L’ Islam comunista prende possesso degli Stati Uniti. Questo è il messaggio della Destra che in tema di lingua e linguaggio resta sempre a rimorchio della Sinistra. Quella del fascismo islamico, infatti, era una trovata propagandistica dei ruvidi liberal di Casa Clinton. Erano i teorici della “esportazione della democrazia”, strateghi delle “primavere arabe” da cui derivarono – non senza bombardamenti “chirurgici”, Libia insegna – l’attuale caos geopolitico nel cortile europeo e altrettante bombe a noi più prossime, quelle “migratorie”.
Tutto è solo slogan. Il Feroce Saladino, fino a tutta la stagione di Joe Biden, è stato raccontato in Camicia nera ad uso della Ztl globale, ovvero il Paradiso dei diritti civili, non certo gli inferi di Dio, Patria e Famiglia. Adesso, nel day after delle elezioni di Midterm, in punto di soggezione mentale più che culturale, lo stesso Saracino si ritrova sotto falce e martello. Giusto a confortare una lettura dei fatti tanto orecchiata quanto volutamente fuorviante.
Noi siamo ciò che parliamo. Tutto si esaurisce nello slogan, il linguaggio impone i confini di agibilità politica e la destra che insegue sempre la sinistra, in soccorso a Donald Trump, tradisce quella “realtà” su cui aveva costruito il patto sociale per governare l’Occidente.
La vittoria elettorale dei Maga negli USA, dei sovranisti ovunque e dei “patrioti” dappertutto era il guadagnato traguardo del popolo dopo la estenuante era delle élite.


