Giuseppe Sottile

Autonomia differenziata
e autonomia pietrificata

Come sono buoni i parlamentari della Lega. Per farci accettare la batosta dell’autonomia differenziata usano una parola magica: responsabilizzazione. Dicono che la competizione con le regioni più ricche del Nord spingerà quelle del Sud a svegliarsi dal torpore e dalla rassegnazione, ad abbandonare la logica dell’attesa, a mobilitare tutte le energie e le risorse per progettare, appaltare, e realizzare ogni opera di cui questa arsa e disperata terra ha bisogno. Insomma, per consolarci, ci invitano a scendere in piazza e ad abbattere Palazzo d’Orleans con la stessa furia con la quale i francesi assaltarono la Bastiglia. Dimenticano, gli zelanti figli del Nord, che in Sicilia vive e regna Renato Schifani. Un presidente pietrificato che, per nominare diciotto manager della sanità, ha impiegato un anno. Non lo smuove un’emergenza come la..

L’allegra compagnia
di scandali e markette

Non ci sono solo i grandi scandali come SeeSicily o Cannes. C’è anche uno scandalume diffuso, che ruota attorno a un esercito di pagnottisti, tutti riconducibili al sottobosco politico. Palazzo d’Orleans, che non riesce ad arginare l’opaco avvocato d’affari seduto alla sua destra, non ha ovviamente alcuna voglia di gettare gli occhi sui markettisti che traccheggiano con l’assessore Elvira Amata, a trazione Balilla, o con quello delle Infrastrtture pure lui affiliato alla corrente turistica di Fratelli d’Italia. E portano a casa contratti scandalosi. Pensate: il lobbista che si è attaccato come una sanguisuga al Consorzio per le autostrade, ha drenato 50 mila euro per il 2023. E pochi giorni fa, con un’altra società, ha chiuso un nuovo contratto di 120 mila euro. Per fare cosa? Leggete la delibera del vanesio..

L’omertà della politica
sullo scandalo di FdI

Sicilia 2019. Lo stato maggiore di Fratelli d’Italia impone a Nello Musumeci di defenestrare l’onesto Sandro Pappalardo e di mettere a capo del Turismo un gerarca spregiudicato che dilapida venti milioni di euro con una campagna – SeeSicily – inventata per spartire soldi agli albergatori, agli editori e agli amici degli amici. I dettagli sono documentati in un dossier dell’Unione europea e la giustizia farà certamente il suo corso. Rimane assente e omertosa la politica, cui spetta fare luce sui registi occulti dello scandalo. I Cinque Stelle insistono per un dibattito parlamentare ma Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars e fraternissimo amico del gerarca dilapidatore, non trova il tempo per incardinare la discussione. Tace il governo di Renato Schifani, tacciono le anime belle dell’antimafia e della libera stampa. Meglio una parola in..

Perché Falcone
sceglie Bruxelles

Marco Falcone, centomila preferenze tutte rigorosamente targate Forza Italia, non poteva che fuggire dal governicchio di Renato Schifani. Palazzo d’Orleans non è il luogo geometrico della trasparenza. E’ l’edificio dove convergono gli interessi di pochi gruppi di potere, non tutti rappresentanti del popolo; dove le scelte cruciali vengono delegate a un opaco avvocato d’affari; dove le ragioni del sottogoverno prevalgono su quelle del governo; dove non affiora mai un’idea, un’intuizione, un progetto. Falcone da quel palazzo ha ricevuto solo umiliazioni. Bersagliato dai rancori e dalle manovre oblique del presidente, ha deciso di spezzare i vincoli del galateo istituzionale e ha staccato il biglietto per il parlamento europeo. Senza contrattazioni sottobanco, senza tormenti né ripensamenti. Meglio l’aria nuova di Bruxelles che il respiro rancido del retrobottega.

Un rosario di bugie
dedicato a Giorgia

Qualcuno ha spiegato perché in Sicilia i patrioti di Giorgia Meloni sono stati scavalcati da Forza Italia? A confondere le acque ci ha pensato il Balilla con una intervista a Repubblica. Invitato a pontificare sui risultati delle elezioni, l’ex assessore al Turismo ha ovviamente evitato di fare il minimo accenno alle scempiaggini che hanno segnato la sua gestione. Si è invece travestito da gerarca strafottente; ha lanciato un avvertimento agli alleati e ha scaricato la responsabilità sugli altri, compresi i due segretari regionali del partito. Pure le pietre sanno che gli scandali provocati da lui e dalla sua corrente turistica – SeeSicily presenta un danno di quasi venti milioni di euro – hanno appannato gravemente l’immagine di Fratelli d’Italia. Ma dall’intervista è venuta fuori una montagna di fuffa, montata ad..

