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In morte del dubbio
tra santoni e fanatici

Rassegnamoci. C’è un popolo che non conosce più il dubbio né il ragionamento; che non vuole più appartenere alla società civile ma a una tribù; che ha sostituito la libertà di pensiero con il fanatismo e con l’insulto. E’ il popolo di coloro che hanno solo certezze. E guai se gli fai notare che la fraternissima amicizia di Sigfrido Ranucci col pluripregiudicato Valter Lavitola è stata a dir poco azzardata. Perché ti rispondono con una domanda: “E allora Delmastro?”. Ecco, se tu metti in discussione la purezza del santone, gli adepti della setta ti srotolano subito l’elenco degli impuri che ammorbano il governo di Giorgia Meloni o i complotti di Trump e le nefandezze di Israele contro i palestinesi. L’esercito del Bene si è trasformato in una milizia morale di..

Pure la conduttrice
molla il Conducator

Sigfrido Ranucci aveva provato a mettere il cappello anche sulla nuova conduttrice di Report: “Mi è molto fedele”, aveva dichiarato. Ma Claudia Di Pasquale, intervistata dal Corriere, non ci sta: “Con Sigfrido ho sempre avuto un buon rapporto e ho lavorato 15 anni con la massima autonomia, ma io sono fedele a Report: alla sua squadra, a un’idea di giornalismo libero, indipendente e rigoroso”. Non arriva ad affermare – come ha fatto Daniele Piervincenzi, l’altro conduttore scelto dalla Rai – che El Conducator dovrebbe ora riconquistare “equilibrio mentale e serenità” ma sostiene che dopo la torbida vicenda della “bomba per amore” i giornalisti “non vogliono più essere la notizia, ma fare notizie”. Povero Ranucci, Report di fatto lo ha già mollato. In compenso – almeno finora – gli rimane vicino..

I santoni dei partiti
che ci rubano il futuro

Carolina Varchi vuole rilanciare Palermo ma il santone di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, telefona al sindaco Roberto Lagalla per tranquillizzarlo: noi siamo con te. Ismaele La Vardera si dice pronto alla cavalcata verso Palazzo d’Orleans ma i santoni del campo largo, da Giuseppe Conte a Elly Schlein, fanno buon viso a cattivo gioco senza mettere un dito nell’acqua calda. E poi c’è Giorgio Mulè che s’è messo a disposizione della Sicilia per proiettarla in un nuovo rinascimento ma il santone Antonio Tajani adotta la strategia di non decidere: ordina al commissario Minardo di cuocere Mulé a fuoco lento e di tenere sulla corda Schifani per bis. Diciamolo: la Sicilia è un fastidio per Tajani, già alle prese con Marina Berlusconi che non lo regge più e con Vannacci che..

Le brigate di Report
contro Salvo Sottile

Se qualcuno si azzarda a mettere in discussione le parole e le opere di Sigfrido Ranucci finisce subito al rogo come un eretico. E’ appena successo a Salvo Sottile, accerchiato e insultato dalle brigate di Report, da quei giornalisti d’inchiesta che ormai passano il tempo a sputtanare chiunque possa aspirare a sostituire il loro santissimo conduttore, fraternissimo amico del pregiudicato Valter Lavitola. L’aggressione a Salvo Sottile nei corridoi degli studi televisivi di via Teulada è stato un vero e proprio agguato squadrista, un’autentica missione punitiva. Gli hanno dato del venduto perché il nuovo volto di “Ore 14” ha osato mettere a nudo le contraddizioni più stridenti di Ranucci. Non l’avesse mai fatto. Le milizie di Report, con un linciaggio fatto di insulti volgari, hanno tentato di intimidirlo e di imbavagliarlo...

Il triste pellegrinaggio
degli impresentabili

Erano potenti e pure arroganti. Ma sono stati travolti dagli scandali e oggi sono dei politici soli e disperati. Bussano alla porta di chiunque possa offrirgli una candidatura, un ruolo, un’investitura. Bruciati dalle inchieste giudiziarie e sputtanati dai giornali, si dicono pronti a ogni compromesso, a ogni travestimento o cambio di casacca. L’importante è ritrovare una poltrona dalla quale tornare a maneggiare favori e piccioli per sfamare le clientele. L’obiettivo finale resta comunque quello di conquistare un posto in lista. Sono tanti gli scandali affiorati in Sicilia negli ultimi quattro anni e di conseguenza sono tanti gli impresentabili in cerca di benedizione. Ne abbiamo visti alcuni cercare a Ragalna la mano santa di Ignazio La Russa. Ne vediamo altri brigare per un rifugio alla corte di Cateno De Luca. E’..

