Sezioni Tematiche

Nel gioco della fuffa
c’è pure Musumeci

Sono giorni che i deputati dell’Assemblea regionale si sbattono la testa al muro. Guardano la fuffa di cui si compone la scalcagnata legge di bilancio partorita dalla giunta Musumeci e si chiedono ansiosi: da che cosa è distratto il bullo di Palazzo d’Orleans, l’assessore impomatato che avrebbe dovuto scrivere e non ha scritto una decente manovra finanziaria? I giornali di ieri aprono uno squarcio. Il bullo è in preda a una attrazione fatale: la costruzione di tre grattacieli, in quel di Palermo, dove riunire tutti gli uffici della Regione; un affare di quasi mezzo miliardo. Artigliato da quell’aquila imperiale che è la sua ambizione, commissiona progetti surreali, ipotizza mutui milionari, disegna gare d’appalto. L’onestissimo Musumeci purtroppo lo lascia fare. Una coltre di fuffa in queste ore fa comodo pure a..

Dalla manovra fru fru
al bluff del collegato

A giudicare dai ritardi, dalle polemiche e dall’affanno del bullo, sempre più impomatato di bilancio e finanza, sembrava che gli assessori di Musumeci fossero stati convocati di domenica a Pergusa per affrontare le sette fatiche di Ercole. Dovevano discutere, scrivere e approvare il collegato, un documento che desse sostanza alla strampalata manovra già fatta a pezzi dai deputati dell’Ars. Dopo ampio e approfondito confronto – ma sì, esageriamo – di collegati ne sono spuntati non uno ma quattro. Tutto bene dunque per la Sicilia? Macché. Leggi e rileggi e scopri che l’unico stanziamento benefico si riduce a dieci milioni ceduti al carrozzone dell’Ast, azienda siciliana trasporti, per fare viaggiare gratis carabinieri, poliziotti e forze dell’ordine. “Dopo interminabili doglie abbiamo partorito soltanto vento”, lamentava il profeta Isaia nei giorni neri di..

La manovra del bullo,
un guaio per Musumeci

Povero Musumeci. Ben sapendo di non avere né i numeri né il respiro per imporre all’Assemblea regionale l’approvazione della manovra finanziaria, è andato ancora una volta in pellegrinaggio dai grillini per chiedere misericordia. Non si sa ancora quale sarà la risposta dei pentastellati. L’unica cosa certa è lo smarrimento. Anzi, il candore da sonnambulo con cui il governatore affronta la nuova prova del fuoco. Riuscirà a superare da qui al 31 gennaio le forche caudine di Palazzo dei Normanni? Forse bastava presentare una manovra degna di questo nome e non quattro carte strampalate messe insieme da un bullo, forse distratto da altre cose. La pioggia di emendamenti è un segnale di insofferenza: deputati e assessori non sopportano più le arroganze di un guitto della politica promosso da Berlusconi, non si..

Non sarà un sondaggio
a salvare Musumeci

Le agenzie informano che Nello Musumeci ha commissionato a Demopolis un sondaggio su come i siciliani giudicano la sua azione di governo. La ricerca costerà 24 mila euro, somma che il Presidente poteva comunque risparmiare. E’ vero che i risicati numeri della maggioranza non gli consentono libertà di movimento. Ed è pure vero che i predecessori hanno riversato sulle sue spalle arretratezze di ogni genere e qualità. Ma il Governatore dovrebbe anche chiedersi se non sia arrivato il momento di mettere mano a certe macchiette della politica che fanno parte della sua giunta: bulli che quando muovono una pedina di sottogoverno, da Riscossione Sicilia all’Orchestra sinfonica, puntualmente creano un danno d’immagine non più sopportabile. Gentuzza. Che tra il tempo e l’eternità pensa ancora di incuneare il corpo mistico della propria..

Mese di grandi numeri,
evviva Buttanissima

Tra tanto stormir di fronde – e che fronde: pensate a quella del sindaco Orlando contro il ministro Salvini – vorremmo trovare uno spazietto anche per noi di Buttanissima, per questo giornaletto corsaro che da sei mesi tenta di mantenere alto il dibattito sulle cose di Sicilia. A quanto pare ci siamo riusciti: Google, il dio che regola il mondo digitale, ha certificato che nell’ultimo mese Buttanissima ha tagliato il traguardo di oltre un milione e cinquecentomila pagine viste. Un risultato che ci abbaglia e ci stordisce. Il primo soave pensiero va, manco a dirlo, a tutti coloro che ogni giorno ci leggono con attenzione e divertimento. Il secondo lo indirizziamo a quanti – bulli, gaga e mezze pippe della politica – avrebbero preferito che questo giornale non esistesse. “La..

