Il Consorzio delle autostrade, per nascondere magagne e contiguità mafiose, ha ingaggiato il super pagnottista Maurizio Scaglione. Si è affidata a lui pure Taormina Arte, feudo di Fratelli d’Italia. Lo schema del sedicente editore consiste nel dare voce ai padroni, cioè a chi lo paga, e di oscurare chi, a quei padroni, muove una critica. Il caso di Leo Gullotta, prima incluso e poi escluso da un premio alla carriera, grida vendetta. Ieri ilSicilia.it si è occupato della polemica. Della denuncia dell’attore però non c’era traccia. C’era solo la replica di TaoArte. Un giornalismo a dir poco sbilenco. Che tuttavia affascina Schifani e l’assessore Dagnino. I quali, alle pagnotte rastrellate dal faccendiere a Palazzo d’Orleans, hanno voluto aggiungere un altro regalo: 58 mila euro appena sottratti alla legge sull’editoria. Cioè a chi fa giornalismo vero, non truccato.


