Il miracolo di Checco: non ti chiede di essere colto né giusto
La critica può dire “cinepanettone”, “usato sicuro”, “minestra riscaldata”. I giornali — ammesso che ci sia ancora qualcuno che li legga — possono dividersi: ne apri uno e trovi scritto “record”, ne apri un altro e trovi la parola “flop”. Può capitare che una parte della sinistra legga Zalone come una “strizzata d’occhio agli anti-woke”. Può capitare che la destra lo trasformi in bandiera contro i “salottini rossi”. Ma la ragione per cui gli italiani lo amano è più disarmante, e più triste: Zalone ci piace perché ci somiglia. Non nella parte migliore. Nella parte che non postiamo. Nella parte che, per un’ora e mezza, finalmente non dobbiamo difendere. E alla fine, sul Cammino — quello spagnolo del film e quello italiano di questi giorni — non conta chi ha ragione. Conta..

