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Divi e pagnottisti
affollano Taormina

Non bastava Antonella Ferrara che, grazie alla sua rete di relazioni e ai finanziamenti della Regione, si è incoronata regina di Taobuk: dal 2011 se uno scrittore cerca un palcoscenico internazionale non ha che da bussare alla sua corte. Non bastava Tiziana Rocca, produttrice cinematografica, alla quale Fratelli d’Italia ha consegnato le chiavi di Taormina Film Festival, una passerella per attori stagionati ma meritevoli di un premio: anche qui la Regione paga e la Rocca incassa gloria, prestigio e riconoscenze. Dietro queste due dive, sul jet-set taorminese si muovono pure figure di terza fila come il “patron” dei Nations Award, Michel Curatolo, che per grattare una pagnotta in più – ma da dividere col super pagnottista Scaglione – si è inventato il Thinkingreen, il cui unico scopo è dare visibilità..

Gli stati generali
di un ente inutile

Sarà anche insorta una certa gelosia tra consanguinei, sta di fatto che il super pagnottista Maurizio Scaglione non ha dedicato nemmeno due righe agli “Stati generali dell’informazione”, organizzati dal presidente del Corecom, Andrea Peria. L’editore de ilSicilia.it, che pure è di stomaco forte, non si è bevuto il bluff impalchettato ieri a Palazzo dei Normanni per rivestire di credibilità un ente inutile, nato per distribuire una pagnotta a cinque compagnucci della parrocchietta. Ad ascoltare Peria e la sua allegra comitiva c’erano non più di trenta persone. I due presidenti che, secondo la locandina, avrebbero dovuto dare il via ai lavori – Schifani e Galvagno – hanno disertato. E se la sono data a gambe anche i venerati maestri dell’Ordine dei Giornalisti e di Assostampa, impegnati a premiarsi tra loro e..

Turismo, l’aria nuova
che arriva da Ragusa

La stima mostrata da Nino Minardo a Gianni Occhipinti, presidente della Federalberghi di Ragusa, sta a significare che in Sicilia esiste un turismo imprenditorialmente sano: un turismo che crea lavoro e non macina sprechi, che valorizza il territorio senza sfregiare il paesaggio, che richiama visitatori ma lascia integre le città, che offre spettacoli ma senza nulla cedere al pagnottismo dei carrozzoni di sottogoverno. In una regione marchiata dalle scempiaggini di SeeSicily e dalle ladronesche missioni a Cannes, la nomina di Occhipinti al vertice della Federalberghi ragusana rappresenta una ventata di aria fresca: sostenibile, si direbbe oggi. Il commissario di Forza Italia ha fatto bene ad esprimere il suo apprezzamento. Anche per segnare una doverosa distanza dalla famigerata “corrente turistica”, quella che si è incistata nei piani alti di Fratelli d’Italia.

La Sicilia infelice
di Giorgia Meloni

Cosa dirà Arianna alla sorella Giorgia Meloni dopo due giorni di confronto con la sedicente classe dirigente di Sicilia? Dirà che i patrioti sono già in assetto di combattimento, pronti a espugnare nel 2027 la fortezza di Palazzo d’Orleans? E sulla questione morale? Stenderà un velo pietoso o troverà il coraggio di rimuovere, oltre alle croste di fango, anche il commissario che le ha coperte e tollerate? Certo, Giovanni Donzelli e Luca Sbardella possono vantare il merito di avere stroncato l’ascesa ribalda del Balilla e della sua corte dei miracoli. Ma la corrente turistica è ancora incistata nel cuore del partito e, senza pudori, continua a proporre le scempiaggini di sempre e a bruciare allegramente montagne di denaro pubblico. Tra i nemici di Giorgia non ci sono solo Trump e..

Gli “obiettivi concreti”
di Galvagno and Friends

Ruggero Razza è un uomo colto e un politico solido, avveduto, mai banale. Eppure, al culmine di una bella intervista rilasciata a Live Sicilia, si è lasciato sfuggire un’affermazione che non rende merito né alla sua storia né alla sua intelligenza. Parlando di Fratelli d’Italia – cioè del suo partito – ha detto che “Luca Sbardella, e il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, stanno portando avanti un ottimo lavoro proprio perché impostato su obiettivi concreti”. Del commissario Sbardella non sappiamo, ma del presidente dell’Ars si può dire con certezza che gli “obiettivi concreti” già raggiunti sono i seguenti: un processo penale per corruzione; lo sputtanamento di sé e del parlamento siciliano; lo scempio della fondazione culturale Federico II; la trasformazione dell’auto blu di rappresentanza in un taxi aggratis per parenti e..

