La distratta Palermo ritrova Schillaci solo da morto
Esattamente come il Principe De Curtis, Totò era una maschera. La maschera prima struggente, spiritata, aggressiva; quella di Totò Schillaci che segnava a raffica, che incantò l’Italia nell’estate del 1990 con i gol delle notti magiche. La maschera suadente, social, sorridente dell’altro Totò. Quello con più capelli dell’Isola dei Famosi, di Quelli che il calcio, di Pechino Express, delle comparsate in discoteca. Del nuovo lavoro che s’era inventato a dispetto della sua timidezza dopo l’addio al calcio e le modeste avventure da imprenditore. Dietro la sua maschera Totò aveva tanti volti. Capace di grandi gesti di solidarietà, come la costruzione di un centro sportivo lì dove aveva iniziato la sua carriera, ma anche di gesti molto meno nobili, come quando nel novembre del 1990 durante una partita minacciò l’avversario, il..