Toh, il Balilla ha bussato
alla porta di La Russa

Fino all’altro ieri eravamo convinti – e lo abbiamo scritto – che le benedizioni di Ragalna, impartite da Ignazio La Russa, avessero come obiettivo la mummificazione di Renato Schifani alla presidenza della Regione. Poi all’EtnaForum è comparso Manlio Messina, il vice capogruppo della Camera defenestrato dai vertici di via della Scrofa, e le sue dichiarazioni, ovviamente clamorose, non possono passare sotto silenzio. Invitano subito a pensare che oltre a Schifani, la mano santa del presidente del Senato abbia benedetto pure lui, il Balilla. “Fratelli d’Italia è casa mia”, ha esordito Messina. “Io non posso fare politica da altre parti. O smetto o torno a casa mia”. Probabilmente il Figliol Prodigo ha intravisto in La Russa, e nel principato extraterritoriale di Ragalna, la possibilità di riconquistare l’agibilità politica che Giorgia Meloni..

La Varchi come Mulè
è per il rinascimento

Sarà stata una coincidenza o forse no. Ieri, mentre Ignazio La Russa, principe di Ragalna, proponeva di mummificare Renato Schifani alla presidenza della Regione, l’onorevole Carolina Varchi, la patriota di Sicilia più vicina a Giorgia Meloni, lanciava un programma che, di fatto, si affianca al rinascimento tratteggiato poche settimane fa – sempre su LiveSicilia – dal vice presidente della Camera, Giorgio Mulè. Servono riforme e infrastrutture in grado di garantire servizi essenziali come l’acqua, i trasporti e la sanità; e serve soprattutto un futuro da costruire con i giovani e per i giovani. Ciò che non serve è una politica ancorata ai favori, alle mance, al consenso, alle miserie del giorno per giorno. Altro che un bis di Schifani e di una allegra compagnia logorata dagli scandali, dalle risse, dai..

S’avanza alla Regione
il pagnottista ignoto

Il pagnottismo ha superato i confini della decenza. Non c’è solo la complicità di Palazzo d’Orleans che in un solo anno ha concesso al faccendiere Maurizio Scaglione affidamenti diretti per oltre mezzo milione di euro. Ormai anche i singoli assessori arruolano – e pagano a peso d’oro – comunicatori improvvisati, fotografi e falsi editori. L’ultima pagnotta d’oro – 44 mila euro più Iva – l’ha sfornata ieri Salvatore Lizzio, dirigente generale delle Infrastrutture, per una società – la Leader Color di Daniele Giacone – alla quale è stato affidato l’incarico di un “servizio di comunicazione e divulgazione di contenuti mediante produzioni video e foto della fase di realizzazione e varo della nave Costanza I di Sicilia”. Incredibile ma vero: nel rapporto tra lavoro (minimo) e guadagno (massimo) il pagnottista ignoto..

Legame indissolubile
tra Ignazio e Renato

Renato Schifani appartiene ancora a Forza Italia o si è iscritto, senza farcelo sapere, a Fratelli d’Italia, corrente Ignazio La Russa? La domanda può sembrare assurda, ma sulla sua ricandidatura a Palazzo d’Orleans si assiste a schieramenti che lasciano molto spazio al dubbio. Ogni due per tre il presidente del Senato e Luca Sbardella, il commissario inviato in Sicilia da Giorgia Meloni, intonano un panegirico all’attuale governatore, reclamando automaticamente il bis. Dalle parti di Forza Italia però non c’è lo stesso zelo: il segretario Antonio Tajani si tiene sulle generali mentre il commissario per la Sicilia, Nino Minardo, stenta a trovare un equilibrio tra la vecchia guardia del partito, logorata anche dalla questione morale, e il nuovo che avanza. Il legame tra Gnazio e Renato non è più un’avventura sentimentale...

Gerenza

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