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Ostaggi di acqua e fango a Rosolini

Un fiume in piena trascina via le auto e 33 persone rimangono isolate in un ristorante. Scatta una richiesta d'aiuto su Facebook

L’uomo che salva la sanità

L'assessore di punta del governo Musumeci ha avviato una stagione di riforme. Finora tutte andate a segno

Guarda chi s’avanza
per le elezioni europee

Annusa già l’odore di nuove elezioni ed è pronto a un altro scatto felino, sicuro che riuscirà a guadagnarsi la candidatura alle europee. Finora ha distribuito ai banditori le cronache dei suoi viaggi a Bruxelles, dei suoi mirabolanti incontri estero su estero. Ma non si sa di preciso quali bluff abbia inventato per incantare gli interlocutori. Quando c’era da conquistare un posto a Palazzo d’Orleans, si è spacciato come leader degli indignati, categoria ovviamente inesistente. Ora che c’è da agguantare la candidatura alle europee dirà probabilmente di essere il condottiero di tutti gli uomini arrabbiati, sposati, divorziati e – perché no – anche pignorati. Berlusconi lo ascolterà e resterà di certo abbagliato. Nel deserto di Forza Italia, tra le anime morte del partito che fu, ormai sopravvivono solo quelli che..

I teatri nelle mani
dei califfati culturali

Meno male che c’è Musumeci. Ieri, nel corso di un breve discorso a una platea di operatori teatrali, il Governatore ha strigliato i responsabili dei due teatri stabili, quello di Catania e quello di Palermo. “Sono convinti – ha detto – di potere fare a meno della Regione. Mi sarei aspettato un po’ di umiltà da parte dei vertici che, una volta nominati, avrebbero dovuto avvertire la sensibilità, di garbo istituzionale, di presentarsi al governatore per dire ‘Presidente, che tipo di teatro pensa possiamo fare?’. Io sono stanco di questo mondo dell’arte”. Parole di fuoco. Che sottolineano la necessità di riconsiderare il ruolo di questi califfati culturali il cui interesse primario sembra essere diventato quello di soddisfare le proprie clientele, di piazzare i propri monologhi o le proprie tarantelle. C’è..

Disastri di Sicilia,
il catalogo è questo

Riscossione Sicilia, il carrozzone creato per riscuotere le tasse, non sa ancora se avrà un futuro. Conta 600 dipendenti, e per ciascuno di essi ogni giorno è un incubo: oggi si chiude bottega o si sopravvive? Lo stesso vale per l’Esa, ente di sviluppo agricolo creato nel secolo scorso per rendere più produttive le dissanguate terre dei feudi. Conta 250 dipendenti di ruolo e trecento trattoristi stagionali. I quali vorrebbero almeno sapere di che morte moriranno. Poi c’è l’Irsap, nato per amministrare le aree industriali. E’ stato nominato il presidente, che per fortuna è un bravo imprenditore, ma la nomina non riesce a valicare il muro della politica politicante, quella fatta di miserie e rancori. Poi c’è l’ente nato dalla fusione dell’Ircac e del Crias, ma da sei mesi non..

Gerenza

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