Palermo infelicissima
Vademecum
per il sindaco che verrà
di Lorenzo Matassa
Eccoli lì, le loro facce in misura manifesto, a chiedere il voto per diventare Sindaco di Palermo. E accanto a quei visi - ritoccati dall'alterazione digitale - le tre parole che vorrebbero scolpire il loro programma politico e amministrativo. Slogan vuoti per sguardi spenti. Nessuno di loro che racconti un vero programma, un reale progetto, un'autentica aspirazione di una città futura. D'altronde, conoscono bene il popolo fruitore del messaggio e sanno che a nulla serve tutto questo, perché in politica conta solo quanti coglioni vanno alle urne. E, forse, sanno pure che - una volta insediatisi - a poco servirà il buon governo di una città che si manifesta indifferente ed ignava ad ogni nefandezza. Prova ne è nelle mille bare in attesa di sepoltura e nella pietà per i..