Quando le armi tacciono e si ricomincia a trattare, il sollievo dovrebbe essere di tutti. Tanto più che da quel che vediamo la guerra si conferma come lo strumento più inadatto a risolvere alla radice dispute e tensioni. Il problema è che molti, a Ovest e a Est, non ne sono affatto convinti e continuano a illudere se stessi e altri circa il potere taumaturgico di conflitti armati. Dopo un po’ però, come avviene di solito, l’illusione svanisce, scalzata dalla realtà.

Non è certo che il presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, segua il filo di questo semplice ragionamento. L’intesa annunciata ieri sera da Washington e Teheran per un’interruzione delle ostilità e l’avvio di un negoziato sui (molti) punti ancora controversi potrebbe essere, in teoria, un’occasione per riconoscere l’ampio divario tra il miraggio dell’annientamento del nemico e la sua effettiva capacità di resistere anche sotto colpi durissimi. Ma nessuno coglierà quell’occasione, perché ogni attore preferirà invece sventolare con orgoglio la bandiera della propria vittoria. Insomma, nella confusione e nel sollievo avranno vinto tutti. È proprio così? Continua su Huffington Post