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Costantino Muscarà

Il tempo sospeso dell’Ars: scattano le vacanze di Pasqua

“La seduta è convocata per martedì prossimo. Porgo a voi tutti un augurio di buona Pasqua”. Così la presidente (supplente) dell’Assemblea regionale, Angela Foti (nella foto), ha congedato i pochi deputati accorsi a Sala d’Ercole. Per una giornata di lavoro resa infruttuosa dall’assenza di alcuni membri del governo, ma soprattutto dalla carenza di norme da approvare. Alla trattazione (rinviata) di una legge voto da proporre al parlamento nazionale, è seguito qualche intervento sull’ordine dei lavori, fino alla critica di Nello Dipasquale, deputato del Pd, per non aver ancora visionato una bozza di Finanziaria “a 18 giorni dalla fine dell’esercizio provvisorio”. L’Assemblea resta paralizzata. L’attività dei deputati sospesa. Per almeno tre ordini di ragioni. Senza contare che Musumeci, Micciché e alcuni assessori sono in giro per l’Italia (prima alla Bit e..

Di Iene e di Sardine. La politica ha solo fame di spettacolo

Sembra che l’unico passaporto per fare politica sia diventato lo showbiz. Se vuoi sbarcare in parlamento non ti chiedono che formazione hai avuto o che università hai frequentato. Tanto meno di sfogliare il curriculum per capire di cosa sei capace. No. Basta aver fatto la Iena. O un film. O entrambi. Come accaduto a Ismaele La Vardera, che nel 2017 si fece beffe di politici e partiti, tramutando la sua candidatura a sindaco di Palermo - dove prese poco più del 2% - in un’imperiosa sceneggiatura da cinema, per la verità senza grossi colpi a effetto (al netto del boss che arrivò ad offrirgli 300 voti a 30 euro l’uno). ‘Il sindaco, italian politics for dummies’ si è trasformato in uno sputtanamento complessivo nei confronti della malapolitica, impegnata da sempre..

Solo avanspettacolo. ‘A mossa di Orlando non salva i teatri

La mossa di destinare 2,9 milioni al Teatro Biondo e al Teatro Massimo, allo scopo di salvarli da un fallimento certo, è solo una mossa, appunto. Da avanspettacolo. La carta della disperazione per dire di aver fatto qualcosa, magari conquistando qualche applauso della claque o di chi crede davvero che Palermo è culturalmente risorta sotto la guida del suo professore. Ma Orlando sa bene che i suoi propositi, buoni e furbi al contempo, sbattono su uno scoglio: il Consiglio comunale. Quel luogo dove ha aleggiato a lungo lo spettro della sfiducia e dove il sindaco, ormai da mesi, non gode della maggioranza né di uno straccio di considerazione. Perché una parte dei tre milioni destinati ai teatri, la maggior parte (tranne il mezzo milione incassato con la tassa di soggiorno,..

Palermo. Ci libererà la donna che viene dall’Ucciardone

Visti gli imbuti che si creano all’uscita di Palermo, o sul ponte Corleone, grazie a un piano della viabilità che non contempla “altro dio al di fuori del tram”, non c’è dubbio: Rita Barbera è il sindaco giusto. Per dirigere il traffico all’interno di questa città che Leoluca Orlando ha reso un grande Ucciardone. E chi meglio della donna che l’Ucciardone, quello vero, l’ha diretto sul serio? “Sono stata cinque anni al Pagliarelli e otto all’Ucciardone. Un carcere è un microcosmo con le stesse contraddizioni di una città”, ha detto, senza ironia, a Repubblica. La Barbera è in campo con un gruppo di 200 cittadini al seguito. Non le basteranno per vincere, ma per iscriversi alle trattative, quello sì: “Proporsi al centrosinistra? E’ quello il mio orizzonte politico”, sostiene la..

