Forza Italia in Sicilia rischia il commissariamento. È questo il nodo politico che emerge sull’edizione palermitana di Repubblica, secondo cui i vertici nazionali del partito starebbero valutando un intervento diretto per disinnescare le tensioni che attraversano l’isola, una delle roccaforti storiche del berlusconismo. Dopo il confronto ai piani alti tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani, la Sicilia viene indicata come uno dei dossier più urgenti da affrontare.

L’ipotesi sul tavolo è quella dell’invio di un emissario da Roma, o comunque di una figura incaricata di rimettere ordine prima del congresso e delle prossime scadenze politiche. Tra i nomi citati compare quello di Alessandro Cattaneo, vicino all’area dei rinnovatori, ma non viene esclusa neppure una soluzione diversa, con un commissario scelto dal vertice nazionale per provare a raffreddare uno scontro interno ormai evidente.

A pesare sono il malcontento per la gestione del coordinatore regionale Marcello Caruso, le fibrillazioni tra le diverse correnti azzurre e le ombre giudiziarie che hanno investito alcuni esponenti forzisti come il deputato nisseno Michele Mancuso. Il clima avrebbe convinto Roma della necessità di un cambio di passo, non solo per evitare ulteriori lacerazioni ma anche per salvaguardare il consenso in un territorio considerato strategico.

Il possibile commissariamento sarebbe, inoltre, la prima spallata a Schifani. Caruso è un suo uomo (è anche componenti del suo staff, oltre che del partito) e metterlo fuori gioco significherebbe che neanche il presidente della Regione siciliana è considerato intoccabile.