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Lombardo, specialista
nel bruciare i successi

Mentre la Dc di Totò Cuffaro si avviava al disfacimento; mentre il corpaccione di Fratelli d’Italia si intrappolava in un labirinto di scandali e sprechi; e mentre i “murati vivi” di Forza Italia macinavano i loro risentimenti contro la tirannia di Renato Schifani, il prode Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l’Autonomia, conquistava il secondo assessorato. Il primo istinto sarebbe quello di tributargli un applauso se Lombardo non avesse la straordinaria abilità di bruciare il successo con la nomina di personaggi privi di spessore politico. Gentuzza. L’esempio più disarmante è quello di Francesco Colianni, assessore all’Energia. E’ al governo da un anno. Non ha risolto un solo problema della Sicilia ma in cambio si è concesso due volte all’allegro bar dei pagnottisti per interviste ovviamente sul nulla. Con una lettura..

Il conclave di Assenza?
Uno scherzo da prete

Accursio Sabella su La Sicilia ha elencato la lunga sfilza di vertici convocati nel tentativo di raddrizzare le gambe al cane. Ma ogni incontro si è rivelato un flop. E la crisi del centrodestra si è attorcigliata di conseguenza sempre di più. Alla parola “verifica” ormai non crede nessuno e sarà per questo che il presidente della Regione, Renato Schifani, invoca un buen retiro, come si conviene alle squadre di calcio che non segnano gol. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio Assenza, auspica invece un cardinalizio conclave, magari con una discesa dello Spirito Santo nella mente di quei franchi tiratori che stravolgono ogni progetto di Palazzo d’Orleans. Ma al punto in cui siamo il “Veni Creator Spiritus” forse non basta più. I dodici deputati di Forza Italia, murati vivi da..

E’ festa, ecco le parole
che è meglio non dire

Il governatore Schifani incontrerà oggi, nei giardini di Palazzo d’Orleans, circa quattrocento ragazzi in rappresentanza di tutte le scuole della Sicilia: è l’unica “festa di popolo” che questa Regione – mascariata da un numero eccessivo di scandali, disastri e inchieste giudiziarie – può consentirsi per ricordare gli ottant’anni dello Statuto speciale; qualunque altra manifestazione di giubilo sarebbe, a dir poco, fuori luogo. Prevedibilmente il presidente elencherà agli studenti i successi, chiamiamoli così, del suo governo: conti in ordine e una disponibilità di spesa che da qui all’autunno del 2027, quando si tornerà alle urne, potrebbe sfiorare la mastodontica cifra di cinque miliardi di euro. Le scolaresche applaudiranno e tutti a Palazzo d’Orleans saranno felici e contenti. Di corruzione, pagnotte e spartenze oggi non si parla. La festa è festa, allegria.

I figli prediletti
di questa Regione

Per scelta o per coincidenza non si sa. L’unica cosa certa è che Sergio Mattarella domani non sarà in Sicilia per celebrare gli ottant’anni dello Statuto. Del resto – lo ripetiamo da giorni – cosa c’è da festeggiare? La Regione è invecchiata male e non è certamente un caso che ieri, mentre a Sala d’Ercole sono tornati i franchi tiratori, la sola commemorazione ufficiale della speciale autonomia assegnata alla Sicilia è stata quella del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, inquisito per corruzione e peculato. Per un capriccio del destino gli ha fatto eco, dalla Sala Pio La Torre, un reduce del vecchio Pci: quell’Elio Sanfilippo, divenuto una colonna portante del meraviglioso mondo del pagnottismo governato da Maurizio Scaglione, il faccendiere tanto caro a Palazzo d’Orleans. Per questi signori la Regione, più..

Non regge più nulla,
s’avanza il disgusto

Meno male che c’è Repubblica che, con un colpo d’ala, ha promosso un dibattito a più voci – giovedì mattina allo Steri – per ricordare gli ottant’anni dello Statuto siciliano. Ricordare, non festeggiare. Perché nessuno in questa sfortunata Isola del Sud ha voglia di stappare bottiglie di champagne. La Regione, in tutte le sue articolazioni politiche e burocratiche, sta attraversando un periodo nero, nerissimo. La classe di governo si è chiusa a riccio nel castello dei propri privilegi. I partiti di maggioranza si sono tramutati in una casta bramina mentre quelli di opposizione continuano a svolazzare senza meta tra le mura delle proprie rivalità e della propria irrilevanza. La democrazia – diciamolo – si è appannata e non è un caso che, davanti ai tanti scandali e disastri, il popolo..

