Un gioco a smarcarsi su tutti i dossier: dal decreto sicurezza alle nomine, fino al gas e all’immigrazione. Con un occhio al futuro, un altro a Cologno Monzese. Non si fermano le fibrillazioni in maggioranza dovute al nuovo corso di Forza Italia. E in queste ore si sentono più forti. A circa 48 ore dal Consiglio dei ministri che dovrebbe chiudere il cerchio sulle nomine, arriva l’ennesimo alert forzista su Federico Freni alla Consob. Il nome del sottosegretario all’Economia, eletto con la Lega, alla successione di Paolo Savona sembrava ormai sbloccato dopo mesi di scetticismo di Forza Italia. Ma invece, secondo le indiscrezioni che circolano nei palazzi, il leader dei forzisti, Antonio Tajani, in Consiglio dei ministri dovrebbe uscire allo scoperto. E dire “no” a Freni. A meno che non si raggiunga un’intesa diversa sulle nomine. Una prospettiva, quella del neit a Freni, che innervosisce non poco la Lega. Tanto che tra i due partiti alleati di Fratelli d’Italia le tensioni si inaspriscono anche su altri fronti. I leghisti non hanno digerito la manifestazione che Amir Atrous, responsabile immigrazione di FI a Milano, ha organizzato in concomitanza con il raduno dei patrioti sulla remigrazione, in piazza Duomo. E il presidente della Lombardia, il leghista Attilio Fontana, lo ha detto apertamente: “Mi lascia un po’ perplesso questo atteggiamento. Un conto è non essere d’accordo, un altro conto è contestare esplicitamente, io lascio che siano i vertici dei partiti a valutare”. Continua su Huffington Post