A chi l’ospedale? A noi. La riffa elettorale di Re Ruggero

Per Margherita La Rocca Ruvolo, presidente agrigentina della commissione Salute, l’assessore Razza ha mantenuto le promesse (“Sorgeranno tre case di comunità a Cattolica Eraclea, Cammarata e Raffadali”, esulta). Per Antonello Cracolici, deputato palermitano del Pd, assolutamente no (“Le nostre indicazioni non sono state recepite”). La missione 6 del Pnrr, quella relativa agli investimenti per la sanità – in Sicilia pioveranno 800 milioni circa – rischia di trasformarsi in una guerra fra campanili. In una gara di testate fra province alfa. In una riffa che non tiene conto delle reali esigenze del territorio, ma solo degli interessi scrupolosi dei deputati (e degli assessori) che aspirano a raccogliere qualche consenso in più grazie alla localizzazione di case e ospedali di comunità all’interno del proprio recinto elettorale. Ne parlano come fosse una rivoluzione...

Scandalo Ast. La Regione sapeva e si girava dall’altra parte

Questo appartiene a Tizio, quell’altro a Caio, quell’altro ancora a Sempronio. Ormai sembra chiaro lo scopo delle partecipate regionali. Creare Consigli d’Amministrazione che rispettino i colori e gli equilibri dell’esecutivo di turno. Tutti sanno chi sono, perché – fondamentalmente – sono sempre gli stessi. All’Ast, l’azienda trasporti siciliana messa a soqquadro da un’inchiesta per corruzione e truffa, qualche settimana fa è stato nominato presidente del Cda Santo Castiglione. Catanese, già assessore nel comune etneo e, soprattutto, ex presidente dell’autorità portuale dal 2004 al 2012. Segni particolari: autonomista. Legato, cioè, al partito di Raffaele Lombardo. Ha preso il posto di Gaetano Tafuri, anch’egli catanese e ‘lombardiano’ doc, che l’inchiesta della Guardia di Finanza ha interdetto dai pubblici uffici per un anno. Al fianco del neo-presidente Castiglione compaiono due volti noti (che..

La sanità di Re Ruggero ha il suo inferno a Villa Sofia

Pazienti che arrivano e medici che vorrebbero andar via. Nonostante i lavori d’ampliamento celebrati su Facebook dal coordinatore della struttura tecnica anti-Covid, Tuccio D’Urso, il pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia resta un inferno. Per i sanitari i turni sono massacranti, ma per i pazienti è anche peggio: costretti ad attendere sulla barella per ore prima di essere presi in carico. Questo è il risultato di uno schema a fisarmonica che ha smesso di dare i suoi frutti. Di una sanità extra Covid gestita coi piedi e ridotta sul lastrico, a metà fra il sovrumano e l’indegno. Villa Sofia è l’unico ospedale non trasformato in presidio Covid, per questo risente di un flusso enorme di accessi. Ma i medici sono appena tredici, rispetto a una dotazione organica che ne prevede 31...

Misteri e piaceri. Il gioco elettorale di Re Ruggero

La Regione sembra aver deciso: stabilizziamo. Innanzi tutto i precari Covid, che hanno trascorso gli ultimi due anni in trincea e ora meriterebbero un premio per il loro sacrificio. L’assessore Razza, dopo aver sbarrato le porte (almeno) agli amministrativi, invocando provvedimenti nazionali, in questi giorni ci ha ripensato. E accogliendo un paio di ordini del giorno in aula, all’Ars, ha garantito che “l’obiettivo è quello di arrivare alla fine di quest’anno salvaguardando l’impianto attuale”. Cioè mantenendo in organico 9 mila figure che vanno in scadenza il 31 marzo, con la fine dello stato d’emergenza. Evidentemente servirà una legge ad hoc da parte del governo nazionale per autorizzare la spesa, o la Regione potrebbe ritrovarsi sul groppone 9 mila bocche da sfamare (più famiglie). E’ nell’interesse della Regione, ancor prima che..

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