Sezioni Tematiche

Genny scrive, Boccia risponde
Il ministro sul filo di un rasoio

"Ho conosciuto la dottoressa Boccia a metà del mese di maggio...". Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano fornisce la sua versione dei fatti di quello che è diventato un caso politico, la presunta nomina a consulente di Maria Rosaria Boccia. Se ieri era stata la premier Giorgia Meloni a difendere il ministro, subito smentita dalla diretta interessata su Instagram, oggi è il ministro a raccontare la sua verità di quella che definisce "una tempesta mediatica", in una lettera alla Stampa. "Ho maturato l’intendimento di conferire alla dottoressa Boccia l’incarico, a titolo gratuito, di consigliere del ministro per i grandi eventi. In questo periodo, infatti, ho potuto constatare le competenze professionali e organizzative della stessa anche attraverso la sua partecipazione a iniziative pubbliche a cui ho preso parte. Un incarico, lo..

Cosa resta della Trattativa e dell’antimafia dei farfalloni

Piccolo, ma massiccio. Guardandoli dall’esterno quei blocchi di cemento dovevano rimandare, senza alcuna concessione all’immaginazione, esattamente alla funzione per cui erano stati eretti. Servivano a murare vivi i reclusi, i dannati del 41 bis. Doveva essere un carcere di massima sicurezza, ma per la logistica era tutto fuorché sicuro. A Gangi, borgo sulle Madonie, la costruzione ha risucchiato un bel po' di miliardi di lire senza che un solo detenuto vi sia stato rinchiuso. Un’incompiuta fra le tante in terra di Sicilia dove lo Stato sa essere più sciupone che altrove. Qui c’era di mezzo la Cosa Nostra che all’epoca, negli anni Ottanta, sembrava invincibile. I padrini erano ancora liberi, non come oggi che sono tutti reclusi o che in carcere ci sono rimasti fino all'ultimo respiro. Basterà a giustificare..

Sangiuliano, il ministro che scotta tra le mani della Meloni

A che titolo? Una consigliera, che non è mai stata nominata consigliera del ministro Sangiuliano, riceve mail del direttore del Parco di Pompei, in copia ci sono funzionari del ministero, come il capo della segreteria tecnica, il consigliere diplomatico di Sangiuliano. A che titolo? Boccia è stata ospitata al Festival di Polignano a Mare, in quanto “collaboratrice” del ministro. In occasione del festival, “Il libro Possibile”, del 13 luglio, l’organizzazione chiede alla segreteria di Sangiuliano quante stanze riservare. Viene risposto di riservare tre stanze. Il presidente dell’evento è Gianluca Loliva e conferma che “la collaboratrice era Boccia” (che non lo era). Una stanza viene riservata per il ministro, un’altra per la scorta, un’altra per il “collaboratore”, perché come riferito al Festival, “il ministro sarà accompagnato da un agente di scorta..

Il grande bluff del forzista Tajani
Illude liberali, sinistra, moderati

Antonio Tajani è diventato un equivoco. Sul piano politico, s’intende, perché sul lato umano di ambiguo non ha nulla: il leader di Forza Italia è una figura lineare, specchiata. Mai una chiacchiera sul suo conto, nulla di scabroso su Dagospia a differenza di qualche collega ministro. È un personaggio che del buon carattere ha fatto il punto di forza, il segreto della sua lunga ascesa all’ombra del Cavaliere. Ma qui nasce il fraintendimento, l’equivoco che lo circonda: a questa moderazione innata, che è il Dna di Tajani, viene attribuita una connotazione ulteriore. Diventa (specie a sinistra) un tratto distintivo, un attestato di merito, una medaglia al valore quasi che le buone maniere del Nostro, unite all’aria tranquilla, lo rendano diverso e incompatibile con una destra sguaiata, eccessiva, perennemente sopra le..

Salvini è sempre in affanno
Da Vannacci l’ultima delusione?

“Oggi al vertice abbiamo sgomberato il campo dagli argomenti che ci dividono”. E ancora: “Vannacci sarà a Pontida e non ha nessuna intenzione di fondare un nuovo partito”. Intervenuto in videocollegamento con La Piazza, la kermesse di affaritaliani.it a Ceglie Messapica, Matteo Salvini ha provato a dare ai suoi fedelissimi – e a se stesso – un po’ di serenità dopo alcuni mesi di affanno. Fin dall’avvio della campagna elettorale per le Europee, lui e la Lega sono stati all’inseguimento: di voti, degli alleati, della polemica acchiappa-consensi. Un modus operandi che sembra destinato a continuare, sintomo, forse, di una paura di contare sempre meno. Innanzitutto, il rischio di essere sorpassati – cosa invero successa – da Forza Italia: timore che ha portato il Capitano ad assoldare il generale Vannacci per..

