Il Capo dello Stato – che già ha partecipato alla seconda inaugurazione del Castello Utveggio fortemente voluta dal governatore Schifani – tornerà domani a Palermo per applaudire il film su Biagio Conte, il nostro San Francesco: povero e santo come tutti i poveri di questa città. La cerimonia si svolgerà al Teatro Massimo dove, oltre alle immancabili e festaiole madamine, ci sarà il fior fiore della classe politica siciliana, ovviamente pronta ad aggiudicarsi il merito di avere finanziato l’omaggio cinematografico al frate laico. L’appuntamento non può essere sprecato: sarebbe un oltraggio all’esempio che il fondatore della comunità di via Decollati ha lasciato alla Sicilia e alla cristianità. E’ per questo, dunque, che noi di Buttanissima vogliamo rivolgere a Sergio Mattarella una calorosa quanto rispettosa pregheria.

Caro Presidente, lei arriva in un momento duro e infelice per le istituzioni regionali. Come certamente saprà, da queste parti è appena esploso un nuovo scandalo, devastante e insopportabile come i tanti che lo hanno preceduto in questi ultimi quattro anni. Quando la brava e cara presentatrice chiamerà sul palco i governanti di questa Regione e li inviterà a ricordare le parole e le opere di Fratel Biagio, lei – con la sua storia, la sua sensibilità e il suo rigore morale – guardi bene in faccia coloro che le verranno incontro per stringerle la mano. Perché tra loro ci sarà di sicuro chi non ha saputo vigilare sulle ruberie né arginare la dilagante illegalità. Per carità, il teatro sarà pieno di gente indubbiamente per bene, anche di amministratori onesti e responsabili. Ma lei guardi in faccia quei pochi – non sarà difficile individuarli – che pretendono di santificarsi oltre che con la luce riflessa dal Santo anche con la benedizione, chiamiamola così, che discende dal Colle. Gli faccia capire, magari solo con gli occhi, che tra le mura del tempo non c’è più posto per ladri e mercanti, per saltimbanchi e impostori. Né, tantomeno, per sepolcri imbiancati e farisei.