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Ma le banche non si toccano

Pesa la contrarietà della famiglia Berlusconi: gran parte degli utili di Fininvest arrivano da banca Mediolanum

Niente processo per corruzione
Liguria, Toti si arrende e patteggia

"Mi difenderò da ogni accusa", diceva Giovanni Toti, subito dopo la fine degli arresti domiciliari che gli erano stati inflitti a seguito dell'accusa di corruzione e finanziamento illecito. Con un colpo di scena - che, apprende HuffPost, non si aspettavano neanche nell'ambiente politico a lui più vicino - però, ecco che la strategia difensiva è cambiata. Ed è cambiata poche ore dopo la designazione del candidato di centrodestra in Regione, Marco Bucci, sindaco di Genova. Toti, che sarebbe dovuto andare a processo ai primi di novembre, ha deciso di patteggiare. L'accordo con la procura è già stato formalizzato e sarà il giudice dell'udienza preliminare a decidere se validarlo o no. Ma il sì pare scontato. Continua su Huffington Post

Macché spy story. Giorgia e i Fantozzi di Palazzo Chigi

No, guardi presidente, gli agenti non sono abbastanza”. Come non sono abbastanza? “Ehh, sono impegnatissimi”. Da circa due anni, a quasi ogni riunione con gli apparati di sicurezza dello stato, alla presenza di Matteo Piantedosi ministro dell’Interno, pare che Giorgia Meloni si sia ormai abituata a sentirselo dire. La Polizia non si può usare per questo, i carabinieri non si possono usare per quello, la Guardia di Finanza nemmeno a parlarne. Anche per quanto riguarda alcuni aspetti del Giubileo. L’evento che, secondo le previsioni, dal 24 dicembre 2024 porterà a Roma l’enormità di trentacinque milioni di persone. Difficoltà logistiche, ovviamente. Problemi di sicurezza, com’è evidente. Dunque riunioni su riunioni. E spesso, appunto, di fronte alle richieste di Meloni che sulla sicurezza vuole dare segnali tangibili, ecco la frase pronunciata da..

Salvini nomina due vicesegretari, la Lega in verandina

E’ il “Piano Salva casa”, casa sua. Salvini fa l’imbianchino: ritinteggia la vecchia Lega per nascondere tempo e crepe. Nomina Claudio Durigon e Alberto Stefani nuovi vicesegretari al posto di Giorgetti e Lorenzo Fontana. Segretario, ma le donne? Perché non una vice? Nasce la verandina Salvini. Luca Toccalini vuole fare il segretario lombardo, Massimiliano Romeo pure, Andrea Crippa resta “il Crippa”, Vannacci se ne va a Viterbo, con i colonnelli alla Tognazzi. Salvini con la calce. E’ vero che Salvini sostituisce due vicesegretari, che ritorna alla carica con le gazebate e chiede ai suoi: “Dovete difendermi, io rischio la galera per il processo Open Arms”, è vero che nessun leghista (l’unico potrebbe essere Romeo) lo sfiderà, ma è vero anche che la Lega ha tre vicesegretari che quasi tutti conoscono...

Italia contro Bce. Il governo è
stanco della esitante Lagarde

Non è passata neanche un'ora dalla conferenza stampa di Christine Lagarde, in cui la presidente Bce ha annunciato un taglio dei tassi d'interesse dello 0,25%, il secondo da inizio anno, che il governo italiano inizia a cannoneggiare. Una reazione a prima vista spiazzante e controintuitiva: perché attaccare Francoforte proprio nel momento in cui la Banca conferma una politica espansiva, meno timorosa dell'inflazione e più attenta alla crescita? Semplice, la critica è riassumibile in poche parole: troppo poco e troppo tardi. Quello che fa più innervosire il governo italiano è la mancanza di un orizzonte certo, di un percorso di riduzione dei tassi che sia determinato, quanto meno da qui fino a fine anno. Insomma, manca la conferma di altri tagli, visto che comunque un livello del costo del denaro al..

Gli stupidi della destra hanno sempre il complotto in canna

Il prossimo che per giustificarsi le prospetta un’ipotesi di complotto, Giorgia Meloni lo dovrebbe prendere a calci nel sedere. Perché l’unico complotto ben visibile a chiunque è quello degli uomini e delle donne che a destra combinano guai intorno alla presidente del Consiglio. E sono gli unici che davvero complottano contro il governo di cui fanno parte. Autocomplottano. Senza inventarsi una bella cospirazione, è vero, non si costruisce nessuna leadership in Italia. E’ un fenomeno immanente. Ma qui, a destra, oggi, c’è la novità del complotto come scudo stellare alla superficialità, all’inadeguatezza e talvolta – troppo spesso – alla pura imbecillità. Maria Rosaria Boccia chi la manda, l’opposizione! O forse invece Boccia è una signora che in quel Parlamento dal quale adesso è stata espulsa a vita veniva invitata soltanto..

La Commissione s’incarta su Fitto
Ursula rinvia le presentazioni

Ursula von der Leyen ha rinviato di una settimana la presentazione della nuova Commissione europea, prevista per ieri. Se ne parlerà il 17 settembre a Strasburgo. A mettere un freno alla nomina dei commissari scelti da Ursula, tra cui l'attuale Ministro per gli Affari europei del governo Meloni, Raffaele Fitto, è la resistenza dei socialisti europei: "Rafforzare il processo dello Spitzenkandidat, garantire l'equilibrio di genere, una forte attenzione ai diritti sociali supervisionata da una figura con l'esperienza necessaria, e un'equa distribuzione delle posizioni di vicepresidente esecutivo che rifletta la maggioranza del Parlamento europeo. Queste sono le aspettative della famiglia progressista europea per la composizione della prossima Commissione europea". E' quanto sottolinea il gruppo dei Socialisti Ue spiegando che, "se queste aspettative non saranno soddisfatte, sarà molto difficile, se non impossibile,..

Sceneggiata Bianca. Il decameron di Boccia all’ultimo atto

Lei, Maria Rosaria Boccia, signora e dottoressa, è ‘a malamente di una sceneggiata. ‘A malamente messa a mezzo tra Isso, Gennaro Sangiuliano, e Issa, nientemeno Giorgia Meloni. Una sceneggiata però stiracchiata. E appunto per questo doveva finire in tivù, ieri sera, su Rete 4 da Bianca Berlinguer che pensava (e ancora pensa) di farne un personaggio tra il mattocchio Corona e l’invasato Orsini. Lì dove vale la regola delle regole, come diceva Gianfranco Funari: “Fare televisione è come fare la cacca, si fa ma non si guarda”. E quale manuale di dottrina politica, quale galateo istituzionale, potrebbe mai raccogliere una simile cronaca pur con il marchio Berlinguer? Ma “L’isola dei famosi”, ovviamente. Vedrete. Tempo al tempo. Sarà quello l’approdo definitivo di cui Berlinguer è solo un transito, uno stage. Finirà..

Gerenza

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