Anche il rinnovamento è diventata una parola vuota. Gli scandali hanno raso al suolo il vecchio dizionario della politica siciliana. Crolla la liturgia che ha consentito ai partiti di vivacchiare, ai governi di tirare a campare e ai corrotti di rubare. Giaculatorie come verifica o conclave sono diventate inutili. Oggi però è comparsa una parola nuova, capace di riaccendere fiducia e speranza. L’ha tirata fuori – con coraggio, bisogna dirlo – Giorgio Mulè, vice presidente della Camera. Ha detto che per recuperare credibilità ed evitare la disfatta occorre “un’azione immediata di risanamento etico e di rinascimento politico che io per primo voglio condurre mettendomi, come ho già fatto, totalmente a disposizione di Forza Italia e del centrodestra”. C’è un elettorato da curare e una intransigenza da attivare. La parola chiave è risanamento. Tutto il resto è fuffa.


