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La scelta lungimirante
dello statista Dagnino

Da un lato c’è Buttanissima: giornaluzzo irriverente, autorevole, fatto da professionisti – scusate se mi imbrodo – che non si accucciano tra le braccia del potere. Dall’altro lato c’è ilSicilia.it, l’organo di stampa, chiamiamolo così, con il quale il super pagnottista Maurizio Scaglione rastrella piccioli e incarichi da Palazzo d’Orleans, dai consorzi, dai carrozzoni di sicuro spreco come la Foss o Taormina Arte, e pure dai Comuni ai quali dedica spazio in cambio di pagnotte che variano tra i quaranta e i centomila euro l’anno. Bene. L’assessore Dagnino – uno statista – nell’assegnare i fondi della legge per l’editoria, ha deciso di punire Buttanissima, libero quotidiano di opinione, e di premiare il faccendiere amato dal presidente Schifani. A noi ha tagliato i contributi del sessanta per cento, a Scaglione pacchetto..

L’uomo della penombra
ha molto da imparare

Lui non luccica: ama il silenzio e la penombra. Potrebbe chiudersi in queste parole il ritratto di Alessandro Dagnino, l’assessore che sussurra all’orecchio di Schifani. Come sanno pure le pietre, non lo ha eletto nessuno e non ha superato alcun esame perché il titolo lo aveva già: il padre è stato un magistrato della Corte dei Conti e questo dettaglio gli ha consentito di avere le entrature giuste per ottenere i bollini su vecchi bilanci della Regione e dare la possibilità al governatore di recuperare soldi da spendere in campagna elettorale. Ma le entrature, in politica, non bastano. Per fare una buona legge sull’editoria, per esempio, bisogna sapere leggere i giornali: ci sono quelli utili alla democrazia perché fanno opinione; e ci sono quelli dei pagnottisti che rastrellano piccioli e..

Nato per uccidere
i giornali d’opinione

Nella Sicilia dei Tamajo e dei Balilla, degli sfasci e dei disastri, della spartenza e dell’indecenza, si erge la figura conventicolare di Alessandro Dagnino, il tecnico chiamato da Schifani per raddrizzare i bilanci della Regione. Grazie alle entrature presso la Corte dei Conti, l’impresa gli è in parte riuscita. E il resto? Poteva anche entrare nella lista dei benemeriti del buongoverno, se la fragilità politica della nomina non lo avesse spinto ad assumere l’odioso ruolo del sovrastante che uccide le opinioni che non piacciono al barone. Andate a vedere come ha storpiato la legge sull’editoria: offre spazio a trombettieri e pagnottisti; ma se un giornaluzzo come il nostro tralascia i furti di Roccaverdina per produrre ogni giorno analisi e confronto tra le forze in campo, il prepotente Dagnino gli taglia..

La Nave dei Guitti
è pronta all’assalto

Nel mare grande della politica siciliana non galleggia solo la Nave degli Inquisiti, alimentata dagli imbolsiti partiti del centrodestra. Sfreccia anche l’agile Nave dei Guitti impupata e pilotata da due deputati – Cateno De Luca e Ismaele La Vardera – convinti che i destini del mondo dipendano dai loro teatrini. Si tratta, va da sé, di un vascello corsaro che non segue mai una rotta: dispiega le vele lì dove soffiano i venti del giustizialismo o dell’indignazione. E la nave va. Soprattutto quando soccorre i naufraghi in cerca di salvezza – come i leghisti storditi da Salvini o i democristiani lasciati a piedi da Cuffaro – e li usa come carne da cannone per abbattere le corazzate governative e arpionare città come Agrigento, Messina o Bronte. Alla fine però i..

Ma il governatore
s’è logorato da sé

Sostiene Nicola D’Agostino, principe forzista di Catania e Fontanarossa, che il centrodestra crolla in Sicilia perché sono stati commessi “errori clamorosi”. Diagnosi lapalissiana. Ma subito dopo puntualizza: “C’è chi logora il presidente Schifani”. E qui l’analisi si inceppa. Perché Schifani si è logorato da sé. Si è chiuso tra gli ori di Palazzo d’Orleans convinto che, per reggere cinque anni, gli bastasse la protezione di Ignazio La Russa; e ha trattato i deputati di Forza Italia come parenti fastidiosi da tenere alla larga o da murare vivi nel cielo quadrato dell’Ars. L’ha dimostrato con la ricca Sanità, affidata per quattro anni a dei prestanome travestiti da tecnici: al suo segretario particolare, Marcello Caruso, e a due cartonati come la Volo e la Faraoni che, colpiti da cecità politica, non hanno..

