La grassa casta
del retrobottega

Cosa spinge Renato Schifani o Simona Vicari a pagare novemila euro un lavoro che vale al massimo novecento o mille euro? Cosa spinge la casta della politica a sganciare dieci, venti, cento pagnotte e altrettanti affidamenti diretti a Maurizio Scaglione, il faccendiere noto come il “super pagnottista di Palazzo d’Orleans”? Quanti sono i miracolati foraggiati da una Regione che non teme né le critiche né le denunce e che, pur di mantenere il limaccioso sistema del pagnottismo, non esita a sfidare l’opinione pubblica e, se il caso, pure i rilievi della magistratura? Diciamolo: i miracolati costituiscono ormai una casta di intoccabili; una casta bramina che, saldata a quella della politica, forma un blocco di potere che alimenta e perpetua se stesso. Metà della popolazione non vota, gli onesti tacciono, non..

L’ultima umiliazione
per i reduci della DC

Sono stati turlupinati, depredati, criminalizzati e chiusi in un lazzaretto come appestati. Eppure i reduci della Dc cuffariana sono ancora dietro la porta di Palazzo d’Orleans a chiedere, col cappello in mano, l’elemosina di un posticino nella magica casa del potere regionale. Ma il governatore Renato Schifani, da neofita del moralismo, si ostina a non aprire i battenti; e, come il Minosse dantesco, giudica e manda tutti all’inferno. Si è scordato che, per tre anni, il reprobo Totò Cuffaro è stato il suo più leale e fedele alleato: si spartivano il sonno. E si è scordato pure delle promesse fatte quando – in un’Assemblea avvelenata dai franchi tiratori – ha chiesto ai sei deputati del gruppo malfamato di votare a favore della traballante Finanziaria. S’è incassato i voti e buonanotte..

Distribuire moneta:
la politica non fa altro

Dopo Giorgia Meloni, dopo Elly Schlein e dopo Matteo Salvini è arrivato in Sicilia anche Antonio Tajani, vice premier e segretario di Forza Italia. La sua è stata una visita cardinalizia: per evitare di sporcarsi i piedi ai bordi della frana di Niscemi o sulle spiagge devastate dal ciclone, ha preferito le stanze di Palazzo d’Orleans dove ha incontrato gli imprenditori che hanno prodotti da esportare e ai quali il responsabile della Farnesina ha promesso ampi sostegni. Soprattutto soldi. Che si aggiungono, va da sé, ai milioni di euro che Schifani e Tamajo da tre anni distribuiscono a ogni tipo di impresa. Certo, i danni ci sono stati e i ristori aiutano, in alcuni casi, a sopravvivere. Ma è possibile che questo governo sappia solo distribuire moneta e non pensi..

E a Giusy toccherà
premiare se stessa

La lista dei “Custodi dell’ambiente” – il premio istituito dall’assessore al Territorio Giusy Savarino – si allunga a vista d’occhio. Oltre a Schifani, che ha ricevuto il trofeo del 2025, e oltre a Musumeci, che riceverà quello del 2026, un riconoscimento altrettanto prestigioso spetterà al vice premier Salvini: è arrivato nella Sicilia delle catastrofi con una settimana di ritardo e il messaggio che ha consegnato alle vittime è stato uno solo: i miliardi del Ponte sullo Stretto non si toccano. Nell’elenco della Savarino avranno un posto di riguardo i presidenti della Regione che dal 1997 in poi si sono scordati di salvare Niscemi, costruita sulla sabbia. Nella lista dei governatori potrebbe rientrare pure Schifani ma la legge vieta il “bis in idem”. Per non lasciare a bocca asciutta l’attuale governo..

A chi andrà quest’anno
il premio della Savarino?

Giusy Savarino, assessore al Territorio e all’Ambiente, ama al tal punto il suo ruolo che, per dirla col poeta, “cammina a piedi nudi per meglio sentire la santità della sua terra”. Capirete dunque con quanto zelo si appresta a individuare i “Custodi dell’Ambiente” da premiare nella cerimonia che si terrà anche nel 2026 ad Agrigento. L’anno scorso il trofeo più prestigioso Giusy l’ha voluto assegnare al suo presidente, Renato Schifani. Per la prossima edizione però i candidati saranno tantissimi. I disastri di questi giorni dimostrano che la tutela del territorio è stata da sempre una priorità della classe politica siciliana. Ma lei, ne siamo certi, punterà su Nello Musumeci. Il quale, pur conoscendo i rischi di Niscemi, non ha mosso un dito per prevenire la frana. Né da presidente della..

