Controlli antimafia, sul Ponte
Mattarella “raddrizza” Salvini

È stata la lettura dei giornali del mattino a far alzare il sopracciglio solitamente assai impassibile di Sergio Mattarella. La richiesta degli uffici legislativi del Quirinale di eliminare dal decreto Infrastrutture varato lunedì dal governo una norma che "spostava" i controlli antimafia a una struttura di missione per la costruzione del Ponte sullo Stretto era definita da alcune testate un depotenziamento dei controlli Antimafia. E il capo dello Stato non ha voluto lasciar passare sotto silenzio una narrazione che ritiene profondamente sbagliata. È persino inutile spiegare perché il presidente non intenda abbassare o fare abbassare la guardia davanti alla criminalità organizzata e perché non intenda accettare che sia anche solo messa in dubbio questa sua volontà. Ci sono alcuni temi sui quali non esiste deroga per Mattarella, mentre la nuova..

Berlusconi in Paradiso. Protagonista di un romanzo rosa

Di libri, di libri su Berlusconi ne son stati scritti a bizzeffe, dalle agiografie al saggio complottaro, ma l’harmony proprio mancava. “Lui, lei e il Paradiso” è l’ultima opera di Sveva Casati Modignani, alias Bice Cairati, nostra signora delle lettere amorose: decine di romanzi, 12 milioni di copie vendute all’attivo, una Elena Ferrante rosa. Quest’ultimo però è peculiare, perché il “Lui” della storia non è il classico pilota o pirata di questo tipo di narrativa, bensì il Cav. Il quale, nella finzione dell’opera, appena defunto si ritrova in una specie di sala d’attesa che immette al Paradiso, appunto, tra le nuvolette molto da caffè Lavazza, in compagnia dell’autrice stessa. I nomi sono di fantasia, lui si chiama Dino Solbiati, lei Stella Recalcati. Ma Solbiati è proprio Lui. Che non sa..

Il grillino penitente. Terrorizzato dallo sguardo di Conte

Giuseppe Conte, a vederlo così, non sembrerebbe incutere timore. E invece. Pare che nel M5s basti un suo sguardo storto per trasformare deputati in monaci benedettini: silenziosi, disciplinati, e con un voto di obbedienza che manco fra Cristoforo. Prendete Filippo Scerra, deputato e questore della Camera. Uno che fino a qualche tempo fa parlava, sorrideva, magari mangiava anche. Poi il disgraziato, in una riunione, ha approvato la restituzione del vitalizio all’ex ministro Francesco De Lorenzo. Ebbene, un richiamo di Conte – pubblico e privato – ha avuto su di lui l’effetto di una conversione: “Ma le leggi almeno le cose che firmi?”. Da allora, per non sbagliare, per non saper (come si dice) né leggere né scrivere, il povero Scerra dice solo “No”. In ogni riunione del collegio dei questori...

Mattarella nel cuore dell’Ue:
fatela funzionare o la perdiamo

L’Unione Europea sconta “lacune e ritardi del passato”, ma adesso, se non si rimette in sesto, se non si riforma, si perde. Non è la prima volta che Sergio Mattarella lancia l’allarme sullo stato dell’Unione alle prese con sfide globali, un mondo in veloce cambiamento, debole perché ancora bisognosa di maggiore integrazione tra gli Stati membri. La visita del presidente a Bruxelles, nel cuore delle istituzioni europee, rafforza il messaggio, lontano dall’idea di un’Europa delle nazioni, a sostegno di un’Europa più coesa e più forte. Continua su Huffington Post

Terzo mandato, cade
l’ultimo pilastro grillino

La casta è morta, viva la casta. Mentre il governo sbarra la strada al terzo mandato dei presidenti di regione, i Cinque Stelle fanno cadere i paletti che sin dalla nascita del Movimento lo caratterizzavano come movimento anti-casta. Addio al principio "uno vale uno". Ora uno vale uno, due… tre e anche quattro o cinque. Le nuove regole del M5s sul terzo mandato assomigliano molto a quelle del Pd. Sono incentrate cioè su ampi poteri di deroga al consiglio nazionale e al presidente Giuseppe Conte. Questo significa che potranno ricandidarsi tutti i big in bilico: Roberto Fico e Virginia Raggi in primis, che potranno presentarsi nuovamente alle elezioni, anche se hanno già all’attivo rispettivamente due mandati parlamentari e tre in consiglio comunale. Di più: con queste norme può candidarsi anche..

