbiadito coi primi exit poll del referendum, ma la velocità con cui tutti hanno dimenticato è commovente. “Io ad..

I nuovi forzisti giocano
a smarcarsi su ogni cosa

Un gioco a smarcarsi su tutti i dossier: dal decreto sicurezza alle nomine, fino al gas e all’immigrazione. Con un occhio al futuro, un altro a Cologno Monzese. Non si fermano le fibrillazioni in maggioranza dovute al nuovo corso di Forza Italia. E in queste ore si sentono più forti. A circa 48 ore dal Consiglio dei ministri che dovrebbe chiudere il cerchio sulle nomine, arriva l’ennesimo alert forzista su Federico Freni alla Consob. Il nome del sottosegretario all’Economia, eletto con la Lega, alla successione di Paolo Savona sembrava ormai sbloccato dopo mesi di scetticismo di Forza Italia. Ma invece, secondo le indiscrezioni che circolano nei palazzi, il leader dei forzisti, Antonio Tajani, in Consiglio dei ministri dovrebbe uscire allo scoperto. E dire “no” a Freni. A meno che non..

Il Genio perduto nella “Palermo di chitarra e coltello”

Palermo di chitarra e coltello. Questo il titolo del libro di Sottile, preso a prestito da Borges. Che parlava della Palermo di Buenos Aires come disse quando venne in Sicilia a ritirare un premio allora prestigioso e non più attivo. Ma della Palermo di Ruggero cantata dai poeti arabi per la sua bellezza e per la leggerezza del clima e degli edifici, il libro si occupa. Per constatarne il declino forse irreversibile, per esternare una malinconia dovuta al passare implacabile del tempo che spinge a ripensare al passato che sembra felice. Pur nel tormento dei turbamenti di passione e di amore incompreso in primo luogo al giovane. Questo il tema essenziale del primo movimento del libro che si compone di tre parti. Comincia proprio da un ricordo essenziale che ha..

Siamo tutti infettati
dalla sindrome di Trump

Una parte di me pensa che sia pazzo; una parte di me pensa che voglia dare l’impressione alla gente che è pazzo; parte di me pensa che voglia fare impazzire tutti gli altri”. (Bret Stephens sul Nyt). Le cose stanno esattamente così, e il mondo si è ammalato dell’abominevole Trump. Ci si sveglia con lui, che fa notizia, a ogni fuso orario. Si lavora con lui sullo sfondo, si pranza con lui, con lui si fa merenda, con lui attivo e squillante, assurdo e buffo, carogna e nunzio di pace, orrendo e spiritoso, ci si addormenta. Potrà finire sul Monte Rushmore, con Washington e gli altri, o all’inferno. Intanto si è fatto la copertina della Domenica del Corriere con tanto di tavole di Beltrame, una collana di figurine Panini in..

Trapianti. Perché ogni donazione è un dono alla vita

In Italia 8.500 persone attendono ancora un organo. Informarsi prima di esprimere la propria volontà è fondamentale per compiere una scelta libera e responsabile. Questo è l’obiettivo della 29a giornata nazionale della donazione e del trapianto di organi e tessuti che si svolgerà oggi, domenica 19 aprile. “Dai voce al tuo Sì, scegli di donare ‘vita’ a quelle migliaia di persone che attendono di rinascere grazie a un trapianto”. Negli ultimi 25 anni, grazie alla disponibilità dei donatori, nel nostro paese sono stati effettuati oltre 80.000 trapianti. Un risultato che testimonia la solidità del sistema ma nello stesso momento evidenzia come la domanda sia ancora elevata e non tutti riescono a raggiungere la meta di avere un organo. In occasione della Giornata della Donazione, il Ministero della Salute e il..

Sergio Mattarella al convegno su
Piersanti, assassinato dalla mafia

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ieri, è arrivato a sorpresa alla Facoltà teologica di Palermo per partecipare al convegno “L’impegno dei cattolici in politica tra crisi dei partiti e pluralismo culturale”, dedicato alla figura del fratello Piersanti. Con lui c’era la figlia Laura. Ad accoglierlo, tra gli altri, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. L’iniziativa è stata promossa dalla Facoltà teologica siciliana, guidata dal preside don Vito Impellizzeri. Al centro dell’incontro, il profilo politico e morale di Piersanti Mattarella, ucciso il 6 gennaio 1980. A scandire uno dei passaggi più netti è stata il procuratore generale Lia Sava, che ha invitato a leggere quel delitto oltre la sola matrice mafiosa. “Non fu solo la mafia a uccidere il 6 gennaio 1980 il presidente Piersanti Mattarella”, ha detto, ricordando come l’allora..

Ma Trump non vincerà mai
la guerra contro Leone XIV

La risposta giunge subito, mentre Papa Leone XIV sta per arrivare in Algeria: “Non ho paura dell’amministrazione Trump”. Sono trascorse poche ore dal violento attacco che Donald Trump lancia contro il Pontefice, accusato di essere "debole", per le parole sulla "paura" dell'amministrazione Trump, nonché "pessimo in politica estera" per le posizioni assunte sulla guerra in Iran, sul blitz in Venezuela. "Leone - scrive il presidente degli Stati Uniti - dovrebbe darsi una regolata come Papa, usare il buon senso, smetterla di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un Grande Papa, non un politico". Il Pontefice replica che “continuerà a parlare contro la guerra” perchè i suoi appelli alla pace e alla riconciliazione sono radicati nel Vangelo.“Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico,..

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