Si chiama canone Rai
ma è uno strozzinaggio

Le tasse si pagano, ci mancherebbe altro. Solo che oltre le tasse ci sono in Italia le gabelle, i balzelli, le accise; e c’è soprattutto un insopportabile “pizzo di Stato” che va sotto il nome di canone Rai. Ammonta, per il 2026, a una cifra che sa di strozzinaggio – 407,95 euro – ed è stato spedito in questi giorni, sotto forma di cartella esattoriale, ai titolari di tutte le società. Si tratta di uno scippo organizzato in nome della legge e messo a segno da un’azienda che, nonostante la valanga di denaro pubblico e gli introiti milionari che arrivano dalla pubblicità, non sempre riesce a tenere testa alla concorrenza di Mediaset, le cui reti vengono amministrate con maggiore oculatezza e spesso anche con maggiore fantasia. Si dirà: ma ai..

Lo sputtanato Galvagno
ora bussa al tuo cuore

Sono tre anni che Gaetano Galvagno distribuisce denaro pubblico a destra e a manca. Ha arricchito la sua portavoce, Sabrina De Capitani, e anche la sua amica Marcella Cannariato, nota come Lady Dragotto. Metteva l’Audi di servizio a disposizione del suo magico clan o dei suoi parenti; e quando l’autista faceva la cresta sui viaggi, segnando straordinari mai fatti, lui avallava la truffa. Ora, cogliendo al volo l’occasione del ciclone Harry, il presidente dell’Ars tenta di riverniciare la propria immagine, sputtanata dalle inchieste giudiziarie, con un’iniziativa benefica: ha istituito un conto corrente e invita i generosi – dell’Italia e del mondo – ad aiutare con un’offerta le popolazioni di Sicilia colpite dalla devastazione. Ma perché non chiede ai suoi clienti, ai suoi pagnottisti, ai corrotti e agli avventurieri del suo..

Il vasto mondo
di Tuttomio Schifani

Non basterà un album – ovviamente d’oro – per contenere titoli e incarichi di Sua Maestà Renato Schifani. E’ presidente della Regione e principe di Palazzo d’Orleans. Ma è anche padrone sottinteso di due assessorati, il Bilancio e la Sanità, in mano a due tecnici di sua fiducia: Alessandro Dagnino e Daniela Faraoni. All’un tempo è padrone assoluto di altri due assessorati, quello della Famiglia e quello degli Enti Locali, strappati durante una vampata di moralismo alla Dc del reprobo Totò Cuffaro, trasformata per l’occorrenza in una combriccola di appestati. Poi è anche commissario per i termovalorizzatori, per i dissalatori e per i lavori di manutenzione sull’autostrada Palermo-Catania. Come se non bastasse è diventato pure commissario straordinario per i disastri provocati in Sicilia dalla furia devastante del ciclone Harry. Chiamatelo..

Dal sottoscala al pollaio
E’ la cultura, bellezza!

Gaetano Galvagno, a processo per corruzione, ha smantellato la Fondazione Federico II e l’ha ceduta alla sua portavoce, Sabrina De Capitani, arrivata da Milano per ampliare un losco giro di affari e di intrighi all’ombra dell’Ars. L’assessore Elvira Amata, pure lei nei guai con la giustizia, tiene aperto lo scandalo dell’Orchestra Sinfonica: brucia ogni anno dieci milioni di euro ma si ostina a mantenere il baraccone nelle mani di un commissario, tra le cui funzioni c’è anche quella di garantire un rifugio a Marianna Amato, una consorella inquisita perché longa manus del misterioso “Uomo6”. E poi c’è Giampiero Cannella, vice sindaco di Palermo, che ha aperto lo Spazio Zero dei Cantieri culturali della Zisa a una mostra di galline. Galvagno, Amata e Cannella sono esponenti di Fratelli d’Italia. Amministrano la..

Al governatore piace
tenere tutto per sé

Sono due mesi che Renato Schifani arranca. Sono due mesi che il suo governo viene bersagliato dalle inchieste giudiziarie: prima lo sputtanamento di Elvira Amata, suo assessore al Turismo; poi la caduta di Totò Cuffaro e la disgregazione della Dc, il partito che per tre anni aveva sempre garantito sostegno e fedeltà a Palazzo d’Orleans. Ma all’orizzonte non c’è traccia né della questione morale né del rimpasto della giunta. I Fratelli d’Italia scalpitano perché vogliono la Sanità. Gli appestati della DC premono per sapere se e quando saranno riammessi nelle stanze del potere. E i “murati vivi” di Forza Italia insistono per avere uno strapuntino dentro il partito e dentro il governo. Schifani non sa che pesce pigliare e intanto lascia quattro assessorati – Bilancio, Sanità, Famiglia ed Enti Locali..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED