Le fughe di notizie ormai sembrano essere una componente inscindibile della giustizia italiana, persino quando si tratta di selezionare nuovi magistrati. E’ iniziato infatti nel peggiore dei modi il maxi-concorso per l’accesso in magistratura 2026. Da mercoledì 24 a venerdì 26 giugno si sono tenute a Roma le prove scritte del concorso, finalizzato alla selezione di 450 nuove toghe (si sono presentati in 7.000). Le tre prove (una al giorno) si sono concentrate, come di consueto, sul diritto civile, sul diritto penale e sul diritto amministrativo. Le norme prevedono che le tracce da sottoporre ai candidati siano formulate dalla commissione esaminatrice la mattina della prova stessa. Peccato che nella serata di mercoledì, tra le chat di diversi candidati, siano circolati messaggi sui temi che sarebbero stati oggetto della prova del giorno successivo, quella di diritto penale. Questi temi sono poi effettivamente stati quelli della prova di diritto penale.

Come ricostruito dal Foglio, la fuga di notizie sarebbe nata da un episodio tanto banale quanto inquietante: mercoledì, durante la prova di diritto civile, alcuni candidati hanno trovato sulla cattedra posta di fronte alla commissione esaminatrice, dove è possibile consultare i codici e il dizionario, dei fogli in cui erano riportate alcune tracce di diritto penale. Gli argomenti: devastazione, saccheggio, bancarotta. Sarà una coincidenza ma il giorno dopo è stata estratta una traccia di diritto penale incentrata proprio sul delitto di bancarotta fraudolenta, mentre una delle due tracce non estratte riguarda proprio gli articoli del codice penale sulla devastazione e il saccheggio (va ricordato che sono solitamente pochi i candidati che si recano alla cattedra per sfogliare i codici o il dizionario, dal momento che ognuno di loro può portare con sé il proprio codice).

Continua su ilfoglio.it