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Albanese segretaria! Una nuova icona incanta già il Pd

In principio fu Saviano, dettato dal flatus del momento e imposto come guida morale a una sinistra che, non sapendo più dove andare, decise almeno di andare a presentare il suo libro. Poi venne Papa Francesco, proclamato in un editoriale di Repubblica “l’unico vero leader progressista”, e adottato da un partito che nel dubbio tra la redistribuzione e la ridistribuzione dei ministeri, scelse l’unzione. Ora è il turno di Francesca Albanese. Compagni, ripartiamo da Francesca Albanese! Nominata dall’Onu, adottata da X, beatificata dal Pd che le dona le chiavi di Bari (e del suo cuore). Albanese è la nuova icona: chi non l’adora è connivente. Chi la critica, sionista. Chi la ignora, fascista. La sua esistenza risolve il problema fondamentale della sinistra, ovvero quello di non dover decidere ma di..

Meloni vede complotti
e fa la guerra ai magistrati

"Non ci riusciranno". Lo dice in chiaro, Giorgia Meloni, attaccando la magistratura e anche l'opposizione che la torchiano sul caso Almasri. Ma, nelle ultime ore che la separano dalle vacanze, la premier lo ripete anche con i suoi fedelissimi. La strategia per gestire i nuovi risvolti della faccenda Almasri - dopo la notizia della richiesta di autorizzazione a procedere per i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e per il sottosegretario Alfredo Mantovano e la simultanea archiviazione della premier - è chiara. L'ha delineata Meloni prima di salutare tutti e partire per la Grecia. Gira intorno a un paio di concetti: anticipare, da un punto di vista comunicativo, le mosse dei magistrati. E ribaltare la narrazione a vantaggio del governo. Continua su Huffington Post

Via libera al Ponte sullo Stretto
Salvini: “Percorribile dal 2032”

Il Cipess ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina che comprende una articolata documentazione presentata dal Ministero delle infrastrutture e trasporti. Secondo gli annunci di Matteo Salvini, dovrebbe essere percorribile nel 2032-33, porterà 120mila nuovi posti di lavoro e risparmi per 23 miliardi di euro. "Non è in punto di arrivo ma di partenza che arriva dopo due anni e mezzo di lavoro costante e qualche centinaio di riunioni a tutti i livelli”, esulta il promotore Salvini, “E' un'emozione perché non si è mai arrivati all'approvazione del progetto definitivo con la copertura economica garantita". Secondo quanto si apprende, nel corso della riunione Cipess, Giorgia Meloni è intervenuta per esprimere la sua soddisfazione: "Si tratta di un’opera strategica per lo sviluppo di tutta la Nazione. Non è..

Nuovi tormentoni. “Genocidio? Se lo ignori non sei nessuno”

Non c’è la hit dell’estate perché quest’anno il tormentone è il genocidio. Una melodia orecchiabile. Un ritmo ossessivo. Una parola sola che si infila in testa e non va più via. Abbiamo ormai diviso l’umanità in due gruppi: quelli che dicono “genocidio” e quelli che no. Tentennano, ci girano intorno, restano in silenzio. Sono tutti “complici di genocidio”. Non c’è altra scelta: “Rimuovi dagli amici”. Ti devi esporre, lo devi dire in pubblico, perché non lo dici? Il genocidio non va mai in ferie, si porta sotto l’ombrellone, in spiaggia, con la canicola. Non ti annoi mai: ti spalmi la crema solare, apri Instagram, litighi con qualcuno che non riconosce il genocidio. Come tutti quelli che l’hanno commentata sui social non ho letto l’intervista a David Grossman ma sul mio..

Passa la legge della ‘tagliola’

Schifani zittisce il parlamento e Galvagno: saltano gli interventi dei deputati. La maggioranza va sotto anche sui laghetti di Sammartino

Almasri, Meloni archiviata
ma non Piantedosi e Nordio

Su Almasri scagionata la premier, non i suoi ministri. È direttamente Giorgia Meloni, a sera, a svelare la decisione del tribunale dei ministri sul caso del generale libico ricercato dalla Corte penale internazionali per crimini contro l'umanità. Almasri, lo ricordiamo, era stato arrestato in Italia ma poi liberato nel giro di un giorno e rispedito, con tanto di volo di Stato, in patria. Il governo, nel voler giustificare la decisione - che aveva fatto infuriare la Corte de l’Aja - si è difeso in Parlamento dando più versioni. Incolpando del pasticcio i giudici e non assumendosi, né rivendicando, se non in qualche inciso, alcuna responsabilità politica. Continua su Huffington Post

Scandali. A Milano i grattacieli, a Palermo kebab in auto blu

Se della bufera giudiziaria a Milano restano i grattacieli, la hybris dello skyline, quella in Sicilia – terremotando la politica – lascia le briciole unte del kebab. Sul sedile di un’auto blu presidenziale, manco a dirlo. I reati, sulla carta, si assomigliano: corruzione impropria, peculato d’uso e truffa. E’ l’ambizione che cambia. Non è infatti una questione penale. E nemmeno politica. Qui il problema è antropologico. A Milano i magistrati indagano su assessori, immobiliaristi, planimetrie, metri cubi e skyline. La corruzione, se c’è stata, era finalizzata a costruire. A fare qualcosa. L’indagine siciliana invece coinvolge sette persone, tra cui il presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno, con accuse che vanno dal peculato alla corruzione impropria. Il cuore del caso sono eventi come “Un Magico Natale”, “La Sicilia per le donne” e..

Un milione di giovani col Papa
Altro trionfo per il Giubileo

A Tor Vergata, periferia a sud-est di Roma, è tutto pronto per l'atteso Giubileo dei Giovani. La veglia serale con Papa Leone XIV, poi domenica la celebrazione della messa. L’enorme spianata si riempie progressivamente di giovani provenienti da ogni angolo del mondo, armati di zaini, cappellini e ombrelli, pronti ad affrontare il caldo estivo. Sono trascorsi 25 anni da quando lo stesso spazio fu teatro di una delle pagine memorabili del pontificato di Giovanni Paolo II, era la Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 con due milioni di ragazzi accorsi nella capitale. Nel 2025, in un mondo profondamente cambiato, Tor Vergata ritorna teatro di uno degli eventi clou dell'anno giubilare 2025. Continua su Huffington Post

Stop alla Meloni d’Albania

Corte di giustizia Ue: "I giudici valutino i paesi sicuri". La rabbia di Palazzo Chigi: "Rivendica spazi che non le competono"

Calabria, la svolta di Occhiuto
“Mi dimetto e poi mi ricandido”

"Ho deciso di dimettermi, ma ho deciso anche di ricandidarmi e di dire ai calabresi: siate voi a scrivere il futuro della Calabria, a dire se la Calabria si deve fermare o se questo lavoro deve proseguire. Tra qualche settimana, quindi, si andrà a votare, e saranno i calabresi a decidere, non altri". Il presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto indagato per corruzione in un video sui social annuncia a sorpresa la sua ricandidatura. "In un Paese civile nessuno deve dimettersi per un avviso di garanzia. Però sta succedendo che nessuno si assume la responsabilità di firmare niente". Lui il messaggio lo manda dai cantieri della metropolitana di Catanzaro, solo una delle opere che si vanta di avere firmato. Leggi Huffington Post

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