Nella lista dei ‘cattivi’ di Gianni Riotta, editorialista di Repubblica, è finito anche il filosofo Maurizio Cacciari: il “recente guru no Greenpass”, come lo definisce Riotta, in un’intervista al Piccolo del 2014, si disse certo che sull’annessione della Crimea l’’UE fosse “incauta”, perché “Il Cremlino si fermerà””. La storia ha preso un’altra piega. Tanto basta, però, per riconoscere all’ex sindaco di Venezia l’appartenenza ai “Putinversteher”, neologismo tedesco – come spiega il giornalista – che indica “Chi si intende con Putin”, un intellettuale, giornalista, parlamentare, imprenditore pronto a sottolineare ragioni, interessi, personalità, meriti del presidente russo e, di converso, a scatenare geremiadi sulle colpe europee, americane, Nato”. “I “Putinversteher” – continua Riotta – sono attivi nel partito repubblicano Usa, guidati dall’ex presidente Trump che considera Putin “un genio”, come in Germania, con l’ex cancelliere Schroeder, lobbista Gazprom, che paragona l’offensiva di Mosca in Crimea ai pogrom in Jugoslavia. Anche in Italia, basta accendere la televisione, sfogliare un quotidiano, leggere un blog o studiare gli atti di un think tank, per imbattersi in colti, forbiti, suadenti “Putinversteher” nostrani, capaci di “capire” Putin e diffonderne le ragioni. Caratteristica peculiare del “Putinversteher” è, naturalmente, reagire con offesa veemenza se gli date del “putinista”, spiegando piccato che si tratta di non prender partito, di Realpolitik, interessi nazionali, mettendo invece sullo stesso piano aggressori e vittime, regimi e democrazia, falso e vero”.