Agrigento. Cercasi ombrello contro l’acqua del malocchio

Si troverà un ombrello “presidenziale”, un paracqua buono per il cerimoniale del Quirinale? Occorre fare in fretta, ché mancano quattro giorni a quando il presidente Mattarella darà il via all’anno della cultura. E dentro il Teatro Pirandello, dove è prevista la cerimonia, piove. Nella città dei templi spesso l’acqua non arriva ai rubinetti delle abitazioni. E gli amministratori comunali, piacevolmente sorpresi, saranno rimasti lì ad assistere, in un luogo improprio, a questa grazia di Dio. Avranno guardato incantati le gocce che lente, cristalline e uniformi scendono non «sulle tamerici salmastre ed arse», come cantava D’Annunzio, ma sulle tavole del palcoscenico e sul velluto delle poltrone. Se l’ombrello presidenziale non si trovasse, per proteggere il capo dello Stato gli si dovrebbe chiedere di indossare il K-way. Che apparirebbe magari come un’originale..

Qualcuno ha notizie
dell’opposizione?

Guardateli. Si aggirano tra i corridoi di Palazzo dei Normanni recitando la vecchia giaculatoria della legalità; ma appena annusano l’odore delle mance, distribuite a piene mani dal governo, diventano agnellini mansueti, pronti a qualunque inciucio. Oppure passano le ore e i giorni a piagnucolare dietro le tante emergenze che affliggono la Sicilia. Ma quando gli esplode davanti agli occhi la sanità, puntualmente si girano dall’altro lato. Pensate: non c’è stato un solo deputato del Pd o dei Cinque Stelle che abbia avuto il coraggio di scrivere una interrogazione per chiedere ai papaveri dell’assessorato quali sono le previsioni sul malefico “piano di rientro”, il macigno che da diciotto anni blocca gli investimenti. Per quanto tempo dovranno ancora patire gli operatori del settore? Diciamolo: alla Regione l’opposizione non esiste. E’ solo una..

Buttafuoco propone Luca Zaia governatore della Sicilia

In considerazione del grande amore che ho per la mia terra, la Sicilia, il proposito mio è di mettere vicini vicinissimi – fosse pure in forma di una pulce in testa – degli elementi tanto improbabili quanto felicemente possibili. La testa è quella di Luca Zaia, formidabile presidente della Regione Veneto, la pulce è l’Autonomia speciale che difficilmente potrà essere realizzata nell’obbligata doppia velocità tra lesto Nord e bradipo Sud. Tanto utile sarebbe al Settentrione quanto mefitica è da sempre in Sicilia, l’autonomia regionale potrebbe trovare finalmente senso solo con un vero campione e siccome anche il terzo mandato di Zaia è di fatto difficilissimo, altra soluzione non c’è che fare di questo formidabile governatore il futuro e definitivo presidente della Regione siciliana. Ne farebbe il luogo della compiuta modernità...

Non chiedeteci di sognare, ci bastano gli incubi che viviamo

Certo, gli auguri ce li faremo. E, se ci va bene, brinderemo pure con le bollicine. Ma – sia detto con la più desolante sincerità – in cuor nostro non coltiviamo nessuna speranza. D’altra parte, quale fiducia può ispirare una classe politica, come quella siciliana, che non riesce a cogliere la forza delle emergenze; che non aveva neppure notato la tragedia di oltre seicento strutture convenzionate della sanità che stavano per essere stritolate dal decreto del ministro Schillaci sulle tariffe; che per oltre due mesi ha litigato e tramato esclusivamente per arraffare una mancia di fine anno; che è scattata sull’attenti solo quando è stata convocata per regalare tre milioni di euro a Mediaset; che si precipita a Catania per reggere il turibolo a Federica Panicucci e al carrello dei..

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