Erano mesi che a Salvini non gli riusciva di azzeccare la cosa giusta, e per questo adesso bisogna dire una cosa che nessuno ha il coraggio di dire: Matteo è un perseguitato. Non nel senso vago e generico in cui lo sono tutti i politici italiani, ma in senso proprio, documentato, quasi commovente. Ce l’hanno tutti con lui. A cominciare da Vladimir Putin. A cominciare dalla Russia che evidentemente lo ha in uggia, e lo boicotta. Sì, Putin boicotta Salvini. Avete capito bene. È chiaro. Lo stesso Putin delle foto sorridenti, delle magliette indossate sulla Piazza Rossa, delle dichiarazioni di stima, ha mandato il suo Solovyev ad attaccare Giorgia Meloni in televisione, e ieri di nuovo tutti gli italiani, con un repertorio di insulti alla presidente del Consiglio che avrebbe imbarazzato un ultrà del Catania negli anni Ottanta. E soprattutto lo ha fatto con la noncuranza di chi non sa, o non ricorda, che da qualche parte in Italia, nel governo di Meloni, esiste un suo grande ammiratore padano che stava cercando di vendere il gas russo come proposta politica. Uno che, insomma, stava facendo spontaneamente, diremmo quasi allegramente, insomma zuzzurellando come sempre, il lavoro che a Mosca avrebbe fatto comodo. Continua su ilfoglio.it