Sezioni Tematiche

Sciascia, l’Innominato
e “il viceré sopra il re”

Per trent’anni e passa l’Innominato ha giocato d’azzardo nella terra di mezzo fra politica e affari. Ha fiancheggiato Totò Cuffaro, Raffaele Lombardo, Nello Musumeci. E quando sembrava che avesse sbagliato l’ultima mossa – la candidatura con Calenda è stata un fallimento – gli è andato subito incontro Renato Schifani che lo ha recuperato e collocato al piano più alto di Palazzo d’Orleans. Bene. Come mai il gotha della politica siciliana non ha avuto mai un sentore, un sospetto, una cautela? La procura, che oggi chiede al gip di rinchiuderlo all’Ucciardone, scrive che l’indagato “travalicava la consulenza tecnica per assumere un ruolo sostanzialmente sostitutivo del vertice politico”. Ricordate Leonardo Sciascia? Annotava che in Sicilia “al di sopra del re c’è il viceré”. Solo che stavolta il viceré, con le sue nefandezze,..

Giochi acrobatici
a Palazzo d’Orleans

Proviamo a sintetizzare – con un gioco di domande e risposte – l’intenso rapporto tra il Governatore della Sicilia e gli scandali che da quattro anni movimentano la vita di Palazzo d’Orleans. La presenza di Gaetano Armao nelle stanze più delicate della Regione? Fidarsi di un caro amico non è una colpa, né tantomeno un reato. La ferrea e blindata alleanza con Totò Cuffaro? Subito dopo ho ripulito gli assessorati. La permanenza al Turismo di Elvira Amata, sotto processo per corruzione? Povera figlia, sono cose che capitano: chi mangia fa molliche. Le grandi corruttele della Sanità? Rileggetevi le parole del procuratore De Lucia: fino a sentenza definitiva c’è la presunzione di innocenza. Sì, ma lei, Presidente, cosa dice? Che le responsabilità penali sono personali: gli uomini possono sbagliare ma il..

Tra Bullo e Buttanissima
una storiaccia giudiziaria

Per anni questo giornaletto lo ha chiamato “il Bullo” per via delle arroganze con cui governava il retrobottega del Palazzo dove la politica incontra gli affari. Poi, forte della presenza della moglie nei piani alti della giustizia, lui ci ha intimiditi con una citazione al tribunale civile: ci chiedeva 700 mila euro per risarcire la sua immagine oltraggiata, così diceva, dai nostri articoli. Considerando il peso pestifero della zarina su alcuni giudici di Palermo, ci siamo piegati al ricatto e alle forche caudine di una transazione con la quale l’Avvocato ha preteso che Buttanissima non facesse più il suo nome. Di conseguenza possiamo solo chiamarlo “l’Innominato”, come il personaggio del Manzoni. Oppure “il braccio destro di Schifani”. Ma, alla luce delle ultime notizie, una cosa è certa: le nostre critiche..

Pani, pesci e click
di un super pagnottista

Sigfrido Ranucci, il messia del giornalismo d’inchiesta, cammina sulle acque ma non è ancora risorto al vertice di Report. Se gli riuscirà il miracolo lo sapremo a giorni, quando il giudice deciderà sul reintegro. In Sicilia non ci sono santi ma c’è un super pagnottista, Maurizio Scaglione, che i miracoli li fa e li piazza all’Irfis dal quale ha incassato, grazie alla legge sull’editoria, 58 mila euro. Una cifra notevole per un giornaletto, il suo, che pubblica per lo più notizie a gettone. Tra i coefficienti previsti per il calcolo del contributo c’è il numero di visualizzazioni. Dalle carte date all’Irfis risulta che Scaglione nel 2025 ne ha avuti all’incirca 180 milioni. Quasi quanto le grandi testate di Sicilia. Ma dove pesca tutti questi lettori, in Cina? Forse nei pressi..

I guai di Scarpinato
e il balsamo di Logos

Nella qualità di assessore regionale ai Beni Culturali è salito sul prestigioso palco di Villa Filippina e s’è preso pure gli applausi del popolo di Logos. Ma per Francesco Paolo Scarpinato non è stato un weekend di festa. Mentre le madamine, con artisti e scrittori, facevano da corona al suo discorso sul Mediterraneo, lui era costretto a inghiottire un boccone amaro: i sindaci della provincia di Palermo gli avevano appena bocciato il piano paesaggistico approntato, con fatica e anche con innegabile lentezza, dal suo assessorato. Pazienza. Tutto il 2026 è stato un anno nero. A Ferragosto, i ladri hanno saccheggiato a Messina il museo che custodiva, si fa per dire, tre preziosi quadri di Antonello e quel furto, tanto clamoroso quando prevedibile, è stato per Scarpinato un cruccio che solo..

La Taobuk dei poveri
a Villa Filippina

E’ stata la Taobuk dei poveri: con lo stesso circoletto, le stesse madamine, con le scrittrici e gli scrittori di sempre. Artisti e intellettuali hanno animato per tre giorni Villa Filippina oltre che per un omaggio al vasto mondo della cultura anche per un ossequio al rito di premiarsi a vicenda, di festeggiarsi, di trovare spazio sui giornali, di dare visibilità alla politica che ha contribuito alla riuscita di Logos. Per carità, nessuno pretende che un festival, celebrato a Palermo, debba cedere al piagnisteo politico o sociale; nessuno può chiedere all’intellighenzia di affrontare temi dolorosi come le periferie, la droga, la violenza, i kalashnikov. Ma non si può neppure accettare l’idea che una rassegna culturale, partita con grandi ambizioni, si riduca al solito giro di libri, con l’appendice di poche..

Tony Tajani, detto
l’imbalsamatore

Carmelo Caruso, urticante cronista politico del Foglio, lo chiama Tony Saint Laurent per via di quel discorso terragno sulla lunghezza delle gonne. Ma Antonio Tajani non molla. Sarà la paura di Vannacci che gli rosicchia ogni giorno fette di elettorato, sarà l’abitudine “al comodo navigar nel banal grande delle opinioni”, sta di fatto che il segretario di Forza Italia predica il contrario di ciò che pensava e teorizzava Silvio Berlusconi. Mentre Cav. era liberale e libertario, lui esorta i giudici a usare di più le manette e a calpestare lo stato di diritto: “colpirne uno per educarne cento”, ha sbroccato. Mentre il Cav. rinnovava – certo, a modo suo – la politica, lui è per la mummificazione dei dirigenti. In Sicilia, ad esempio, ignora i giovani e sostiene il “quadrilatero..

Dove vanno le donne
respinte dalla politica

Ma dove erano l’altro ieri le coraggiose donne siciliane, quelle dei diritti civili, della società civile, dell’impegno civile? Probabilmente ad applaudire, tra Palermo e Monreale, il fascino patriarcale di Sigfrido Ranucci, l’eroe di Report che in un libro ha descritto la sua capacità di sedurre le stagiste che spasimavano per diventare giornaliste d’inchiesta. Certamente non c’era traccia di donne e, tanto meno, di orgoglio femminile ai tavoli dove – in contemporanea – si sono tenuti i vertici del campo largo e dell’alleanza di centrodestra per decidere le sorti della Regione. Attorno al forzista Minardo altri nove leader, chiamiamoli così, e nessuna donna. Mentre al summit dei progressisti si contavano tredici segretari e una sola donna. In Sicilia non c’è spazio per la questione femminile. In compenso ci fa ridere Tony..

Chi incarna il ruolo
di Totò Cuffaro

Non gli manca la simpatia né la furbizia. Sa come spiazzare gli avversari e, soprattutto, non si risparmia: nell’autunno del 2022 si è proposto come contraltare a Renato Schifani e ha sfiorato per poco la conquista di Palazzo d’Orleans. Ora Cateno De Luca ci riprova e intanto progetta alleanze sia a destra che a sinistra. Miriam Di Peri, su Repubblica, ha scritto che fa venire il torcicollo. Ed è vero. Ma è pure vero che, con la scusa di liberare la Sicilia dal malaffare, ha trasformato il suo partito in un “refugium peccatorum”. Imbarca i campioni del clientelismo e tratta con gli inquisiti per corruzione. Gli zii di Sicilia – i quattro vegliardi che controllano il centrodestra – lo corteggiano con ogni mezzo e il matrimonio quasi certamente si farà...

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED