Alla fine di un’estate rovente, bisognerà riflettere suoi dati raccolti e diffusi da Legambiente sullo stato delle acque costiere in Sicilia. Coloro che vivono di turismo sperano che non circolino troppo i dati. Infatti, rimane agli atti ed è scoraggiante, che la balneazione può essere un rischio per il settanta per cento delle zone censite, essendo presenti dappertutto o quasi in Sicilia, batteri inquinanti.
Ed anche dispettosi come a Mondello dove il batterio dell’”escheria colis” è apparso e scomparso di continuo, costringendo l’Assessore ad una altalena di divieti e rimozioni. Spesso il dato non è nemmeno segnalato. Per incuria e colpevole inefficienza delle amministrazioni locali. Che non curano adeguatamente la depurazione delle acque prima di immetterle in mare e poi si scordano di segnalarne la condizione non buona. Per crescente asfissia finanziaria e scarso buon governo.
Un mare tra i più belli d’Italia ancora oggi, in questa estate divenuta in fine bellissima. I risultati certificano il contributo negativo dato proprio da quelle amministrazioni che il nostro mare dovrebbero difenderlo. Mancano o funzionano male infatti i depuratori. Torrenti e fiumi scaricano inquinanti a mare.
Ci vorrebbe una cura grandissima da parte di enti locali e Regione, nel tutelare una mirabile risorsa anche economica, un bene prezioso. Già fortemente danneggiato con la costruzione senza rispetto né criterio lungo le coste, che contribuisce al risultato negativo della qualità delle acque.
La Sicilia, a differenza di altre isole del Mediterraneo, sia pur meno belle, che hanno curato con attenzione la buona qualità del loro mare, è vittima di insolente abbandono. Di una strategia di sfruttamento da parte soprattutto dei residenti che non ne colgono appieno il valore. Che hanno lasciato costruire senza ordine e senza gusto.
Accanto perfino ad aree di immenso valore paesaggistico e culturale come ad Agrigento o a Selinunte. Sicché la meravigliosa Valle dei Templi si può guardare solo verso il mare, dando le spalle ad una città orribilmente deformata nel dopoguerra. E accanto ai templi fantastici, vicino l’area archeologica di Selinunte, sorgono casette mostruose, l’una sopra l’altra. Come a Marsala, di fronte allo Stagnone ed in tanti altri posti tutti specialmente belli.
Nonostante tutto, la gente vuole venire in Sicilia e ne rimane tuttora incantata. Ma si è costretti convivere con questo disinteresse, questo stato di rinuncia alla bellezza, questa asfissia che imbruttisce l’isola e la vita quotidiana.
Le migliori risorse, il territorio e il verde, bruciano, con devastanti incendi spesso dolosi o sull’altare della mediocre vanità costruttiva. Con promesse di ristori e di migliore prevenzione.
L’autonomia speciale avrebbe dovuto preservare le coste e le acque. Come tuttora avviene in molti punti per fortuna rimasti intatti o almeno largamente salvaguardati, Questa è la vera scommessa della gestione autonoma delle risorse: preservarle, mantenerle, farle apprezzare non soltanto con i grandi eventi, che pure aiutano.
L’esibizione a Taormina di Jennifer Lopez nel quadro di una passerella fantastica di Dolce e Gabbana è l’esempio di quanto valga la bellezza. Anche dal punto di vista economico.
Ma niente accade di buono senza fatica, senza costanza e lavoro come ci ricorda è papa Leone nella sua Enciclica, citando il Platone delle Lettere che ben conosceva la Sicilia di allora.
Speriamo che chi ha l’onore e l’onere di governare e di rappresentare la Sicilia sia in maggioranza che all’opposizione, lo capisca prima che sia troppo tardi. E agisca di conseguenza.