Le anime belle
battono cassa

Non ci sono più le anime belle di una volta. Caterina Chinnici, la santuzza dell’antimafia, non demorde: ha cambiato casacca, ha floppato alle elezioni, ma è inchiodata lì che pretende da Forza Italia la giusta ricompensa per avere tradito il Pd ed essere approdata tra le braccia dei berlusconiani: se non ottiene per la terza volta il seggio di Strasburgo, con annesso vitalizio di ventimila euro al mese, si accontenta, si fa per dire, del ricco assessorato regionale alla Sanità. Francia o Spagna purché si magna. Il male oscuro del potere ha contagiato anche le anime belle nascoste nel meraviglioso mondo dell’informazione. Un tempo denunciavano scandali e malaffare, corruzioni e ruberie. Sembravano tante piccole Rosa Luxemburg, pronte alla rivoluzione e alla conquista del Palazzo d’Inverno. Sono diventate le sorelline servizievoli..

Caro Tamajo, attento
all’abbraccio di Schifani

Fino a ieri, erano rose e fiori. Uno, il vulcanico Tamajo, batteva le piazze e spremeva voti da ogni condominio. Mentre l’altro, Renato Schifani, gli garantiva il sostegno dei suoi pochi ma fidatissimi amici: Pietro Alongi, Marcello Caruso, Andrea Peria… Uno, Edmondo detto Edy, raschiava il barile delle Attività Produttive per trovare contributi da assegnare a destra e manca. Mentre l’altro imbastiva alleanze con Cuffaro & C. per umiliare Marco Falcone e proporsi come dirimpettaio di Antonio Tajani. Le rose e i fiori appassiranno quando Tamajo dirà cosa vorrà fare delle sue 122 mila preferenze. L’assessore eviti, se può, di indicare, tra i traguardi possibili, la presidenza della Regione. Schifani ha un caratterino particolare, riassumibile in cinque rime: rancoroso, livoroso, sospettoso, permaloso, malmostoso. Lo segnerebbe a dito per il resto..

I reprobi volano,
Caterina arranca

Giuseppe Lupo, che Caterina Chinnici aveva bollato due anni fa come impresentabile, ha già staccato il biglietto per Bruxelles. Una meritata rivincita per l’ex capogruppo del Pd all’Ars. Si gode il successo anche Totò Cuffaro, altro ostracizzato dalla Chinnici: se Forza Italia ha conquistato in Sicilia due seggi, parte del merito va ai 50 mila voti della DC. Si dà il caso però che i due eletti siano Edy Tamajo e Marco Falcone. La Chinnici – che pur di rientrare nel parlamento europeo ha cambiato casacca ed è passata dal Pd a Forza Italia – non è andata oltre il terzo posto. Per rientrare in gioco è necessario che uno dei vincitori rinunci. Succederà? Il segretario Tajani, che l’ha imposta come capolista, non può rimetterci la faccia. Ma una cosa..

Un seggio a Bruxelles
vale più di un tesoro

Per quaranta giorni hanno inseguito l’Europa con passione e con fatica. Alla fine però Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Elly Schlein resteranno in Italia. Diranno che la Patria li chiama e al loro posto entreranno a Bruxelles le seconde file. Il giochino tuttavia non riguarderà solo i tre leader di partito. Anche a valle si preannunciano sorprese. Edy Tamajo, che in Sicilia ha stravinto con 116 mila preferenze, andrà all’Europarlamento o utilizzerà il successo per rivendicare nel 2027 la presidenza della Regione? Le scelte dipendono da molti fattori, non ultimo quello economico. A Bruxelles si ha poco potere ma si incassano parecchi soldi. In cinque anni un deputato sfiora i tre milioni di euro. Con pensioni da capogiro. Pensate: se Caterina Chinnici conquisterà la terza legislatura avrà diritto a un..

Il callido Balilla
e i suoi fratellini

A vederli sembrano tutti gagliardi, intrepidi, arditi. Tutti col petto in fuori, la mascella squadrata e il pugno sul petto. Tutti pronti a combattere per la patria e per l’onore. Ma poi, quando si trovano di fronte al gerarca che in tre anni, da assessore al Turismo, ha fatto strame di venti milioni di denaro pubblico, diventano molli e ubbidienti come le pecorelle del purgatorio dantesco: “A una, a due a tre e l’altre stanno timidette atterrando gli occhi e ‘l muso”. Riguardate i selfie di Gaetano Galvagno, Elvira Amata o Francesco Scarpinato. Il Balilla li domina e loro si lasciano abbagliare. Lui ordina di perpetuare le scempiaggini del bel tempo che fu e loro eseguono: Scarpinato ripropone lo scandalo di Cannes; l’Amata rimette in moto la giostra balorda e..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED