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Costantino Muscarà

Un balilla di assessore

La Cgil racconta l'incontro fra Manlio Messina e la Foss. "Li ha minacciati di chiudere il teatro..."

Musumeci ha fatto della giunta un monocolore elettorale

S’era detto fiducioso nell’unità del centrodestra, Nello Musumeci. Allontanando, così, possibili divisioni: “Nessuna contesa - aveva chiarito dal palco di Fratelli d’Italia, a Milano, durante l’Assemblea programmatica del partito -, c'è soltanto la necessità di fare chiarezza. Sono convinto che i leader delle forze politiche del centrodestra troveranno le ragioni che uniscono”. Oltre alla buona volontà dei leader nazionali, però, servirebbe anche la sua. Invece la mossa sperimentata ieri – cioè la nomina di un suo fedelissimo, Alessandro Aricò, alla guida dell’assessorato alla Formazione professionale – è la pietra tombale sui rapporti col resto della coalizione. E la conferma spietata che Musumeci non ha alcun tipo d’interesse a trovare “le ragioni che uniscono”. Bensì a coltivare i propri, di interessi. La sua giunta è ormai monocolore: ad eccezione di Scavone,..

E il Balilla Messina
spende e spande
sul red carpet di Cannes

Le fotografie scattate su dodici set cinematografici ambientati in Sicilia – da Il Gattopardo di Luchino Visconti alla Malèna di Giuseppe Tornatore - che finiranno esposte all’interno di una mostra da 2,2 milioni, sono l’ultimo specchietto per le allodole pensato dal prode assessore di Fratelli d’Italia, Manlio Messina. Il cavaliere del suca, passato alla storia per le panzane sul Covid, per aver ritratto l’ex premier Conte con le manette, per le parolacce ai giornali e ai detrattori, per aver rischiato una mozione di censura da parte della sua stessa maggioranza (dopo le accuse a un sindaco sui social), e per aver “congelato” l’Orchestra Sinfonica Siciliana nella gestione commissariale, ecco, quel Manlio Messina lì, si è arrogato il privilegio di spendere una montagna di soldi mentre a palazzo dei Normanni si..

Spiazzati e rimpiazzati
dopo l’accordo
sul professor Lagalla

Il primo a finire in soffitta è lo slogan di Ciccio Cascio: “Ne avrò cura”. Ora che il medico è fuori dalla partita, o comunque più defilato, chi potrà sanare le ferite di Palermo? L’unico che non ha pagato pegno alla sfiga collettiva generata dal teatrino di questi giorni, è il professor Lagalla, rimasto in sella dall’inizio alla fine. Seppur con qualche turbolenza. Gli altri – chi più chi meno – sono stati spazzati via assieme ai manifesti elettorali già affissi. Saranno costretti a un nuovo viaggio in tipografia tutti quelli che - aspiranti consiglieri - avevano fatto puntellare il proprio nome di fianco a ‘Cascio sindaco’. Ma anche Totò Lentini dovrà rimuovere la scritta ‘sindaco’ dal manifesto elettorale: tutt’al più rimane ‘Alleanza per Palermo’, il nome della sua lista...

La disperazione di Musumeci in un sondaggio col trucco

A volte le parole sono importanti. Ma è il modo in cui le assembli che fa la differenza. L’ultima cartuccia con cui Nello Musumeci, venerdì pomeriggio, si è presentato in casa della Meloni, all’assemblea programmatica di Fratelli d’Italia (in corso a Milano), era un sondaggio realizzato da Youtrend, rilanciato da alcune agenzie di stampa e, sui social, da Ignazio La Russa. Da cui si evince che, nella coalizione di centrodestra, il governatore uscente sarebbe il candidato ‘preferito’ per il 72% degli intervistati. Che mettono al secondo posto un laconico “non so” con il 17%. E al terzo Stancanelli col 4. Il campione è costituito da 807 persone residenti in Sicilia, intervistate fra il 19 e il 21 aprile. C’è un’altra parte di questo sondaggio persino più equivoca. Alla domanda “Secondo lei,..

Scoma e Germanà. Ecco la storia di due gemelli perdenti

Francesco Scoma e Nino Germanà sono due facce della stessa medaglia. Due parlamentari della Repubblica che nel corso dell’ultima legislatura hanno lasciato la casa madre – Forza Italia – per finire alla Lega, ma entrambi incapaci di valorizzare la dote ereditata (dai padri) e un bacino elettorale assai generoso (in passato). Scoma e Germanà sono stati prima illusi poi “risucchiati”. Hanno infranto il sogno di una vita in dinamiche più grandi di loro, che hanno finito per travolgerli. Partiamo da Ciccio Scoma: già vicesindaco di Palermo ai tempi di Diego Cammarata, negli ultimi tempi è stato protagonista di un triplo carpiato: da Forza Italia, abbandonata per alcune incomprensioni con il commissario Gianfranco Micciché (che non si sentì di promettergli la poltrona da sindaco di Palermo con tanto anticipo), a Italia Viva, il..

L’impero della fuffa. S’avanza l’ipotesi di elezioni anticipate

L’impero della fuffa nasce da un’intervista di Ignazio La Russa a Repubblica e si propaga. “Ci sta pensando”. Il soggetto è Nello Musumeci. Il pensiero? Dimettersi e mandare tutti a casa. Il presidente della Regione è talmente posseduto dal demone della sua ricandidatura che sarebbe pronto a sbaraccare tutto per accelerare il ritorno al voto. Un tentativo per mettere gli alleati – che non lo vogliono – con le spalle al muro. E, in parte, per togliere un po’ di tempo anche al centrosinistra, che si avvicina comodamente verso le primarie di inizio luglio. Ma è più la prima, per la verità. La sbronza del Vinitaly, da intendere in senso lato, è stato un ulteriore elemento di chiarezza nel centrodestra. Ci sono (almeno) due anime, e questo non sembrano disposte..

Ma il Giro di Sicilia serve solo alla politica dei taglianastri

Ogni anno lo stesso refrain: “Grazie a queste manifestazioni valorizziamo ulteriormente piccoli e grandi centri della Sicilia, facendo apprezzare la nostra regione in tutto il mondo. Continuiamo, anche attraverso eventi internazionali come questo, a promuovere le bellezze storiche, architettoniche e paesaggistiche di questa terra, ricca di “tesori” racchiusi tra mare e aree interne, per dare impulso all’economia turistica e al suo indotto”. Le parole di Nello Musumeci alla vigilia del Giro di Sicilia - giunto alla quarta edizione consecutiva dopo quarant’anni di stop, 662 km per 10 mila metri di dislivello (con arrivo finale sull’Etna) - sembrano confermare la bontà dell’iniziativa, figlia di un accordo (assai costoso) fra la Regione Siciliana e il gruppo Rcs Sport di Urbano Cairo. Ma i milioni messi in campo dal governo regionale, con in testa l’assessore Manlio Messina, rischiano..

Gerenza

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