Arresti domiciliari per il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, coinvolto nell’inchiesta “Corte dei miracoli” della Procura di Caltanissetta su un presunto sistema di favori, nomine e affidamenti legato al Cefpas e all’Asp di Agrigento. Secondo l’accusa, Gallo Afflitto avrebbe utilizzato il proprio ruolo per influenzare la gestione del Centro di formazione del personale sanitario, intervenendo su incarichi, consulenze e procedure di gara. Al centro dell’indagine c’è il rapporto con il direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo, sospeso dai pubblici uffici per un anno, che avrebbe agito nell’interesse del parlamentare.

Tra gli episodi contestati figurano l’affidamento di un incarico a un professionista ritenuto vicino al deputato e le presunte pressioni per accelerare l’assunzione della moglie, Simona Sinatra, e favorirne successivamente il trasferimento ad Agrigento. Nel corso dell’interrogatorio preventivo, Gallo Afflitto si era avvalso della facoltà di non rispondere, depositando una memoria con cui ha contestato l’esistenza del presunto patto corruttivo. Il gip ha disposto anche interdizioni e sospensioni nei confronti di dirigenti e funzionari coinvolti nell’inchiesta, tra cui l’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci.

“Il caso Cefpas è la perfetta cartina di tornasole del metodo di costruzione e gestione del consenso da parte del centrodestra che sostiene il governo Schifani. E la decisione del gip di Caltanissetta non fa altro che confermare l’esistenza di un sistema basato proprio sull’errata concezione con cui certi politici intendono la cosa pubblica: ovvero piegarla e utilizzarla per i propri fini personali. E’ un dato, quello sulla corruzione, su cui Schifani non può continuare a fare spallucce. Il Pd chiede ancora una volta a Schifani di fare un passo indietro di fronte ad una platea di indagati e rinviati a giudizio che non ha eguali nella storia del parlamento siciliano”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo. Sul Cefpas, da tempo, il Pd aveva sollevato dubbi. “Lo abbiamo fatto sia in aula, che nelle piazze ma anche con uno specifico esposto in procura. Ora Schifani – conclude – tragga le dovute conseguenze, rimetta il mandato, liberi la Sicilia e dia la parola agli elettori”.