Solo fuffa. Il mondo non s’è convertito al cattolicesimo

Dopo questo periodo di ubriacatura papista, dopo che il Vaticano ha trionfato in telegiornali e giornali – un po’ meno fuori Italia – e dopo che tutti, proprio tutti, si sentivano competenti nel prevedere le fumate e le parate degli svizzeri, dopo che tutti giuravano che sarebbero andati a meditare sulla tomba di Francesco, dopo essere andati a farsi un selfie davanti al suo catafalco benché fosse proibitissimo, il papato e con esso la Chiesa cattolica ma pure, temo, la religione cristiana scompariranno dal nostro orizzonte. Basta, oggi tutto passa rapidamente di moda, e più è stata forte l’ondata della moda tanto più veloce è il declino. Quello che piaceva veramente, di questi eventi, era la ritualità antica, i costumi rinascimentali, il segreto. Cioè la superficie, non il cuore della..

Dopo Giletti, Salvini porta in Rai anche Barbara D’Urso

Altro che terzo mandato. Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e vicepresidente del Consiglio, nel tempo libero fa anche il direttore dei palinsesti. Uno che vuole la tv verace, il servizio pubblico genuino e popolare che sappia parlare alla gente vera, alla gente che soffre e che piange. E allora dopo la “missione Giletti” in Rai, il segretario della Lega punta al bis: riportare in tv anche Barbara D’Urso. Non su un canale qualsiasi, ma su Rai 1, da gennaio, ogni venerdì pomeriggio. Con un programma di – attenzione attenzione – “emotainment”. Così ci dicono almeno dei dirigenti Rai. “Emotainment”, ripetono. Ecco. Che non è una malattia tropicale, ci assicurano. Ma è un minestrone di lacrime, chiacchiere e sorrisi al wattaggio di un faro. Roba, giurano, che farà sembrare “Domenica In”..

Giuli di fronte a un esercito ideologico arruffato

La superiorità di Alessandro Giuli sui suoi interlocutori è talmente evidente che ci si domanda perché mai passi il suo tempo a polemizzare con loro. Uno che sa decrittare con maestria i miti italici e mediterranei arcaici, e fa incursioni nel sacro e nel profano da quando portava i calzoni corti, un esperto della sezione aurea e della battaglia di Talamone, uno così può a stento comprendere la dimensione in cui si muove un attore come Elio Germano, reduce da un flop artistico e commerciale come il film su Berlinguer, banale interpretazione sentimentale di un falso mito politico, compensato solo dal ridicolo lobbismo cinematografico di propaganda ideologica caro alla solita gente del solito ambiente, quelli che gonfiano i palloncini dei non autori e dei non attori. Ho visto un trailer..

La prima di Leone XIV tra la pace
in Ucraina e i bambini di Gaza

"Sono stato scelto senza alcun merito e, con timore e tremore, vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia, camminando con voi sulla via dell'amore di Dio, che ci vuole tutti uniti in un'unica famiglia". Lo sottolinea papa Prevost nella messa con cui si apre ufficialmente l'era di Leone XIV. Il passaggio è stato accolto dall'applauso di Piazza San Pietro dove si sono radunati circa 150 mila fedeli. "Amore e unità: queste - scandisce - sono le due dimensioni della missione affidata a Pietro da Gesù. Ce lo narra il brano del Vangelo, che ci conduce sul lago di Tiberiade, lo stesso dove Gesù aveva iniziato la missione ricevuta dal Padre: 'pescare' l'umanità per salvarla dalle acque del male e della..

L’Accademia dei provinciali che governa il partito del Cav

Sognava la rivoluzione liberale, ha attuato quella del provinciale. La Forza Italia d. C. (dopo Cav.) è il tripudio del territorio, delle preferenze, delle bande musicali da valorizzare (con una proposta di legge da otto milioni di euro) e poi sagre e parrocchie, campetti e oratori. Maradona, d’altronde, non c’è più. Restano i gregari, i Renica, la classe operaia andata quasi in paradiso e diverse stelline qua e là. Finito in gloria il movimento d’opinione del capo carismatico, ora c’è il porta a porta dei tajanei. Molto centro e sud, meno Milano e nord produttivo. Sono i provinciali europei. E’ l’accademia del rustico azzurro, scarpe grosse e cervello fino. La riscossa della contea, gente di poche parole e molta fede: vota Antonio! Se Silvio Berlusconi dopo la sconfitta del ’96..

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