Giornalisti siciliani
tra feste e palazzo

Per il fatato mondo dell’informazione – Ordine dei giornalisti e Associazione della Stampa – si preannuncia un fine settimana denso di avvenimenti e, va da sé, anche di emozioni. I maggiorenti si ritroveranno tra i mosaici di Palazzo dei Normanni per farsi indottrinare da Andrea Peria, presidente di un ente fantasma come il Corecom, sulla comunicazione istituzionale e, già che ci sono, anche su come si rastrellano incarichi e pagnotte all’ombra di Palazzo d’Orleans. I meno fortunati – cioè cronisti, semplici redattori e collaboratori pagati con due o tre euro a notizia – si premieranno a vicenda in una serata tristanzuola al Glam Hotel di Mondello. Pensate: al terzo classificato andranno appena 250 euro, 35 dei quali gli serviranno per pagare la cena inserita nel programma della festa. Il giornalismo..

Meloni, Tajani, Salvini
tre leader in declino

Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini. A ciascuno il suo declino. La premier ha vissuto una intensa storia politica con Donald Trump. Che pretendeva ubbidienza assoluta. Sulla guerra all’Iran lei ha mostrato resistenza e il tycoon l’ha mollata. Ora non sa a quale santo votarsi. Un identico destino travolge Tajani. Era l’ombra di Berlusconi ma il Cav. è morto e i figli non mostrano per il vice premier lo stesso amore che nutriva il padre. Lo vedono vecchio, impacciato e sordo al rinnovamento. Il segretario è delegittimato e Forza Italia è allo sbando. Precipita verso il nulla pure Salvini, l’altro vice premier. L’alleato Vannacci gli si è rivoltato contro e se lo sta cucinando a fuoco lento. Da qui ad agosto – dicono i sondaggisti – il generale si..

L’Ecce Homo spiazza
la vecchia politica

Stavolta Cristo non si è fermato a Eboli. L’Ecce Homo di Antonello ha smesso di vagare per il mondo e presto tornerà in Sicilia per sistemarsi al fianco all’Annunciata, l’altro capolavoro realizzato nel 1476 dal genio messinese e conservato al museo Abatellis di Palermo. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha accolto la richiesta del vice presidente della Camera, Giorgio Mulè il quale, non a caso, ha voluto legare l’annuncio della sua candidatura alla Presidenza della Regione con il “ricongiungimento familiare” dei due dipinti. Il recupero dell’Ecce Homo è un segno che spiazza la vecchia classe politica siciliana, votata a una eterna spartenza di piccioli e privilegi e spesso lontana da ogni interesse culturale. “Mulé? Sta sbagliando tutto”, aveva sentenziato l’altro ieri l’ex ministro Totò Cardinale, arroccato sul bis di..

L’Ordine dei giornalisti
vola sempre più in alto

Non gli frega nulla di pagnottisti e trombettieri, di pataccari e faccendieri. Non gli frega niente nemmeno delle ingiustizie e delle arroganze di chi ci governa. Per averne contezza basta leggere il comunicato che i porporati del sacro ordine dei giornalisti hanno diffuso ieri mentre questo fogliuzzo cercava di contrastare in ogni modo l’aggressione della Regione che, dopo avere storpiato la legge sull’editoria, ora prova ad annientarci. No, nel comunicato dei venerati maestri dell’informazione non si parla di libertà di stampa né di come andrebbero tutelati i giornali d’opinione, critici con il potere. Si annuncia invece per il 30 giugno una parata dove terranno banco, manco a dirlo, un pagnottista di lungo corso, come Andrea Peria, e i due presidenti – Schifani e Galvagno – che la storia annovera tra..

L’ultimo capolavoro
di Palazzo d’Orleans

La tangente non va più di moda, ma la politica politicante ha trovato uno strumento più sinuoso per alimentare intrighi e malaffare. Nel sotterraneo mondo del sottogoverno siciliano - dal Cefpas al Ciapi, dalla Foss a TaoArte - giureconsulti e avvocaticchi hanno inventato la consulenza. Una parola che si piega a ogni esigenza. Per capire gli effetti devastanti provocati sul fronte della legalità basta analizzare la mole di incarichi assegnati dalla Presidenza della Regione o dal Consorzio autostrade - il famigerato CAS - a Maurizio Scaglione, il super pagnottista amato da Palazzo d’Orleans. Talmente amato che Schifani e il fido assessore Dagnino, storpiando la legge sull’editoria, hanno pure deciso di premiare il giornaletto con il quale il faccendiere rastrella le sue consulenze, e di punire e imbavagliare i giornali d’opinione..

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