Vannacci le preferisce “senza”. Parla con Il Foglio, il generale “patriarcato”. È meglio sposare una donna con la gonna lunga o corta? “Meglio senza gonna”. In America incontrerà il vice di Trump, Vance? “Perché no?”. Lei è un antisemita? “Ho lavorato con gli israeliani nel mio passato, non ho motivo di essere antisemita”. M5s e Lega la pensano come lei sull’Ucraina e la Russia, vi ritroverete insieme? “FN è aperto a dialogare con chiunque si ritrovi all’interno delle linee rosse tracciate”. Ha contatti con il M5s? “Ho avuto contatti. A Strasburgo ho avuto uno scambio con Tridico insieme ad alcuni giornalisti”. Vannacci, di chi è servo? “Cavallo di Troia, razzista, misogino, omofobo… mi fanno pubblicità”. Avete capito cosa può accadere?

Se Meloni dovesse chiudere la porta a Futuro Nazionale, si potrebbe escludere un governo M5s-Avs-Lega-Fn? Ascoltate cosa dice Vannacci, quando gli chiedo se continua a sentire Salvini e se con Conte (che “non sa distinguere un carro armato da un tagliaerba” e che “non ha mai fatto il servizio militare”; è il vero rimprovero di Vannacci) si possa trovare un accordo. Sente ancora Salvini? “No, da quando ho lasciato la Lega, a parte il messaggio di auguri che gli ho mandato per il suo compleanno e che non ha avuto risposta. Io non ho problemi con nessuno e la mano sono stato io, a Cernobbio, a porgerla l’ultima volta”. Un giorno vi ritroverete con Lega e M5s? “Le intese si fanno su punti specifici e cronopianificati di un programma, non su intenzioni e pacche sulle spalle. Il ‘basta armi’ e risorse all’Ucraina è uno dei punti del nostro programma, associato al supporto negoziale della crisi. La pace non può essere pro-russa. Non ci sono condizioni migliori per la pace che adesso, ora! Non perdiamo altro tempo e non cediamo altro spazio ai russi”. Lo sa che parla come Conte? “Non so se Conte mi copi. Se lo fa, sono contento”. Gli ricordo che Conte è il premier capace di firmare i decreti sicurezza con Salvini e che non avrebbe problemi a prendere ripetizioni o darle o a offrire la sua competenza e sperimentare governi giallo-verdi-neri. Vannacci ne prende allora le distanze, sull’economia, sui conti, che in Italia è una sfumatura: “Per quanto riguarda il governo, visti i risultati da lui conseguiti e sintetizzabili in 160 miliardi di debiti, le ripetizioni preferisco prenderle da qualcun altro”.

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