Anche la più stellare delle gaffe di un Francesco Lollobrigida qualunque diventa risibile al cospetto dei pasticci avvenuti sotto la responsabilità politica di Carlo Nordio. L’ex procuratore aggiunto di Venezia è stato una delle scelte-simbolo operate da Giorgia Meloni nel 2022, all’alba della formazione del suo governo. Silvio Berlusconi rivendicava per gli azzurri il ministero della Giustizia, la leader di Fratelli d’Italia si impuntò. Da tempo aveva in mente il nome di Nordio per il ministero della Giustizia, qualora fosse riuscita ad entrare nella stanza dei bottoni. Una personalità forte, esterna al partito, campione di garantismo, attraverso la quale segnalare la qualità della propria squadra.

Non è andata benissimo, per usare un eufemismo.

Il mestiere di Guardasigilli, si sa, non garantirebbe una navigazione tranquilla a qualsivoglia esponente di centrodestra. Il punto è che il prode Nordio ha fatto di tutto per rendere il mare ancora più agitato. All’inizio fu il caso Cospito, e la gestione “allegra”, ai limiti del situazionismo, di carte riservate fatta da un suo sottosegretario. Il ministro decise di guardare dall’altra parte, ma si sa, Andrea Delmastro era un protegé della premier, un intoccabile, e vabbè, passi (sappiamo tutti com’è poi andata a finire…). Continua su Huffington Post