L’oggetto del desiderio
dei candidati a sindaco
Se fossi socio onorario dell’antimafia chiodata – quella che vede nel sospetto un’anticamera della verità – mi porrei su Palermo una domanda. Come mai in una città con le finanze devastate e sotto inchiesta della magistratura, con il fallimento alle porte, con i servizi incapaci di assicurare un minimo di decenza, con la monnezza che ormai invade quasi tutte le strade, con i cimiteri che non sanno più garantire pietà ai morti e ai vivi che li piangono, come mai, si diceva, c’è una forsennata corsa a conquistare i posti di comando? Mai visti tanti candidati sindaci. Mai vista una lotta così violenta per accaparrarsi le poltrone di Palazzo delle Aquile. Mai vista una lotta fratricida come quella interna al centrodestra dove tutti, alla fine, hanno fatto, volenti o nolenti,..