Sezioni Tematiche

Meloni, Tajani, Salvini
tre leader in declino

Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini. A ciascuno il suo declino. La premier ha vissuto una intensa storia politica con Donald Trump. Che pretendeva ubbidienza assoluta. Sulla guerra all’Iran lei ha mostrato resistenza e il tycoon l’ha mollata. Ora non sa a quale santo votarsi. Un identico destino travolge Tajani. Era l’ombra di Berlusconi ma il Cav. è morto e i figli non mostrano per il vice premier lo stesso amore che nutriva il padre. Lo vedono vecchio, impacciato e sordo al rinnovamento. Il segretario è delegittimato e Forza Italia è allo sbando. Precipita verso il nulla pure Salvini, l’altro vice premier. L’alleato Vannacci gli si è rivoltato contro e se lo sta cucinando a fuoco lento. Da qui ad agosto – dicono i sondaggisti – il generale si..

L’Ecce Homo spiazza
la vecchia politica

Stavolta Cristo non si è fermato a Eboli. L’Ecce Homo di Antonello ha smesso di vagare per il mondo e presto tornerà in Sicilia per sistemarsi al fianco all’Annunciata, l’altro capolavoro realizzato nel 1476 dal genio messinese e conservato al museo Abatellis di Palermo. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha accolto la richiesta del vice presidente della Camera, Giorgio Mulè il quale, non a caso, ha voluto legare l’annuncio della sua candidatura alla Presidenza della Regione con il “ricongiungimento familiare” dei due dipinti. Il recupero dell’Ecce Homo è un segno che spiazza la vecchia classe politica siciliana, votata a una eterna spartenza di piccioli e privilegi e spesso lontana da ogni interesse culturale. “Mulé? Sta sbagliando tutto”, aveva sentenziato l’altro ieri l’ex ministro Totò Cardinale, arroccato sul bis di..

L’Ordine dei giornalisti
vola sempre più in alto

Non gli frega nulla di pagnottisti e trombettieri, di pataccari e faccendieri. Non gli frega niente nemmeno delle ingiustizie e delle arroganze di chi ci governa. Per averne contezza basta leggere il comunicato che i porporati del sacro ordine dei giornalisti hanno diffuso ieri mentre questo fogliuzzo cercava di contrastare in ogni modo l’aggressione della Regione che, dopo avere storpiato la legge sull’editoria, ora prova ad annientarci. No, nel comunicato dei venerati maestri dell’informazione non si parla di libertà di stampa né di come andrebbero tutelati i giornali d’opinione, critici con il potere. Si annuncia invece per il 30 giugno una parata dove terranno banco, manco a dirlo, un pagnottista di lungo corso, come Andrea Peria, e i due presidenti – Schifani e Galvagno – che la storia annovera tra..

L’ultimo capolavoro
di Palazzo d’Orleans

La tangente non va più di moda, ma la politica politicante ha trovato uno strumento più sinuoso per alimentare intrighi e malaffare. Nel sotterraneo mondo del sottogoverno siciliano - dal Cefpas al Ciapi, dalla Foss a TaoArte - giureconsulti e avvocaticchi hanno inventato la consulenza. Una parola che si piega a ogni esigenza. Per capire gli effetti devastanti provocati sul fronte della legalità basta analizzare la mole di incarichi assegnati dalla Presidenza della Regione o dal Consorzio autostrade - il famigerato CAS - a Maurizio Scaglione, il super pagnottista amato da Palazzo d’Orleans. Talmente amato che Schifani e il fido assessore Dagnino, storpiando la legge sull’editoria, hanno pure deciso di premiare il giornaletto con il quale il faccendiere rastrella le sue consulenze, e di punire e imbavagliare i giornali d’opinione..

Cani da guardia?
No, barboncini…

L’Associazione della Stampa c’è ma pratica solo clientelismo sindacale e se tra i suoi iscritti ci sono trombettieri e pagnottisti, chi se ne frega. L’Ordine dei Giornalisti c’è e riscuote una “gabella” senza la quale nessuno può svolgere il mestiere; ma non gli interessa null’altro: figurarsi se scenderà mai in campo per difendere i quotidiani di opinione dall’aggressione studiata dalla Regione per annientarli. Esiste pure la Stampa Parlamentare, un’ampollosa inutilità che si vanta di sussurrare soluzioni di “ampio respiro” all’orecchio dei deputati in ozio tra i corridoi di Palazzo dei Normanni. Ma né il presidente né la coronata vicepresidente hanno alzato un dito per evitare che la legge sull’editoria venisse storpiata da Palazzo d’Orleans e trasformata in un bavaglio contro le testate ancora capaci di criticare il governo. E’ la..