Ora pure l’Antimafia
ha la sua First Lady

La buona novella è indirizzata a quei palermitani che si sono vibratamente indignati per Dua Lipa, la star internazionale che per le sue nozze ha occupato il centro storico di questa nostra meravigliosa città. Abbiamo trovato il contrappeso. Nel giorno in cui la cantante infiammava ospiti e follower dalla villa bagherese di Vittoria Alliata, nel cuore di Palermo, esattamente nei giardini del Massimo, andava in scena – con oltre ottanta invitati e una tavolata di prelibatezze – la sesta replica dei festeggiamenti per il matrimonio del presidente dell’Antimafia regionale, Antonello Cracolici, con Roberta De Simone, gentildonna di travolgente energia e svolazzante felicità. Ma qui non c’è motivo di indignazione. Solo gioia, per favore. Perché l’Antimafia, che ha inventato il party della legalità nel giorno di Falcone, ha trovato pure la..

Finalmente c’è
una parola nuova

Anche il rinnovamento è diventata una parola vuota. Gli scandali hanno raso al suolo il vecchio dizionario della politica siciliana. Crolla la liturgia che ha consentito ai partiti di vivacchiare, ai governi di tirare a campare e ai corrotti di rubare. Giaculatorie come verifica o conclave sono diventate inutili. Oggi però è comparsa una parola nuova, capace di riaccendere fiducia e speranza. L’ha tirata fuori – con coraggio, bisogna dirlo – Giorgio Mulè, vice presidente della Camera. Ha detto che per recuperare credibilità ed evitare la disfatta occorre “un’azione immediata di risanamento etico e di rinascimento politico che io per primo voglio condurre mettendomi, come ho già fatto, totalmente a disposizione di Forza Italia e del centrodestra”. C’è un elettorato da curare e una intransigenza da attivare. La parola chiave..

Stravince in Sicilia
il partito dei cecati

Ma qual è il partito, intrepido e invincibile, che avanza in Sicilia? Il partito nuovo è quello de “I cecati d’Italia”, per il quale si staglia al cielo uno stendardo con il simbolo delle tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano. La leadership va assegnata alla moralista Daniela Faraoni, ora disoccupata illustre, che nei due anni in cui ha diretto l’assessorato alla Sanità non si è mai accorta che il Cefpas di Caltanissetta era diventato un merdaio di intrighi e corruzione al servizio dell’onorevole azzurro Riccardo Gallo Afflitto, principe di Agrigento e grande assenteista all’Ars. Il quale, impegnato a sfruttare le cuccagne – alcune addirittura piccanti – che il centro nisseno gli metteva a disposizione, trascurava allegramente i suoi doveri di deputato. C’è voluta la procura per scoperchiare..

La nave degli inquisiti
non incontra ostacoli

Cinema e letteratura ci hanno regalato tanti titoli, belli e fantasiosi. C’è “La Nave dei folli”, celebre romanzo allegorico di Katherine Anne Porter, e c’è pure “La Nave dei dannati”. Noi, in questa sfortunata Sicilia, abbiamo “la Nave degli inquisiti”. Un galeone sul quale galleggiano – spocchiosi e indifferenti – una dozzina di deputati coinvolti in storie di corruzione e malaffare. Potremmo parlare, evocando un altro film famosissimo, di una “sporca dozzina”, ma ci onoriamo di essere garantisti autentici e non ci spingiamo fino a tanto. Il galeone marcia deciso verso la conclusione della legislatura e i dodici naviganti si trastullano tra poppa e prua, ignorando oltre alla questione morale, anche le regole della decenza. Li incoraggia il silenzio dei leader romani, da Meloni a Tajani a Salvini, e li..

L’ultima impostura del
giornalismo d’inchiesta

Ci sono i medici e ci sono i guaritori: i primi studiano, i secondi imbrogliano. Succede anche nel fatato mondo dell’informazione: c’è il giornalismo d’inchiesta serio, coscienzioso, adamantino, che controlla le fonti, che fa i doverosi riscontri ed è talmente onesto che se sbaglia ammette pubblicamente l’errore e chiede pure scusa; e c’è il giornalismo d’inchiesta un po’ peloso e un po’ cialtrone, che cerca lo scoop per moralismo o per convenienza politica ed è fatto in prevalenza da santoni amati e venerati da forcaioli e manettari. Codesti santoni vivono ormai sugli altari e non avvertono più il bisogno di documentarsi. La loro missione è quella di somministrare ogni giorno al popolo dei giustizialisti una robusta dose di scandali e sospetti ad alta gradazione sbalorditiva. Non pagano pegno, non chiedono..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

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Direttore responsabile Giuseppe Sottile

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