Quella triste antimafia
nel bar dei pagnottisti
Indossano i paramenti sacri dell’antimafia e non perdono occasione per predicare legalità, rigore e trasparenza. Impugnano l’aspersorio con l’acqua benedetta e recitano l’Exurge Domine per ricacciare all’inferno i demoni del male, della corruzione e dello spreco. Ma poi, quando sentono che è vicina l’ora della scalata al potere, non ci vedono più dagli occhi e si consegnano al bar dei pagnottisti. Nella speranza – ah, quanto fallace – di acquistare un minimo di visibilità. Ma è possibile che autorevoli e navigati esponenti politici – tutti professionisti dell’antimafia, come l’onorevole Antoci – non sappiano di che pasta sono fatti certi faccendieri della comunicazione? E’ possibile che non abbiano mai avuto sentore delle cataste di denaro pubblico che questi roditori sgraffignano – col giochino degli affidamenti diretti – nel retrobottega di Palazzo..