Tra i cinque nuovi sottosegretari scelti dal Consiglio dei ministri ci sono due siciliani: Giampiero Cannella, uomo di Fratelli d’Italia e vicesindaco di Palermo, destinato al ministero della Cultura, e Massimo Dell’Utri, esponente di Noi Moderati in Sicilia, indicato per gli Esteri.
Nel caso di Cannella, la promozione ha un peso che va oltre il curriculum. Dentro Fratelli d’Italia è il primo segnale concreto recapitato all’isola dopo settimane di fibrillazioni, silenzi e resa dei conti. A spingere per il suo nome è stata l’area che fa capo a Ignazio La Russa e Giovanni Donzelli, cioè uno dei gangli più solidi del partito meloniano. Non è un caso che proprio Donzelli e Arianna Meloni siano attesi nell’isola il 27 aprile per un confronto con la base sul futuro della legislatura siciliana. La casella della Cultura, poi, è tutt’altro che marginale per un profilo che a Palermo ha costruito una parte rilevante della propria esperienza istituzionale proprio su deleghe legate agli eventi, al sistema museale e alle politiche culturali.
Più lineare, ma non meno significativa, la nomina di Massimo Dell’Utri. La sua approdo agli Esteri rafforza Noi Moderati e premia l’asse con Saverio Romano, che in queste ore ha letto la scelta come un riconoscimento al contributo dato dal partito alla tenuta del governo. Anche qui il dato politico è chiaro: nella redistribuzione degli spazi romani, la componente centrista che in Sicilia prova a ritagliarsi un ruolo autonomo porta a casa un posto di peso e lo fa nel ministero guidato da Antonio Tajani, cioè nel cuore di un equilibrio delicato dentro la coalizione.