La scelta lungimirante
dello statista Dagnino

Da un lato c’è Buttanissima: giornaluzzo irriverente, autorevole, fatto da professionisti – scusate se mi imbrodo – che non si accucciano tra le braccia del potere. Dall’altro lato c’è ilSicilia.it, l’organo di stampa, chiamiamolo così, con il quale il super pagnottista Maurizio Scaglione rastrella piccioli e incarichi da Palazzo d’Orleans, dai consorzi, dai carrozzoni di sicuro spreco come la Foss o Taormina Arte, e pure dai Comuni ai quali dedica spazio in cambio di pagnotte che variano tra i quaranta e i centomila euro l’anno. Bene. L’assessore Dagnino – uno statista – nell’assegnare i fondi della legge per l’editoria, ha deciso di punire Buttanissima, libero quotidiano di opinione, e di premiare il faccendiere amato dal presidente Schifani. A noi ha tagliato i contributi del sessanta per cento, a Scaglione pacchetto..

L’uomo della penombra
ha molto da imparare

Lui non luccica: ama il silenzio e la penombra. Potrebbe chiudersi in queste parole il ritratto di Alessandro Dagnino, l’assessore che sussurra all’orecchio di Schifani. Come sanno pure le pietre, non lo ha eletto nessuno e non ha superato alcun esame perché il titolo lo aveva già: il padre è stato un magistrato della Corte dei Conti e questo dettaglio gli ha consentito di avere le entrature giuste per ottenere i bollini su vecchi bilanci della Regione e dare la possibilità al governatore di recuperare soldi da spendere in campagna elettorale. Ma le entrature, in politica, non bastano. Per fare una buona legge sull’editoria, per esempio, bisogna sapere leggere i giornali: ci sono quelli utili alla democrazia perché fanno opinione; e ci sono quelli dei pagnottisti che rastrellano piccioli e..

Nato per uccidere
i giornali d’opinione

Nella Sicilia dei Tamajo e dei Balilla, degli sfasci e dei disastri, della spartenza e dell’indecenza, si erge la figura conventicolare di Alessandro Dagnino, il tecnico chiamato da Schifani per raddrizzare i bilanci della Regione. Grazie alle entrature presso la Corte dei Conti, l’impresa gli è in parte riuscita. E il resto? Poteva anche entrare nella lista dei benemeriti del buongoverno, se la fragilità politica della nomina non lo avesse spinto ad assumere l’odioso ruolo del sovrastante che uccide le opinioni che non piacciono al barone. Andate a vedere come ha storpiato la legge sull’editoria: offre spazio a trombettieri e pagnottisti; ma se un giornaluzzo come il nostro tralascia i furti di Roccaverdina per produrre ogni giorno analisi e confronto tra le forze in campo, il prepotente Dagnino gli taglia..

La Nave dei Guitti
è pronta all’assalto

Nel mare grande della politica siciliana non galleggia solo la Nave degli Inquisiti, alimentata dagli imbolsiti partiti del centrodestra. Sfreccia anche l’agile Nave dei Guitti impupata e pilotata da due deputati – Cateno De Luca e Ismaele La Vardera – convinti che i destini del mondo dipendano dai loro teatrini. Si tratta, va da sé, di un vascello corsaro che non segue mai una rotta: dispiega le vele lì dove soffiano i venti del giustizialismo o dell’indignazione. E la nave va. Soprattutto quando soccorre i naufraghi in cerca di salvezza – come i leghisti storditi da Salvini o i democristiani lasciati a piedi da Cuffaro – e li usa come carne da cannone per abbattere le corazzate governative e arpionare città come Agrigento, Messina o Bronte. Alla fine però i..

Ma il governatore
s’è logorato da sé

Sostiene Nicola D’Agostino, principe forzista di Catania e Fontanarossa, che il centrodestra crolla in Sicilia perché sono stati commessi “errori clamorosi”. Diagnosi lapalissiana. Ma subito dopo puntualizza: “C’è chi logora il presidente Schifani”. E qui l’analisi si inceppa. Perché Schifani si è logorato da sé. Si è chiuso tra gli ori di Palazzo d’Orleans convinto che, per reggere cinque anni, gli bastasse la protezione di Ignazio La Russa; e ha trattato i deputati di Forza Italia come parenti fastidiosi da tenere alla larga o da murare vivi nel cielo quadrato dell’Ars. L’ha dimostrato con la ricca Sanità, affidata per quattro anni a dei prestanome travestiti da tecnici: al suo segretario particolare, Marcello Caruso, e a due cartonati come la Volo e la Faraoni che, colpiti da cecità politica, non hanno..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED