Le pale eoliche che opprimono l’orizzonte di Gibellina e sfregiano il Cretto di Burri non le ha create Dio. Le ha installate un imprenditore dopo avere ottenuto il via libera del Comitato Tecnico Scientifico, l’organo della Regione che valuta la compatibilità tra l’impresa che intende operare in Sicilia e l’ambiente circostante. L’orrore di Gibellina – denunciato da Davide Faraone qui, su Buttanissima – è il frutto di una formale autorizzazione. E le autorizzazioni, come si sa, possono essere semplici o tormentate. Su Gibellina la decisione è scivolata liscia come l’olio. Non ha tenuto conto dell’orizzonte né dell’arte ed è arrivata a calpestare la memoria di un terremoto che ha inghiottito la vecchia Gibellina, ora sepolta sotto la monumentale opera di Burri. Ovviamente nessuno paga pegno. Nella Sicilia feudale di Schifani la Cts è una zona franca. Intoccabile.


