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Comunicazione: parola magica per pagnottisti e avventurieri

Quando in un articolo di legge, in un disegno di legge, in una delibera o in un decreto notate la parola “comunicazione”, alzate il livello di guardia: dietro quella parola si nasconde una mangiatoia della quale alcuni assessori regionali si servono per foraggiare pagnottisti, avventurieri, servi sciocchi, speculatori. Per arruffianarsi giornali e giornaletti, gruppi editoriali e intellettuali, o sedicenti tali, che non vedono l’ora di trovare un padrone di fronte al quale scappellarsi. Ricordate le grandi imposture di SeeSicily? Il progetto faraonico dell’assessorato al Turismo doveva dare slancio all’economia dell’Isola, doveva incrementare le presenze e offrire garanzie agli albergatori in un periodo nero come quello del Covid. Ma quasi tutti i soldi, oltre ventitré milioni di euro, se ne sono andati in “comunicazione”. Sono finiti cioè nelle casse di Mediaset,..

Tutti i nemici di Schifani

Dalla "A" di Angelini alla "T" di Tajani: il catalogo di politici e burocrati che il presidente non digerisce

Mille paure per un rimpasto

Schifani non va né avanti né indietro: i partiti lo tengono in pugno, l'azione di governo è paralizzata

C’è un altro mondo
a Palazzo delle Aquile

Anche lui ha ricevuto un’eredità pesante, un groviglio di inefficienza e guapperia, di populismo e inganno. Eppure Roberto Lagalla, da un anno sindaco di Palermo, non si è armato di fucile per la decimazione dei nemici, non ha reclutato gli arruffoni, non ha elargito consulenze da sessantamila euro l’anno ai suoi amici più cari, non ha fatto atto di sudditanza a Fratelli d’Italia, il partito dei vincitori, e non ha gridato, come un Brenno al fico d’India, “guai ai vinti”. Anzi quando si è posta la questione delle nomine, si è assunto la responsabilità di confermare al Teatro Massimo il sovrintendente Marco Betta, che era stato insediato lì da Leoluca Orlando. “Non condivido la logica dell’angelo sterminatore”, ha commentato nel corso di una intervista a Daniele Ditta, di Palermo Today...

Ma qui di Berlusconi
non resta quasi nulla

Ora che Silvio Berlusconi ha concluso il suo viaggio su questa terra, ora che Mediaset ha trasformato il funerale di Stato in una ascensione al cielo, ora che si sono spente anche luci del Duomo di Milano, quale insegnamento trarranno coloro che, soprattutto in Sicilia, governano in suo nome, che dicono di averlo avuto come amico e come leader, che promettono di restare per sempre fedeli ai suoi valori e alla sua idea di libertà? “La luce taglia le tenebre ma le tenebre non l’afferrano”, recita il Vangelo di Giovanni. Oggi, a otto mesi dall’elezioni, vi raccontiamo il fallimento simultaneo dell’Assemblea regionale e della giunta presieduta da Renato Schifani: due istituzioni che non riescono a formulare una proposta di riforma, che non hanno nemmeno un sussulto di indignazione. La questione..

Gerenza

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