La nascita del partito di Roberto Vannacci stabilisce la fine del governo di destra. Si andrà avanti ancora qualche mese, quanti non si sa, a quale prezzo nemmeno. La competizione è aperta e il generale va alla ricerca dei voti che una coalizione partita rivoluzionaria e finita mainstream, sempre allineata alle volontà contabili dell’Unione europea e dei mercati (fortunatamente), lascia in preda ai nuovi avventurieri.
Ci si stupisce che all’atto fondativo di Futuro Nazionale non sfilino muscoli tatuati sotto camicie nere, ma signori incravattati di mezza età. In effetti in Italia chi porta muscoli tatuati sotto le camicie nere può forse animare una recita di piazza a braccia tese, ma il casino populista italiano – e non solo in Italia – porta da qualche decennio la firma del ceto medio, che forse non c’è più ma si ripresenta sotto forma di elettore, ora salviniano, ora grillino, ora meloniano, spaventato da un mondo nuovo di cui non è capace di prendere le misure. Stavolta ci prova il generale e si vedrà, ma sarà dura per la coalizione al comando reggere con un rompitasche piazzato a destra, a ricordare a tutti che la premier di destra e i suoi alleati di destra non sono abbastanza di destra. Anzi, traditori, giusto per continuare la caricatura degli esteti della bella morte. Continua su Huffington Post


