Voto o non voto. Se penso alla spocchia di Giusy Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Nordio, mi chiudo a casa fino a lunedì sera. Cane non mangia cane, si diceva una volta. Ma la magistrata Bartolozzi, per raccattare un Sì alla separazione delle carriere, non ha esitato a sfregiare l’immagine dei suoi colleghi, tutti inclusi e nessuno escluso. Come lei – o peggio di lei, scegliete voi – il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, teste d’ariete della campagna per il No. Arrogante e minaccioso, ha finito per legittimare i pregiudizi di chi vede nell’ufficio del pubblico ministero uno strapotere che non paga mai pegno. Peccato. Il referendum poteva essere una buona occasione per affrontare i problemi della giustizia. Una casta di magistrati, ammanigliati con la politica, l’ha trasformato in uno spettacolo disgustoso. Per fortuna tra poche ore cala il sipario.