Se questa è la squadra
più bella del mondo…

Il governatore Schifani ce la sta mettendo tutta per salvare l’immagine sua e della Regione: ha marginalizzato Cuffaro e ha dimezzato gli assessorati della DC; ha ridotto le pagnotte assegnate annualmente al faccendiere Maurizio Scaglione; e ha bloccato un colossale progetto immobiliare su Makari già avallato dal famigerato Cts, le forche caudine dalle quali è costretto a passare ogni imprenditore a cui serve un’autorizzazione ambientale. Ma le parole pronunciate l’altro ieri a Ravanusa – “sono orgoglioso della mia squadra, ho accanto giovani assessori bravissimi” – forse appaiono un po’ esagerate. Le ha dette mentre aveva accanto Alessandro Aricò che in tre anni non è riuscito a completare il ponte di Blufi, un’opera di 15 metri; e mentre mantiene al suo fianco Elvira Amata, inquisita per corruzione. Sugli altri – Albano,..

C’è un pronto soccorso
per deputati inquisiti

Il Cefpas di Caltanissetta è un baraccone che macina milioni di euro con la banalissima scusa di garantire una formazione permanente al personale del servizio sanitario regionale. Ma cosa insegna di specifico a medici, infermieri e barellieri? Stando a una interrogazione presentata dal deputato del Pd, Nello Dipasquale, il piano di studi ruota attorno a una materia: “Teoria e pratica del clientelismo”. Se avrete la fortuna di solcare i corridoi del Centro capirete con quale puntualità – siamo alla vigilia delle elezioni amministrative – si assumono in dieci giorni settantacinque amici degli amici con uno stipendio di 6355 euro al mese; o con quale riverenza si viene incontro ai parenti e all’autista di Michele Mancuso, l’onorevole di Forza Italia finito ai domiciliari per corruzione. La Regione è un grande pronto..

La Regione dell’allegria
e quella della tirchieria

C’è la Regione di Renato Schifani, Edy Tamajo ed Elvira Amata che passa le giornate a spartire moneta a destra e manca, persino alla Rai; ad annunciare assunzioni; a elargire premi di fedeltà ai Comuni che hanno santi in paradiso; a promettere mance a clienti, avventurieri e pagnottisti. E poi c’è una Regione costretta a chiudere –­ troppi pazienti, pochi posti letto – i pronto soccorsi di Palermo; a rinunciare, forse, alla cardiochirurgia pediatrica di Taormina; a ridurre, per una inaudita tirchieria, il budget di specialisti e laboratori convenzionati che, come sanno pure le pietre, sono strutture essenziali per garantire a tutti i siciliani il diritto alle cure e alla prevenzione. Una Regione schizofrenica. Che da un lato spende e spande per alimentare il sottobosco del consenso elettorale, ma dall’altro..

Cultura: la rivincita
di Patrizia Monterosso

Patrizia Monterosso è la nuova sovrintendente della Fondazione Sant’Elia, l’unico strumento che il Comune di Palermo ha in mano per proiettare la cultura della città ai piani alti della società civile. La sua – c’è da giurarci – sarà un’avventura impegnativa e straordinaria. Patrizia Monterosso ha guidato per cinque anni la Fondazione Federico II, alla quale ha dato lucentezza e orgoglio; ha fiancheggiato l’Assemblea regionale nelle battaglie più difficili per l’affermazione dei diritti e ha aperto le porte della Sicilia agli artisti più quotati del panorama internazionale. Un politicuzzo di terza fila, come il presidente Galvagno, non poteva ovviamente reggere il confronto né sopportare la sua autonomia. Infatti l’ha perseguitata e sostituita con la sua ape regina: quella Sabrina De Capitani finita con lui nel fango di una pesantissima inchiesta..

Che cosa rivelano
i tre errori del rimpasto

Nessuno potrà mai credere che un uomo di navigata esperienza come Renato Schifani non abbia preventivamente valutato le conseguenze del suo “rimpasticcio”: con la nomina del segretario particolare al vertice della Sanità si è inimicato l’intero gruppo parlamentare di Forza Italia; con la riconferma dei due assessori sotto processo per corruzione ha nascosto sotto il tappeto la questione morale; con la restituzione della delega a Nuccia Albano, defenestrata in malo modo dopo l’arresto di Totò Cuffaro, ha definitivamente compromesso i suoi già fragili rapporti con Dc. Tre errori di grammatica politica. Se uno statista, che pure ha segnato la storia della Repubblica, chiude un rimpasto con tre falli da cartellino rosso, l’ipotesi da fare, per quanto azzardata, è una sola: che il presidente Schifani, vista l’aria che spira a Roma,..

Gerenza

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