Sezioni Tematiche

Mattia Feltri per l'Huffington Post

Il governo di destra finisce qui
L’alleanza è ormai una finzione

La nascita del partito di Roberto Vannacci stabilisce la fine del governo di destra. Si andrà avanti ancora qualche mese, quanti non si sa, a quale prezzo nemmeno. La competizione è aperta e il generale va alla ricerca dei voti che una coalizione partita rivoluzionaria e finita mainstream, sempre allineata alle volontà contabili dell’Unione europea e dei mercati (fortunatamente), lascia in preda ai nuovi avventurieri. Ci si stupisce che all’atto fondativo di Futuro Nazionale non sfilino muscoli tatuati sotto camicie nere, ma signori incravattati di mezza età. In effetti in Italia chi porta muscoli tatuati sotto le camicie nere può forse animare una recita di piazza a braccia tese, ma il casino populista italiano - e non solo in Italia - porta da qualche decennio la firma del ceto medio,..

Bizzarro il governo che dice sì a Orban e no a Buttafuoco

Con tutte le grane che abbiamo, giovedì non si sono trovati lo spazio e il tempo adeguati per dettagliare sul millesimo capriccio del premier ungherese, Viktor Orbán, di nuovo contrario al prestito di novanta miliardi per l’Ucraina. Di nuovo perché Orbán, insieme con gli amici cechi e slovacchi, s’era già opposto al prestito il giorno in cui venne stabilito, lo scorso dicembre, e poi acconsentì soltanto quando fu concesso a lui e alla sua coppia di sodali di non partecipare né al rimborso né agli interessi sul debito. Giovedì si trattava - nella labirintica burocrazia europea - di approvare la modifica del Quadro finanziario pluriennale e farci entrare il prestito. Un passaggio formale, ma Orbán, stavolta in orgogliosa e sfrontata solitudine, e senza l’incomodo di allegare una spiegazione, al di..

Il sergente Meloni ricerca un comandante fra Ue e Usa

Stamattina dunque non sappiamo bene se l’Italia è un robusto Paese del Nord Africa, un Paese marginale dell’Unione europea o un Paese che valuta l’annessione agli Stati Uniti. La si mette un po’ sul ridere, fedeli alla biografia filosofica della Patria secondo cui oggi si sta a prua perché domani si starà a poppa. Infatti non si è ancora capito se 1) Giorgia Meloni sta con Friedrich Merz. 2) Giorgia Meloni sta con Donald Trump. X) Ammuina. Per chi fosse in pausa di un paio di giorni: la nostra presidente del Consiglio, ieri e venerdì, mentre tutto il mondo era a Monaco per la Conferenza sulla sicurezza, mentre il cancelliere Merz riconsiderava i suoi rapporti con Trump e il trumpismo, e annunciava l’avvio di un confronto con la Francia sulla..

La Forza Italia di Tajani
E la rivoluzione illiberale

Silvio Berlusconi prometteva la rivoluzione liberale ma non poteva farla per due motivi: gli italiani non sono liberali e non lo era neanche lui. Poi ce ne sarebbe un terzo, che nessuno sa bene come si fa una rivoluzione liberale e che cosa comporterebbe, ma qui andiamo negli spazi inesplorati della politologia utopica. Per restare a Berlusconi, la sua idea di liberalismo, ovvero di un mondo in cui lo Stato arretra quanto può per cedere spazio alla libertà dei cittadini, si riduceva all’idea di non chiedere il permesso al governo o al Parlamento se voleva trasmettere in diretta su tutto il territorio nazionale, se voleva comprare giornali (non all’edicola), se venivano definiti conflittuali interessi che lui trovava invece armonici. Berlusconi era sensibile al liberalismo per sé stesso, e infatti fece..

Trump ci lascia ai margini
perché l’Europa è marginale

In un intervento sulla Süddeutsche Zeitung, ripreso questa mattina dalla Repubblica, il filosofo Jürgen Habermas rimprovera i governi occidentali di non aver compreso quanto fosse vitale risolvere il conflitto in Ucraina entro la presidenza di Joe Biden. Le corrispondenze ideali e di affari fra Donald Trump e Vladimir Putin stanno accelerando un processo, in corso da un paio di decenni almeno, in Italia anche di più, di smantellamento delle democrazie liberali, rappresentative e parlamentari. Si stanno tutte trasformando in autocrazie e quella di Putin è il modello, già imitato con buoni successi da Viktor Orbán, e rivisitato col ritorno di Trump alla Casa Bianca in una specie di American Psycho. L’Italia vive uno dei suoi tanti paradossi: paese arcignamente contrario alle riforme, si riforma nonostante sé stesso, ogni giorno, e..

Sicurezza: più manette per tutti
Così la sinistra insegue la destra

Ogni un po’ riparte il dibattito sulla sicurezza, se sia un problema di destra o anche di sinistra. Ed è proprio la sinistra a riaprilo quando di problema se ne pone un altro: come sconfiggere la destra che, nel frattempo, sulla sicurezza ha costruito una politica di stampo mitologico. Negli ultimi tre anni, il governo di Giorgia Meloni si è inventato una cinquantina di nuovi reati, o nuove aggravanti, e ha aumentato i detenuti di circa tremila e i detenuti minorenni di un terzo. Di fronte a questi brillanti risultati, a sinistra ci si chiede: e noi? Che cosa conta di fare la sinistra per innalzare le pene, moltiplicare le condanne, stipare le celle e farci finalmente sentire tutti più sicuri? Stavolta, poiché sono argomenti su cui qui ci siamo..

Ecco l’Italia che la Meloni affida sempre di più alle manette

Quando Giorgia Meloni esclude un provvedimento di clemenza perché “uno Stato giusto adegua la capienza alle necessità, non i reati al numero di posti disponibili”, e cioè dice che, se le carceri hanno cento posti e centoventi prigionieri, non si devono liberare venti prigionieri ma costruire venti posti, sbaglia drammaticamente. Sbaglia perché dovrebbe spiegare come mai quando lei è diventata presidente del Consiglio le carceri ospitavano 54 mila detenuti e oggi ne ospitano 62 mila. Dovrebbe spiegare come mai i reati diminuiscono ma i detenuti aumentano. Dovrebbe spiegare come mai i detenuti sono aumentati ma i posti no, e se ne progettano meno di 400 quando i detenuti in eccesso sono ormai da undicimila a quindicimila. Dovrebbe spiegare come mai lei, il suo governo, il suo ministro della Giustizia, la..

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