Sezioni Tematiche

La Sicilia infelice
di Giorgia Meloni

Cosa dirà Arianna alla sorella Giorgia Meloni dopo due giorni di confronto con la sedicente classe dirigente di Sicilia? Dirà che i patrioti sono già in assetto di combattimento, pronti a espugnare nel 2027 la fortezza di Palazzo d’Orleans? E sulla questione morale? Stenderà un velo pietoso o troverà il coraggio di rimuovere, oltre alle croste di fango, anche il commissario che le ha coperte e tollerate? Certo, Giovanni Donzelli e Luca Sbardella possono vantare il merito di avere stroncato l’ascesa ribalda del Balilla e della sua corte dei miracoli. Ma la corrente turistica è ancora incistata nel cuore del partito e, senza pudori, continua a proporre le scempiaggini di sempre e a bruciare allegramente montagne di denaro pubblico. Tra i nemici di Giorgia non ci sono solo Trump e..

Gli “obiettivi concreti”
di Galvagno and Friends

Ruggero Razza è un uomo colto e un politico solido, avveduto, mai banale. Eppure, al culmine di una bella intervista rilasciata a Live Sicilia, si è lasciato sfuggire un’affermazione che non rende merito né alla sua storia né alla sua intelligenza. Parlando di Fratelli d’Italia – cioè del suo partito – ha detto che “Luca Sbardella, e il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, stanno portando avanti un ottimo lavoro proprio perché impostato su obiettivi concreti”. Del commissario Sbardella non sappiamo, ma del presidente dell’Ars si può dire con certezza che gli “obiettivi concreti” già raggiunti sono i seguenti: un processo penale per corruzione; lo sputtanamento di sé e del parlamento siciliano; lo scempio della fondazione culturale Federico II; la trasformazione dell’auto blu di rappresentanza in un taxi aggratis per parenti e..

Giornalisti siciliani
tra feste e palazzo

Per il fatato mondo dell’informazione – Ordine dei giornalisti e Associazione della Stampa – si preannuncia un fine settimana denso di avvenimenti e, va da sé, anche di emozioni. I maggiorenti si ritroveranno tra i mosaici di Palazzo dei Normanni per farsi indottrinare da Andrea Peria, presidente di un ente fantasma come il Corecom, sulla comunicazione istituzionale e, già che ci sono, anche su come si rastrellano incarichi e pagnotte all’ombra di Palazzo d’Orleans. I meno fortunati – cioè cronisti, semplici redattori e collaboratori pagati con due o tre euro a notizia – si premieranno a vicenda in una serata tristanzuola al Glam Hotel di Mondello. Pensate: al terzo classificato andranno appena 250 euro, 35 dei quali gli serviranno per pagare la cena inserita nel programma della festa. Il giornalismo..

Meloni, Tajani, Salvini
tre leader in declino

Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini. A ciascuno il suo declino. La premier ha vissuto una intensa storia politica con Donald Trump. Che pretendeva ubbidienza assoluta. Sulla guerra all’Iran lei ha mostrato resistenza e il tycoon l’ha mollata. Ora non sa a quale santo votarsi. Un identico destino travolge Tajani. Era l’ombra di Berlusconi ma il Cav. è morto e i figli non mostrano per il vice premier lo stesso amore che nutriva il padre. Lo vedono vecchio, impacciato e sordo al rinnovamento. Il segretario è delegittimato e Forza Italia è allo sbando. Precipita verso il nulla pure Salvini, l’altro vice premier. L’alleato Vannacci gli si è rivoltato contro e se lo sta cucinando a fuoco lento. Da qui ad agosto – dicono i sondaggisti – il generale si..

L’Ecce Homo spiazza
la vecchia politica

Stavolta Cristo non si è fermato a Eboli. L’Ecce Homo di Antonello ha smesso di vagare per il mondo e presto tornerà in Sicilia per sistemarsi al fianco all’Annunciata, l’altro capolavoro realizzato nel 1476 dal genio messinese e conservato al museo Abatellis di Palermo. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha accolto la richiesta del vice presidente della Camera, Giorgio Mulè il quale, non a caso, ha voluto legare l’annuncio della sua candidatura alla Presidenza della Regione con il “ricongiungimento familiare” dei due dipinti. Il recupero dell’Ecce Homo è un segno che spiazza la vecchia classe politica siciliana, votata a una eterna spartenza di piccioli e privilegi e spesso lontana da ogni interesse culturale. “Mulé? Sta sbagliando tutto”, aveva sentenziato l’altro ieri l’ex ministro Totò Cardinale, arroccato sul bis di..

