Dopo giorni di dissidi, la crisi migratoria di Ceuta compatta il centrodestra italiano e consente a Giorgia Meloni di riacquistare posizioni nella schiera delle destre europee. Appena ha saputo delle migliaia di migranti che stavano arrivando a nuoto nell’enclave spagnola in Marocco ha colto l’occasione: “Valutiamo di sospendere Schengen con la Spagna”. Una fuga in avanti complicata che si sposa bene con le ultime manovre del governo. Con l’accelerata sulla sicurezza che Meloni ha impresso per provare ad arrestare la corsa di Roberto Vannacci.
Dopo aver sbandierato ai quattro venti l’ipotesi di sospensione di Schengen, sebbene uno stato Ue non possa unilateralmente sospendere un altro dal trattato, tornare indietro sarebbe stato difficile. Nella ricerca di un’exit strategy, per tutta la giornata si sono seguite riunioni e telefonate tra Palazzo Chigi e il Viminale, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto il Comitato sulla sicurezza delle frontiere, è ha preso una decisione: “Chiuse le frontiere marittime e aeree con la Spagna”. Ufficialmente viene fatta passare come la sospensione di Schengen. Tradotto, spiegano fonti ben istituzionali a HuffPost, significa che “verranno ripristrinati i controlli negli aeroporti” e nei porti. In più sarà rafforzata la frontiera tra Italia e Francia. La premier ha rivendicato questa scelta definendola “una misura straordinaria per tutelare la sicurezza nazionale”: La ripartenza dei controlli negli aeroporti e nei porti per chi arriva dalla Spagna, ha continuato, “sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”. Eppure, secondo fonti del ministero dell’Interno spagnolo quasi tutti i migranti arrivati a Ceuta sono rientrati in Marocco. E soprattutto Ceuta si trova dall’altra parte dello Stretto di Gibilterra. Le possibilità che i migranti possano arrivare nella Spagna continentale e da lì muoversi in Europa sono vicine allo zero. Nonostante ciò sono state adottate, per ora solo dall’Italia, misure che più che rispondere a un’esigenza concreta parlano alla pancia degli elettori. E servono a perfezionare la costruzione del nemico.


