L’assurdità delle leggi contro la corruzione che rischiano di alimentare la corruzione. Il ritorno al finanziamento pubblico per combattere la corruzione nei partiti. La follia della legge che criminalizza il mestiere della politica. La comparsa improvvisa e inquietante dell’agente provocatore. L’idea schizofrenica della trasparenza nella contraddittoria stagione dell’onestà. Sono passati esattamente cinque anni dal giorno in cui Raffaele Cantone è stato nominato presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione e a pochi mesi dal termine del mandato il numero uno dell’Anac accetta di… L’articolo completo su ilfoglio.it