Intanto Leoluca Orlando
si intesta una leadership

Ci aveva provato Gianfranco Miccichè, leader di Forza Italia e presidente dell’Ars: mentre il truce Salvini bloccava la nave Diciotti al porto di Catania lui è andato lì a manifestare solidarietà e a dare conforto agli immigrati. Ci aveva provato, balbettando, pure il Pd con le sue fazioni e le sue lacerazioni. E ci aveva provato, manco a dirlo, persino il governatore Nello Musumeci, sempre più smarrito nel labirinto di una maggioranza priva di numeri e di respiro. Alla fine è saltato fuori, con uno scatto felino, Leoluca Orlando e ha impugnato lui la bandiera dell’opposizione al governo gialloverde. Oggi il sindaco di Palermo è sulle prime pagine dei giornali e vive un momento di popolarità ribalda e ghibellina. Durerà? Rinfacciategli pure i cumuli di monnezza ma prendete atto che..

Il buio su Palermo
Signore, aiutaci tu

Ma in che città viviamo? I bravi cronisti del Giornale di Sicilia hanno rivelato in un reportage che molte strade di Palermo, particolarmente nelle borgate, sono al buio: un rischio per uomini e cose, una pacchia per ladri e scippatori. Messo di fronte al disastro, il responsabile dell’azienda elettrica ha detto che per raddrizzare le gambe al cane servono investimenti per 100 milioni di euro. Ma il Comune non sa dove sbattere la testa: i bilanci sono una giungla impenetrabile, In cassa non c’è una lira. Servono 100 milioni per l’illuminazione, servono altri 50 milioni per portare a livelli di decenza la raccolta dei rifiuti, servono somme altrettanto sostanziose per risuscitare l’Amat e il trasporto urbano. “La vita delle città non l’ha creata Dio”, ricorda Caldwell ne La via del..

I bulli all’assalto
del sottogoverno

A Lord Byron, che oltre a essere un bel tenebroso aveva pure i suoi tormenti romantici, bastava recarsi alle fonti di Clitumno per ottenere quella che lui amava chiamare “the suspension of disgust”. Ma noi che non abbiamo alcuna fonte a cui ispirarci come potremo mai allontanare il disgusto che ci procurano i miserabili giochi della politica attorno agli incarichi di sottogoverno? A metà ottobre il bullo di Palazzo d'Orleans sbaraccò la presidenza dell’Esa, ente di sviluppo agricolo. Ma il successore non è stato ancora nominato e l’ente è allo sbando. L’altro ieri l’assessore Pappalardo, meglio conosciuto come il gaga del Turismo, ha licenziato in tronco Giorgio Pace, sovrintendente dell’Orchestra sinfonica siciliana. Ma la nomina del successore non è dietro l’angolo. Forse bisognerà preparare un bando. O forse no. Intanto,..

Sull’orchestra i capricci
del destino e del potere

Quale furia ha spinto l’assessore Sandro Pappalardo, meglio noto come il gaga del turismo, a defenestrare su due piedi il sovrintendente dell’Orchestra sinfonica? Giorgio Pace non si poteva certo definire un “débauché de esprit”, ma era senza dubbio un professionista, al quale andrebbe anche riconosciuto il merito di avere risanato i bilanci dell’ente, devastati dalla precedente gestione. Prima di Pace, l’Orchestra sinfonica era stata governata – un po’ troppo allegramente – da Ester Bonafede che, per un capriccio del destino, ora è tornata prepotentemente in campo e non vede l’ora di riconquistare la poltrona perduta tre anni fa. Dicono che il ritorno della Bonafede sia l’obolo che Musumeci si è impegnato a pagare ai Popolari di Saverio Romano. Pacta sunt servanda, dicevano i latini. Ma ancora non sapevano i guasti..

Serve un miracolo
di fede e teatro

Chi ci libererà da questa oppressione metropolitana? Chi ci salverà dallo sconcio di una monnezza che invade e ammorba i quartieri di Palermo, che immiserisce le periferie, che oltraggia i turisti, che offende i cittadini che con onestà e senso civico pagano la Tari? Sono due anni che il sindaco Leoluca Orlando ci gira attorno senza convinzione, preso com’è dalla sua rovente e imperiosa passione per il Teatro Massimo. E’ da un anno che il governatore Musumeci tenta di irreggimentare il servizio di raccolta entro un perimetro di decenza. Ma non ce la fa. Forse non ce la farebbe nemmeno Santa Rosalia, che pure ci ha salvato dalla peste e dal terremoto. Non resta che una speranza. Vedrete che prima o poi un Santo Sconosciuto scavalcherà la Santuzza e avvolgerà..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED