Il mondo è un teatro di guerra
ma qui si suona la solita musica
C’è una contraddizione sempre più stridente tra quanto accade sul pianeta Terra e i temi di cui si appassiona la politica nazionale. Prendiamo l’ultima settimana, segnata dal dispiegamento dei marines in California per deportare gli immigrati, adesso dal regolamento di conti tra Israele e Iran. In entrambi i casi, sono stati varcati confini che, nella logica del quieto vivere, del sereno tran-tran, venivano considerati insuperabili ma tali non sono più. Prima ancora era scoppiata la guerra dei dazi e, fatto inaudito, l’America aveva solidarizzato sull’Ucraina con la Russia contro l’Europa sollevando dubbi sulle alleanze occidentali che, nella retorica atlantista, ci hanno garantito 80 anni di pace e prosperità. Nel frattempo un’intera popolazione resta in ostaggio a Gaza come rappresaglia delle stragi di Hamas e due potenze dotate di arsenale atomico,..
