Sezioni Tematiche

Filmava con gli occhiali, Daspo alla Camera per la Boccia

Daspo sine die. O almeno fino al termine della legislatura. Il Comitato per la sicurezza della Camera si riunisce oggi per esaminare il caso di Maria Rosaria Boccia. E, da quanto risulta al Foglio, è pronto a comminarle una sanzione esemplare che non ha precedenti o quasi: l’imprenditrice di Pompei non potrà più mettere piede a Montecitorio. Almeno per i prossimi tre anni, forse per sempre. “Per motivi legati alla sicurezza dell’istituzione Camera”, trapela in queste ore. Si è scoperto infatti che la “dotto-ressa Boccia” – cara all’ormai ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano – riprendeva e registrava con degli occhiali “Ray-Ban Meta” corridoi e stanze all’interno del Palazzo. In violazione del regolamento, perché senza autorizzazione e al di fuori degli spazi concessi alla stampa. Il Comitato presieduto da Sergio..

Giorgia, ogni giorno una grana
Oggi è scontro con i poliziotti

La notizia è riportata dalla Stampa: "Via la polizia dallo spazio adiacente la stanza della presidenza del Consiglio, al primo piano. Giorgia Meloni ha deciso di privarsi del dispositivo di sicurezza che viene garantito dall’ispettorato in servizio permanente nel palazzo del governo. Un inedito assoluto: mai era successo prima nella storia della Repubblica" scrive il quotidiano torinese. Smentisce Palazzo Chigi: "È priva di fondamento la notizia secondo la quale sono state date nuove disposizioni alle forze di polizia presenti a Palazzo Chigi nei confronti delle quali il presidente del Consiglio da sempre ripone piena e totale fiducia. Non è cambiato nulla" afferma il capo ufficio stampa della premier Giorgia Meloni, Fabrizio Alfano, conversando con i giornalisti. "La polizia rimane quindi al primo piano. Non cambia il dispositivo di sicurezza -..

La Regione piange la segretaria generale Maria Mattarella

Maria Mattarella, 62 anni, avvocato, segretaria generale della Regione siciliana, figlia dell'ex Presidente della Regione, Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980 è morta oggi a Palermo. Lascia due figli, Giovanni e Piersanti. Lottava da tempo contro una malattia incurabile. Maria Mattarella è deceduta nella sua casa di Palermo circondata dall'affetto dei figli e dei familiari. Era sposata con Alessandro Argiroffi, docente universitario di Filosofia del Diritto, morto prematuramente nel 2015. Ex capo legislativo della Regione, era stata battezzata dallo zio, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato è da ieri a Palermo. Era in auto quando uccisero il padre. Quando fu assassinato dalla mafia il 6 gennaio del 1980 Piersanti Mattarella era alla guida della propria Fiat 132 e stava per recarsi a messa..

Il calcio dell’asino. Grillo sbeffeggiato dai suoi grillini

Una cosa, e una soltanto, è oggi garantita a Beppe Grillo, il fondatore sconfitto che si aggira intorno al M5s con l’aria di un vecchio tricheco escluso dal branco: l’ingratitudine di quelle zucche che lui aveva trasformato in deputati, senatori, sottosegretari e ministri. Quelli che oggi stanno tutti con Giuseppe Conte, un altro che arrivò nel partito fondato dal comico Grillo e dal cliccoarca Casaleggio come un signor Nessuno, un oscuro provinciale passato, per così dire, dai tavoli da biliardo ai saloni del Ritz soltanto grazie a quell’incongrua lotteria del destino che è stato il M5s. Un ascensore sociale. E fa davvero impressione leggere i commenti, le dichiarazioni o semplicemente osservare come questi ex disadattati arrivati oggi alla seconda legislatura in Parlamento, questi ex crudisti, ex abbracciatori di alberi, ex..

M5s: tra Grillo e Conte
finisce a carte bollate

In altri tempi, quando riempiva le piazze (e le urne) con l’indignazione collettiva, Beppe Grillo avrebbe trovato modo di dilettarsi, in un giorno come oggi, sul romanzo pompeiano di Gennaro Sangiuliano. Mica male – praticamente un rigore a porta vuota – lo spettacolo di un ministro che racconta in tv, nell’ora di massimo ascolto, di aver voluto dare una consulenza all’amante, bloccata poi dalla moglie e tante altre amenità. E invece la notizia che ci regala – e questo conferma l’autoreferenzialità in cui è precipitato - è un post (leggetelo qui integrale) che, nel suo mondo, è un punto di non ritorno. In sostanza, vuole dire due cose: comando io in quanto garante del Movimento (non Giuseppe Conte) e, se non si fa come dico io, ho gli strumenti giuridici..

Una donna inguaia Sangiuliano, l’altra lo salva (per ora)

Insomma, almeno per un giorno, e la storia è ancora lunga, ha mandato in tilt il governo questa giovane donna (non Madonna) dalle grazie pompeiane con cui Gennaro Sangiuliano ha registrato una profonda “identità di vedute”, al punto da pensare di conferirle formale incarico ministeriale, tranne poi cambiare idea, così ha spiegato alla Stampa. Omettendo però altrettanta sincera delucidazione sull’“a che titolo” le consentiva di partecipare alle riunioni riservate sui percorsi del G7, di leggere documenti ministeriali, di interagire col suo staff. Maria Rosaria Boccia, professione influencer, evidentemente ferita nell’orgoglio e nel sentimento, lo manda in tilt affidando proprio ai social, tra screenshot e allusioni ad audio conservati, la sua versione, che smentisce quella del ministro (leggi qui Federica Olivo sulle incongruenze che inguaiano Sangiuliano). E, immedesimandosi nel poco alato..

Non solo Meloni. Super Fitto
conquista il cuore di Ursula

Nello studio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si sono allineati diversi pianeti per Giorgia Meloni. C’è tutta una serie di fattori, fortuiti ma anche cercati, che portano la premier a incassare un bottino di tutto rispetto nella trattativa con la tedesca sulle deleghe per Raffaele Fitto, il candidato italiano per Palazzo Berlaymont. C’è l’interesse di von der Leyen a mantenere la premier nel campo europeista, nonostante il voto contrario di Fratelli d'Italia a luglio sulla riconferma per la presidenza della Commissione. C’è l’idea di Ursula di usare Meloni in funzione anti-Orbán e anti-Salvini. C’è che l’Italia non ha una vicepresidenza della Commissione europea da dieci anni - all'epoca di Antonio Tajani commissario Ue per i Trasporti, quando peraltro non esistevano le vicepresidenze esecutive. C’è che Fitto..

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