Elvira Amata rinviata a giudizio, Marcella Cannariato condannata a due anni e sei mesi per corruzione. Come riportato da Live Sicilia, è questa la decisione del Gup sulla vicenda relativa alla gestione dei fondi dell’assessorato regionale al Turismo, intrecciata all’inchiesta sui finanziamenti legati alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana.
Il giudice ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri Felice De Benedittis e Andrea Fusco. Secondo l’accusa, tra l’assessora di Fratelli d’Italia e l’imprenditrice Marcella Cannariato sarebbe stato stretto un patto corruttivo. Le due imputate hanno scelto riti diversi: abbreviato per Cannariato, ordinario per Amata.
L’inchiesta è la stessa che coinvolge anche il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Amata si sarebbe fatta promettere e poi garantire da Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker srl, l’assunzione del nipote e il pagamento dell’alloggio del ragazzo durante il periodo di lavoro a Palermo. In cambio, l’assessora avrebbe finanziato con 30 mila euro la manifestazione “Donna, Economia e Potere”, promossa dalla fondazione Marisa Bellisario, di cui Cannariato era referente regionale.
Nel corso dell’interrogatorio, Amata aveva ammesso di avere chiesto a Cannariato di aiutare il nipote, spiegando che il giovane stava attraversando un momento particolarmente difficile dopo un grave lutto familiare. La difesa delle due imputate ha sempre escluso l’esistenza di un accordo corruttivo. Il gup, però, ha ritenuto fondata la tesi della procura. Per Amata il processo comincerà il 7 settembre.