L’Ordine dei giornalisti
vola sempre più in alto

Non gli frega nulla di pagnottisti e trombettieri, di pataccari e faccendieri. Non gli frega niente nemmeno delle ingiustizie e delle arroganze di chi ci governa. Per averne contezza basta leggere il comunicato che i porporati del sacro ordine dei giornalisti hanno diffuso ieri mentre questo fogliuzzo cercava di contrastare in ogni modo l’aggressione della Regione che, dopo avere storpiato la legge sull’editoria, ora prova ad annientarci. No, nel comunicato dei venerati maestri dell’informazione non si parla di libertà di stampa né di come andrebbero tutelati i giornali d’opinione, critici con il potere. Si annuncia invece per il 30 giugno una parata dove terranno banco, manco a dirlo, un pagnottista di lungo corso, come Andrea Peria, e i due presidenti – Schifani e Galvagno – che la storia annovera tra..

L’ultimo capolavoro
di Palazzo d’Orleans

La tangente non va più di moda, ma la politica politicante ha trovato uno strumento più sinuoso per alimentare intrighi e malaffare. Nel sotterraneo mondo del sottogoverno siciliano - dal Cefpas al Ciapi, dalla Foss a TaoArte - giureconsulti e avvocaticchi hanno inventato la consulenza. Una parola che si piega a ogni esigenza. Per capire gli effetti devastanti provocati sul fronte della legalità basta analizzare la mole di incarichi assegnati dalla Presidenza della Regione o dal Consorzio autostrade - il famigerato CAS - a Maurizio Scaglione, il super pagnottista amato da Palazzo d’Orleans. Talmente amato che Schifani e il fido assessore Dagnino, storpiando la legge sull’editoria, hanno pure deciso di premiare il giornaletto con il quale il faccendiere rastrella le sue consulenze, e di punire e imbavagliare i giornali d’opinione..

Cani da guardia?
No, barboncini…

L’Associazione della Stampa c’è ma pratica solo clientelismo sindacale e se tra i suoi iscritti ci sono trombettieri e pagnottisti, chi se ne frega. L’Ordine dei Giornalisti c’è e riscuote una “gabella” senza la quale nessuno può svolgere il mestiere; ma non gli interessa null’altro: figurarsi se scenderà mai in campo per difendere i quotidiani di opinione dall’aggressione studiata dalla Regione per annientarli. Esiste pure la Stampa Parlamentare, un’ampollosa inutilità che si vanta di sussurrare soluzioni di “ampio respiro” all’orecchio dei deputati in ozio tra i corridoi di Palazzo dei Normanni. Ma né il presidente né la coronata vicepresidente hanno alzato un dito per evitare che la legge sull’editoria venisse storpiata da Palazzo d’Orleans e trasformata in un bavaglio contro le testate ancora capaci di criticare il governo. E’ la..

La scelta lungimirante
dello statista Dagnino

Da un lato c’è Buttanissima: giornaluzzo irriverente, autorevole, fatto da professionisti – scusate se mi imbrodo – che non si accucciano tra le braccia del potere. Dall’altro lato c’è ilSicilia.it, l’organo di stampa, chiamiamolo così, con il quale il super pagnottista Maurizio Scaglione rastrella piccioli e incarichi da Palazzo d’Orleans, dai consorzi, dai carrozzoni di sicuro spreco come la Foss o Taormina Arte, e pure dai Comuni ai quali dedica spazio in cambio di pagnotte che variano tra i quaranta e i centomila euro l’anno. Bene. L’assessore Dagnino – uno statista – nell’assegnare i fondi della legge per l’editoria, ha deciso di punire Buttanissima, libero quotidiano di opinione, e di premiare il faccendiere amato dal presidente Schifani. A noi ha tagliato i contributi del sessanta per cento, a Scaglione pacchetto..

L’uomo della penombra
ha molto da imparare

Lui non luccica: ama il silenzio e la penombra. Potrebbe chiudersi in queste parole il ritratto di Alessandro Dagnino, l’assessore che sussurra all’orecchio di Schifani. Come sanno pure le pietre, non lo ha eletto nessuno e non ha superato alcun esame perché il titolo lo aveva già: il padre è stato un magistrato della Corte dei Conti e questo dettaglio gli ha consentito di avere le entrature giuste per ottenere i bollini su vecchi bilanci della Regione e dare la possibilità al governatore di recuperare soldi da spendere in campagna elettorale. Ma le entrature, in politica, non bastano. Per fare una buona legge sull’editoria, per esempio, bisogna sapere leggere i giornali: ci sono quelli utili alla democrazia perché fanno opinione; e ci sono quelli dei pagnottisti che rastrellano piccioli e..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

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Direttore responsabile Giuseppe Sottile

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