L’amico siciliano più intimo di Salvini che, forse e senza rendersene troppo conto, si è quasi trasformato in Salvini: stiamo parlando di Vincenzo Figuccia, ex assessore all’Energia della giunta Musumeci, la cui avventura al governo è tramontata dalla sera alla mattina. Colpa di un giudizio affrettato su Gianfranco Micciché, appena eletto presidente dell’Ars, e sugli stipendi d’oro, battaglia portata avanti sin dall’insediamento senza accettare suggerimenti dall’esterno, senza chiedere all’Udc (il suo ex partito) o al resto della maggioranza quale fosse la “linea”. E così arrivarono le dimissioni. Al suo posto Pierobon, il veneto che è da poco diventato consigliere del Ministro dell’Ambiente grillino, il maresciallo Costa.

Abbandonato dallo scudocrociato sulla riva del fiume, Figuccia ha provato a rifarsi una verginità. Con la Lega, che formalmente non l’ha ancora accolto. Ma il segno più tangibile della vicinanza al Carroccio, alle sue idee e al leader maximo Salvini è arrivata lo scorso giugno, quando Figuccia fu il cerimoniere dell’incontro fra il ministro dell’Interno e il governatore Musumeci al porto di Pozzallo. Un pranzo a base di pesce, tutti descamisados, a margine della visita di Matteo all’hotspot di prima accoglienza. Ci sarebbe stato meglio lui a Pontida, che non l’attuale presidente della Regione Sicilia.

L’influenza di Figuccia per lo sparuto numero di siciliani che ama Salvini (lo dicono le percentuali poco bulgare delle ultime Amministrative) è forse più alta di quella di Rizzotto, unico rappresentante leghista in Assemblea regionale. Figuccia infiamma il popolo, promuove battaglie, riafferma l’etica sempre e comunque. Al di là di ogni logica, di ogni ragionamento, e sulla scia del tanto decantato populismo. La sua ultima uscita social, mezzo su cui va specializzandosi seguendo il “maestro”, è quella sui vitalizi: “Una battaglia sociale per una più equa distribuzione della ricchezza. Non è ammissibile che tutti quei soldi vadano nelle tasche di 300 persone. Vediamo chi mi seguirà in questa battaglia” sostiene Figuccia.

Di battaglie il 43enne deputato ne ha già fatte tante. Lui insieme alla sua famiglia, coinvolta in numerosi consigli comunali e amministrazioni. Figuccia, da esponente di Forza Italia, fu il primo ad appoggiare la candidatura di Musumeci. Una volta passato all’Udc, fu il primo (o uno dei primi) a mettersi di traverso. Rinunciando a un incarico importante (l’assessorato ai Rifiuti, anche se lui avrebbe preferito Welfare e Lavoro). Adesso strizza l’occhio alla Lega e alla pancia del popolo. Con o senza Carroccio, non è uno che si arrende.