Panico, hanno vinto i nazisti. Calma, La Sassonia Anhalt conta 2 milioni e rotti di abitanti, un quarantesimo della popolazione tedesca. È una regione abitata da anziani, età media quasi italiana, 47 anni e 2 mesi. Centinaia di migliaia di giovani sono andati a cercar fortuna in altri Lander. Reddito pro capite in Sassonia 42,500 euro, reddito medio tedesco tra i 51mila e 59mila l’anno. I salari sono più bassi di un 11,4%. La Sassonia Anhalt non si è mai sentita prussiana, né vicina a Monaco di Baviera né a Bonn. Un’isola separata nel mare germanico. Parte degli anziani rimpiange la Germania Democratica, quella che c’era prima che cadesse il muro. Il trionfatore, Urlich Siegmund, è uomo di Putin. Volete che la dica altrimenti? Uno dei tanti convinti che la guerra in Ucraina l’abbia voluta l’Europa e che Putin sia un pacifista. Propone che vengano i cacciati i migranti. Non quelli che si trova fra i piedi, che sono ucraini e fanno i tassisti, o siriani che lavorano negli ospedali. No, vuole la testa del migrante inesistente, simbolo del decadimento tedesco, della razza pura che si sarebbe avariata. Sentimenti che le brave famiglie della Sassonia trovano sensati. Perché quei migranti di certo altrove stupreranno, ruberanno e chissà che altro. Forse gli sembra ragionevole anche che i bambini con handicap frequentino classi speciali, lontano dai “normali”. Segregazione, ma a fin di bene.
Naturalmente il voto di ieri è stato anche un enorme “vaffa” al cancelliere Merz e al suo partito. Se lo merita! Da anni, per frenare le destre, inseguiva le destre. Il riarmo solo tedesco, per strizzare l’occhio ai nazionalisti nostalgici. Il flirt con Meloni per indurire la mascella di fronte ai migranti. L’appoggio all’Ucraina dichiarato, ma poi intelligence e sicurezza non sanno proteggere l’aeroporto della vicina Lipsia da droni esplosivi portati lì da un russo maldestro e un bielorusso con visto turistico italiano. Chi monta la maionese della paura e dello sconcerto, forse vuole che “Giorgia” si allei col Generale per vincere le elezioni. Certo tenta di impedire che la sinistra si svegli. Che dica, a chiare lettere: né Trump, né Netanyahu, né Putin. Che spieghi perché i migranti servano. Fanno lavori che rifiutiamo, spesso socialmente utili. E i loro crimini sono colpa, in primo luogo, di chi li ghettizza, li lascia in mano alla criminalità organizzata e poi si fabbrica voti speculando sulla paura. Sarebbe tempo di dire: siamo tutti europei! Perché non possiamo più essere colonialisti francesi o inglesi, non tedeschi che hanno scatenato due guerre civili nel continente, alla fine pagando con 3 milioni di soldati nei campi di detenzione, 12 – 14 milioni di profughi e la perdita del 25% della terra. Né italiani che hanno cambiato alleanze tante volte da consegnarsi, alla fine, ai nazisti e ai loro crimini contro l’umanità. E lo siamo, europei, con orgoglio. Perché l’Europa mise fine alle guerre di religione, trattato di Westfalia. L’Europa ospita il Tribunale Penale Internazionale, che ha incriminato Putin e Netanyahu. L’Europa vieta pena di morte e tortura, celebra unioni tra cittadini dello stesso sesso, spende per la sanità pubblica, anche se poi i privati si mangiano parte della torta e lasciano chi si deve curare in fila d’attesa.
Ci diranno di indossare mutande di lamiera. E più seguiremo il consiglio, meno saremo capaci di spiegare, di convincere, di toglier voti ai tanti Ulrich Siegmund. Che, a proposito, è anche un “compagno No Vax”, uno di quei cretini irretiti dai guru che propongono costosi beveroni contro il cancro e chissà quale vitamina contro difterite o morbillo. Ed è pure uno che mastica di economia, naturalmente economia alternativa. Come quella del professor Alberto Bagnai, che faceva il fenomeno con gli studenti di sinistra, ora è senatore della Lega e ha scritto “Il Tramonto dell’Euro”. Peccato che la moneta europea stia meno peggio del dollaro, da cui è cominciata la fuga. Sono gente come noi, i nazisti vincitori in Sassonia. Con la pancia piena di integratori alimentari che costano una fortuna, con i bambini biondi affidati alla famiglia, che viene prima della scuola, soprattutto di quella pubblica. Ce ne libereremo ritrovando noi stessi, dicendo la verità, vincendo la paura.
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Tratto da Facebook


