Soffermatevi, se potere, sull’istantanea – pubblicata qui accanto – che riprende i volti sorridenti di Renato Schifani, Elvira Amata e Gaetano Galvagno. Più che di tre uomini politici si tratta di tre bancomat viventi: il loro mestiere è spartire moneta. Manca, nella foto, il quarto moschettiere dello “spendi & spandi”: quel Manlio Messina che, al tempo del governo Musumeci, ha fatto faville e non solo. Ieri l’ex assessore al Turismo ha ingaggiato un duello col governatore Schifani sui 60 milioni assegnati al Palermo Calcio per lo stadio Barbera. Messina solleva pesanti sospetti sulla procedura adottata dalla Regione e richiama la storiaccia dei 300 mila euro destinati da Palazzo d’Orleans alla società Trapani Calcio che annovera, tra i consulenti, il figlio del presidente. “Scopriremo qualche altro parente?”, si chiede minaccioso. Ormai è guerra tra bancomat.


