Sezioni Tematiche

Perché ho scritto “amare vuol dire non perdersi mai”

Perché si scrive un libro con, in copertina, un gatto bianco e nero che ti guarda dalla cima di una scala? La risposta alla fine. Intanto, racconto chi è. Si chiama(va) Pio, è stato con la mia adorata Paola e con me il tempo necessario per amare e farsi amare immensamente. La domanda etica sull’amore per i cani, per i gatti, per i pappagallini, etc etc… risparmiamocela. Si ama e si viene amati. Punto. Pio (Piuzzo) ha lasciato un profumo incancellabile. Nel libro si avverte. Perché si scrive un libro dove c’è la memoria insistente di un padre? Alla fine la risposta. Chi era? Antonino Puglisi, mio padre, appunto, era un professore di Italiano e Latino al Liceo. Nessuno lo chiamò mai Antonino. Quasi tutti, Antonio. Solo alcuni, Nino. A..

Vannacci e la sua dozzina
“Per Kiev serve l’atomica”

“Zelensky è un cocainomane, non vedi come tira con il naso? Si fa di coca”. E l’Ucraina? “Se fossi Putin lancerei una bella atomica e la guerra finisce. Ma sai perché Putin non lo fa? Perché a Kyiv c’è la cattedrale cara agli ortodossi”, mi dice il Barone nero Jonghi Lavarini, il fascista neo-vannacciano, prima che la figlia “Fiammetta” lo porti via: “Oggi è il suo compleanno”. Sylvie Lubamba racconta che il generale è “ghiotto di branzino”. Sono la sporca dozzina di Vannacci. Non hanno la decima tatuata sul polpaccio, e neppure il teschio ma lo stuzzicadenti, anche se Alessandro, 27 anni, avvisa, “la decima no, ma fai attenzione, qui i maranza girano con il machete. E zac!” Hanno trovato la parola d’ordine: la dozzina. Alle 19,30, un’ora prima che..

Ponte sullo Stretto, altro guaio:
c’è un’inchiesta per corruzione

C’è un’inchiesta per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio sul Ponte sullo Stretto. Un’ennesima complicazione per l’opera voluta da Matteo Salvini, che dovrebbe collegare Sicilia e Calabria. Tre gli indagati. Si tratta di un magistrato contabile in pensione da qualche mese, Tommaso Miele, di un avvocato, Giacomo Francesco Saccomanno, e di un imprenditore, Vincenzo Virgiglio. La tesi della procura di Roma, che ha aperto un fascicolo e disposto delle perquisizioni a Roma, Frosinone e Reggio Calabria, è che l'avvocato e l'imprenditore volessero condizionare il giudizio della Corte dei conti sull’infrastruttura. Spettava infatti alla magistratura contabile dare un parere su tutti gli aspetti della procedura necessaria per far partire il progetto del ponte. Il parere è previsto dalla legge. Ed superabile, se negativo, ma non bypassabile. Continua su Huffington Post

Tutti i nomi. Rapporto sulle sacre famiglie di Sicilia

Santi e santini di Sicilia cambiano faccia, senza prendersi il disturbo di cambiare il cognome. Spesso, non è necessario. In tanti, nell'isola, imparano presto che il voto è una preferenza, certo, ma anche una processione per la grazia, una supplica. È successo anche all'ultima tornata di elezioni amministrative che si concluderanno tra sabato e domenica con i ballottaggi. In Sicilia, sono tre i Comuni al secondo turno. Tra questi, anche un capoluogo di provincia, Agrigento. A pochi chilometri dalla città di Luigi Pirandello, in un paese di dodicimila abitanti, quindi al di sotto della soglia necessaria per andare ai ballottaggi, non ci sarebbe stato comunque bisogno di tornare alle urne. I cittadini, da quelle parti, si sono espressi con un plebiscito. “Garantirò la continuità amministrativa”, ha promesso a poche ore..

Un divertito Buttafuoco per Palermo di chitarra e coltello

Sabbenedica che significa quello che significa: il saluto, tutto di augurio, di cose tutte buone e tutte belle. Dagli studi Rai di Venezia, da Palazzo Labia, ecco Lupus in fabula, il racconto del giorno fatto ogni giorno per arrivare a sera e trovare un libro sul comodino. Palermo di chitarra e coltello di Giuseppe Sottile è il libro di oggi. Cresciuto all’Ora di Palermo e poi protagonista nel giornalismo televisivo e al Foglio, dove cura il fantastico inserto culturale del sabato, Sottile – che, per inciso, è anche il mio maestro – è sostanzialmente un battezzatore di cose, un maestro di scrittura come pochi, raffinatissimo cesellatore della parola. Lontano dalla Sicilia da cartolina, Sottile la cui lingua diventa subito foto e immagine, trasfigura paesi su pizzi di montagna, trasfigura lavori nei campi,..

L’offesa del 2 giugno? Esagerata
Pure Meloni ha fatto i suoi errori

Non fa un buon servizio a Giorgia Meloni chi mette in giro che si è risentita per la festa del 2 giugno, in particolare con Paola Cortellesi, colpevole ai suoi occhi di averla ignorata nel monologo sulle donne. Mostrarla offesa è un errore, per almeno due ragioni. Primo, perché una premier non ha bisogno di adulazioni. E poi perché Cortellesi, artista bravissima, rappresenta se stessa e le proprie idee; non conferisce medaglie al merito della Repubblica; nemmeno presiede il tribunale della storia. Il suo compito era dare inizio a un show che, al pari di tutti gli spettacoli, può essere piaciuto o meno. Molti l’hanno apprezzato, si sono commossi guardando i vecchi spezzoni in bianco e nero, ascoltando le canzoni del cuore. Meloni a quanto pare non ha gradito. A..

Sardo racconta “l’ultima estate di un uomo per bene”

Negli anni bui e dolorosi dell’ultima guerra di mafia che ha lacerato la Sicilia agli inizi degli anni Novanta, chi faceva il cronista come me gli toccava correre ogni giorno da un morto ammazzato all’altro per vedere, sentire, raccontare, che una volta si faceva così questo lavoro. Le cosche si stavano scannando tra di loro. In questo scenario di orrori e di lutti, il diciotto luglio del 1990, mi ritrovai davanti al cadavere crivellato di piombo non di un malacarne, non di un mafioso, ma di un professionista, un direttore di banca senza ombre, una persona integerrima, tutta casa e lavoro, schiena dritta e abnegazione: un uomo perbene. Giuseppe Tragna aveva 49 anni quando lo uccisero in via Gela, a San Leone di Agrigento, davanti la villetta dove viveva con..

Zaia vicesegretario. Salvini
ne ha un grande bisogno

Luca Zaia vuole un ruolo pieno nella Lega e garanzie sulle liste elettorali. Matteo Salvini - alle prese con la fuga di parlamentari e amministratori - vuole arginare l’onda vannacciana, ma nello stesso tempo non apparire commissariato. Sta in questo difficile equilibrio la via d’uscita della Lega da una crisi che gli ultimi sondaggi attestano in maniera inclemente. Il braccio di ferro potrebbe avere ripercussioni sulla legge elettorale. Il segretario smentisce le anticipazioni di Libero e degli altri quotidiani del gruppo di Antonio Angelucci – nota bene: Angelucci è deputato della Lega – che raccontano di una riunione, il 3 giugno scorso, tra Matteo Salvini e i maggiorenti del partito, tra cui lo stesso Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti, al termine della quale Salvini ha dato il via libera alla..

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