Silvio Berlusconi aveva incarnato l’idea geniale di dare libertà ad un popolo a maggioranza individualista, e non collettivista, parlando di principi talmente liberali che a volte sconfinavano nel libertino. Infatti ad un certo punto dal predellino di un’auto fondò il Popolo delle Libertà, ma ora la sua creatura sta deragliando sul Popolo delle Banalità.
Oggi il suo grigio erede tromboneggia di pensierini da curato di campagna, o da zia zitella. Alla festa del partito a Formello, chiamata banalmente “Itaca” per scopiazzare il Film sull’Odissea, ha dichiarato urbi et orbi: “Sposatevi una donna magari bruttina, con la gonna lunga per non far vedere magari delle gambe imperfette, ma affidabile, che non vi metta le corna”. Questa è la sua dichiarazione politica, cioè siamo poco attraenti ma diamo delle banali certezze, sul suo concetto di Forza Italia. Sembra più Smorza Italia. Silvio davanti ad una tesi del genere lo avrebbe preso a schiaffoni, lui che sapeva più di tutti le regole dell’attrazione. Ma Tajani invece cavalca al suo opposto la depressione. Da quando lui coordina il partito FI sta lentamente sparendo, in un mondo che vive di comunicazione e marketing lui propone la Grande Bruttezza.
Non avendo mai avuto, non era il suo forte, un’idea originale ne ricicla una del suo primo direttore a Il Giornale, Indro Montanelli, votateci turandovi il naso.
Come può pensare di arginare Vannacci, o altri, costui è un mistero della fede. Non si capisce, a parte le idee banali, tipo chiudete le finestre se c’è un attacco di droni, che avrà fatto ridere tutte le ambasciate del mondo, quale sia il suo target elettorale. Lui scambia la “Prudenza”, virtù cardinale, che da i tempi al coraggio delle scelte, con “l’Ignavia”, considerata da Dante peccato politico capitale. Il mondo brucia, ma Tajani è affidabile, per cosa non è dato sapersi. Se FI con questo impianto ideologico prende la soglia per entrare in Parlamento è un miracolo dovuto solo alla lentezza della parte più anziana e nascosta del paese. Che però proprio per incertezza e paure si assottiglia sempre di più. L’altra volta questo elettorato ha votato in massa un partito, non certo banale ma aggressivo, come quello incarnato da Giorgia Meloni. Oggi sappiamo che si dividerà tra lei e Vannacci. Per cui FI o cambia rotta, togliendo le boutade e le trombonate di Tajani, o farà inevitabilmente la fine di Salvini. I sondaggi dopo un leggero innalzamento, da rigor mortis, dovuto ancora all’affetto per Berlusconi post mortem sono lentamente ma inesorabilmente in flessione. È vero che il crollo del muro di Berlino ha ufficializzato la fine delle ideologie, ma a tutto c’è un limite. La prossima trovata politica di Tajani sarà “ad andar piano si va sano e va lontano”. Lontano dal Parlamento.


