Un guizzo. L’unico possibile per uscire indenne dal fuoco amico e indebolire i nordisti. In una Pontida che sa di fine impero – con un pratone semivuoto per la prima parte della mattinata – Matteo Salvini si gioca il tutto per tutto. Annuncia un congresso straordinario. Chiederà lunedì al consiglio federale di convocarlo per ottobre.

Maglietta bianca e jeans, Salvini fa l’annuncio bomba proprio negli stessi minuti in cui a prendersi la scena è la premier. Giorgia Meloni, sul palco di Fenix, festa dei giovani di Fratelli d’Italia, annuncia due provvedimenti su un tema sul quale la Lega vorrebbe il monopolio: l’Islam e l’integrazione. Meloni fa sapere che a giorni un Consiglio dei ministri varerà il tetto agli studenti stranieri in classe e il divieto di burqa e hijab a scuola. Avrebbe potuto lasciare il gusto dell’annuncio a Salvini, da Pontida. E invece in questa quotidiana sfida a destra si prende lei l’onore, l’onere e le aperture dei siti. Roma ladrona (lo dice ancora qualcuno nell’assolato pratone) supera in scaltrezza e velocità la Padania.

E così, in questa ultima domenica d’estate, Salvini mette con le spalle al muro i suoi dissidenti, ma viene messo con le spalle al muro da Meloni. La proposta che si intesta la premier diventa notizia di giornata. L’opposizione interviene per scagliarsi contro i nuovi provvedimenti. Ciò che accade a Pontida fa tanto rumore solo tra i leghisti.

Continua su Huffington Post