Federico Basile vede il traguardo e, a Messina, Sud chiama Nord prepara la festa. La quarta proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai consolida il vantaggio del sindaco uscente, che sale al 55,6% e si avvia verso la riconferma al primo turno. Alle sue spalle resta molto distante il candidato del centrodestra unito, Marcello Scurria, sceso al 27,8%, mentre Antonella Russo, sostenuta dal centrosinistra, si ferma al 14%. Il dato politico è già netto: Messina si conferma la roccaforte del movimento di Cateno De Luca. Basile non solo respinge l’assalto del centrodestra, ma lo batte nuovamente anche nella versione compatta, confermando la forza di Sud chiama Nord nella città in cui il progetto politico del leader di Taormina ha costruito la propria base più solida.

Arrivano intanto anche le prime proiezioni sulle liste. Sempre secondo il Consorzio Opinio Italia per la Rai, con una copertura del campione del 35%, Sud chiama Nord è al 12,3%, davanti al Pd, dato al 10%. Seguono Basile sindaco al 9,3%, Fratelli d’Italia all’8,5%, Federico per Messina al 7,1%, Messina protagonista al 6,5%, Amo Messina al 6,4%, Popolari autonomisti-Grande Sicilia al 6%, Scurria sindaco al 5,3%, Lega al 4,8%, De Luca sindaco di Sicilia al 4,3%. Le altre liste valgono complessivamente il 19,5%.

Il primo commento, sui social, porta la firma di Cateno De Luca: “Ha vinto un monocolore. Unico caso di monocolore civico e autonomista. Per la terza volta riusciamo a vincere: nel 2018 e nelle due successive sindacature di Federico Basile. Abbiamo spaccato il centrodestra. Stiamo scrivendo una bella pagina di storia. L’esito di queste elezioni porterà la Sicilia al voto anticipato, è un test su tre capoluoghi di provincia e centri importanti”.

Anche a Enna appare netto il vantaggio di Mirelo Crisafulli, che sfiora il 65% che stacca di trenta punti Ezio De Rose, candidato del centrodestra. Nel comitato del Barone Rosso è già festa. A chi gli chiede se si aspettasse un margine così ampio, Crisafulli risponde senza sorpresa: «Sì, anzi mi aspettavo di meglio. È stato tale il disastro che hanno lasciato questi signori del centrodestra che era evidente che avremmo avuto questo risultato. Ora si costruisce il futuro, abbiamo una grande squadra».

Anche ad Agrigento il centrodestra ha rischiato il tracollo al primo turno: il candidato di Pd, M5s e Controcorrente, Michele Sodano, è arrivato a una manciata di voti dal 40%. Alle sue spalle i due candidati del centrodestra: Alonge, sostenuto (fra gli altri) da Fratelli d’Italia e Forza Italia, si ferma al 33%, mentre Luigi Gentile, sostenuto dalla Lega di Salvini e della Dc, si attesta intorno al 14%.

A Raffadali, piccolo comune dell’Agrigentino regno della famiglia Cuffaro, si impone Ida, la nipote di Totò, con percentuali bulgare. A Marsala è avanti la civica Andreana Patti, sostenuta anche dal Pd, che gravita intorno al 48% e supera i due competitor di centrodestra (l’uscente Massimo Grillo e la decana Giulia Adamo). A Ribera si impone Carmelo Pace, già capogruppo della Democrazia Cristiana all’Ars e indagato nell’inchiesta che ha portato al patteggiamento di Cuffaro a tre anni di servizi sociali.

In Sicilia l’affluenza alle Comunali, che hanno coinvolto 71 centri e circa 970 mila elettori, si è fermata al 58,79%. Complessivamente si sono recati alle urne 546.498 votanti. Nei tre capoluoghi chiamati al voto, il dato più alto si registra a Messina, dove ha votato il 61,93%, con un incremento di 6,37 punti rispetto alla precedente tornata. Ad Agrigento l’affluenza si è attestata al 59,19%, in calo di 3,80 punti, mentre a Enna ha votato il 61,89%, con una flessione più contenuta, pari a 1,01 punti. Tra i centri maggiori, Marsala registra un’affluenza del 62,58%, in lieve aumento rispetto al passato (+0,94%).