Genny nei guai. L’influencer rinnegata doveva gestire il G7

Ministro Sangiuliano, non c’è più da scherzare. C’è una sua consigliera che non è mai stata nominata consigliera, ma che operava da tale. Si chiama Maria Rosaria Boccia e aveva accesso alle chat del ministero, partecipava alle riunioni con il consigliere diplomatico, comunicava con il resto del gabinetto. A che titolo? Boccia vuole essere definita imprenditrice di grandi eventi e pretende scuse. Mostra chat per raccontare che al ministero hanno mentito. Denuncia un tentativo di sporcarla portato avanti dallo staff di Sangiuliano. A Boccia sarebbe stato promesso di curare l’organizzazione del G7 della Cultura di Pompei che si tiene dal 19 al 21 settembre, evento inizialmente previsto a Positano, ma spostato a Pompei, per volere del ministro. Perché è stato spostato? Pompei è la città di Boccia, la città dove..

Meloni ufficializza la candidatura
di Fitto a Commissario europeo

Raffaele Fitto il Commissario europeo designato dall'Italia. È quanto ha comunicato oggi Giorgia Meloni durante il Consiglio dei ministri: “Ritengo opportuno condividere con tutti voi, dopo averlo fatto già da tempo con gli altri leader della maggioranza, una decisione estremamente importante - ha detto la premier - Ho ricevuto la lettera della Presidente della Commissione europea von der Leyen con la quale si chiede al Governo la designazione della proposta di candidato italiano al ruolo di Commissario europeo. La nostra scelta ricade su una persona che ha una grandissima esperienza e che ha saputo governare le deleghe che gli sono state affidate in questo governo con ottimi risultati: il Ministro Raffaele Fitto. Oggi stesso comunicherò alla presidente il nome e chiedo a tutti di rivolgere un applauso e un grande..

La Meloni è tornata a Palazzo Chigi
Queste le spine del suo autunno

Giorgia Meloni sembra aver smarrito la buona stella. Dopo quasi due anni trascorsi a palazzo Chigi con il favore degli astri, alla premier in questa torrida estate va tutto storto. O quasi. Antonio Tajani, dopato da Pier Silvio e Marina Berlusconi, si è trasformato nell’Incredibile Hulk. Muscoli gonfiati e grinta rabbiosa: quello che non t‘aspetti dal campione della grisaglia. Matteo Salvini, diventato emulo di chi voleva l’emulasse (il generale Roberto Vannacci), a settimane alterne è affetto dall’insidioso virus del Papeete foriero di disastri per amici e alleati. E, come se non bastasse, c’è l’inedito del cortocircuito sentimental-politico: la sorella d’Italia, Arianna, ha annunciato di aver mollato il marito Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura. Con un problema non da poco nello schema familistico delle Meloni: a chi toccherà adesso il ruolo di..

Mariti licenziati. Le femministe del Pd imparino dalle Meloni

Le femministe del Pd dovrebbero iscriversi a Fratelli d’Italia, o frequentare casa Meloni. Ai compleanni, per dire, festeggiano solo loro tre. Le due sorelle, Giorgia e Arianna, con la mamma Anna. Niente fidanzati né mariti, mai. Nessun maschio. Da sempre. E’ consuetudine famigliare. Perché il matriarcato in casa Meloni è un fatto acquisito con la naturalezza allegra dei fenomeni naturali: è così e basta. Semplicemente. Un sistema di equilibri spiccioli sedimentato negli anni, coltivato senza orgogli luciferini e diventato abitudine, tradizione appunto. Così adesso che anche Arianna, la luogotenente e sorella maggiore, ha “licenziato” il marito ministro (e gaffeur) proprio come Giorgia, la presidente e sorella minore, aveva già fatto con il compagno giornalista (e gaffeur), l’uno lasciato con un post sui social e l’altro con una intervista al Foglio,..

Cinque stelle, Conte e Grillo
sono già alle carte bollate

Scissione? "Non vedo questo rischio". Il leader M5s, Giuseppe Conte, liquida così in una intervista a Repubblica l'ipotesi che lo scontro nel suo movimento arrivi a conseguenze estreme. "Abbiamo avviato un processo costituente inarrestabile" spiega. Quanto alla reazione di Beppe Grillo, Conte ricorda che "ha assunto precisi impegni contrattuali che lo obbligano a non sollevare mai questioni sull'utilizzo del simbolo da parte del Movimento, che peraltro è già stato modificato più volte ed è registrato a nome dell'associazione del Movimento 5 Stelle e non di singole persone". Continua su Huffington Post

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