L’allarme, questa volta, è di Agenas: la Sicilia rischia di perdere gli 800 milioni stanziati con la missione 6 del Pnrr per la realizzazione di ospedali e case di comunità. Il motivo? Nessuna delle 156 case di comunità, dei 43 ospedali e delle 49 centrali operative territoriali (Cot) ha visto la luce. La colpa, spesso e volentieri, è imputabile alle Asp, che hanno messo a punto i progetti esecutivi per la realizzazione delle opere e, dov’è andata bene, sono riuscite ad assegnare all’esterno la progettazione definitiva.

All’Asp di Palermo, come riporta l’edizione regionale di Repubblica, la commissaria straordinaria Daniela Faraoni ha firmato quattro delibere con cui si avvia la fase di progettazione esecutiva per la realizzazione di 38 case di comunità e 10 ospedali di prossimità, ma ancora le gare per individuare le ditte che dovranno eseguire i lavori non sono state pubblicate. Per evitare di perdere i finanziamenti, le strutture dovranno entrare a regime entro il 2026. Poi bisognerà trovare il personale medico e infermieristico per fale funzionare: le Aziende sanitarie, a tale scopo, dovranno rivedere le proprie dotazioni organiche e prevedere procedure di stabilizzazioni e nuove assunzioni. A preoccupare, per Agenas, è “l’aumento dei costi degli interventi e l’emergere di nuovi e diversi fabbisogni” che “potrebbero richiedere variazioni degli interventi stessi e, quindi, la conseguente necessità di procedere a rimodulazioni dell’Accordo per aggiornarne i contenuti, nonché a revoche di interventi già approvati e relativa richiesta di sostituzione con nuovi interventi”. Con una enorme perdita di tempo che farebbe perdere di vista la deadline.

I ritardi, come rilevato da Agenas, riguardano quasi tutte le regioni: alla data del 31 dicembre, risultano complessivamente attive solo l’8,5 per cento delle case di comunità previste e appena l’11,6 per cento degli ospedali di comunità finanziati. Solo in nove regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Molise, Piemonte, Liguria, Veneto, Toscana, Calabria e Umbria) le nuove strutture risultano in parte già avviate e in alcuni casi operative. La Sicilia, quindi, è in ottima compagnia.

La replica dell’assessorato

“La Sicilia è tra le poche regioni italiane ad aver raggiunto il 100 per cento degli obiettivi fissati dal Pnrr per la realizzazione delle strutture di sanità territoriale. Lo ha riconosciuto anche il ministero della Salute nello scorso mese di aprile con una comunicazione formale”. Lo specifica il dipartimento per la Pianificazione strategica dell’assessorato regionale della Salute.

L’iter progettuale e amministrativo rispetta le tempistiche fissate e l’assessorato regionale della Salute ha centrato tutti i target previsti dagli accordi per l’attuazione della Missione 6, componenti 1 e 2, del Piano nazionale di ripresa e resilienza nel territorio della Sicilia, prevista dal contratto istituzionale di sviluppo firmato il 30 maggio del 2022 dalla Regione con il ministero della Salute e definito nel Piano della rete territoriale di assistenza approvato a dicembre dalla giunta regionale.

Per quanto riguarda le 50 Centrali operative territoriali previste per la Sicilia, la cui attivazione è programmata entro il 30 giugno del 2024, già nel termine del 31 dicembre del 2022 sono stati validati i progetti e bandite tutte le relative gare d’appalto.

Analogamente, entro la scadenza del mese di marzo 2023, sono stati approvati i progetti per le Case di comunità, che saranno 156 in tutta l’Isola, e gli Ospedali di comunità, che saranno 43. La attivazione delle strutture è prevista entro il 30 giugno del 2025. Invitalia ha già bandito, anche in questo caso, tutte le relative gare, con le eccezioni delle Centrali operative territoriali e delle Case di comunità della provincia di Trapani, in quanto l’Asp territoriale ha operato in autonomia. Anche per quanto concerne gli interventi di adeguamento sismico degli ospedali siciliani, i 32 interventi a valere sul Pnrr e sul Piano nazionale complementare (Pnc) sono stati validati e le gare bandite.

La Regione, quindi, non soltanto ha rispettato tutte le scadenze, ma nella pianificazione delle strutture è addirittura andata oltre gli standard fissati dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) considerate le esigenze dei territori e la fragilità delle reti della viabilità in Sicilia. Risultano perciò inesatte le notizie pubblicate da alcune testate regionali sui presunti rischi per la Sicilia di perdere parte dei finanziamenti del Pnrr, in quanto basate su dati riferiti a periodi precedenti alla data del 31 dicembre del 2022.