Perché ho scritto “amare vuol dire non perdersi mai”
Perché si scrive un libro con, in copertina, un gatto bianco e nero che ti guarda dalla cima di una scala? La risposta alla fine. Intanto, racconto chi è. Si chiama(va) Pio, è stato con la mia adorata Paola e con me il tempo necessario per amare e farsi amare immensamente. La domanda etica sull’amore per i cani, per i gatti, per i pappagallini, etc etc… risparmiamocela. Si ama e si viene amati. Punto. Pio (Piuzzo) ha lasciato un profumo incancellabile. Nel libro si avverte. Perché si scrive un libro dove c’è la memoria insistente di un padre? Alla fine la risposta. Chi era? Antonino Puglisi, mio padre, appunto, era un professore di Italiano e Latino al Liceo. Nessuno lo chiamò mai Antonino. Quasi tutti, Antonio. Solo alcuni, Nino. A..