Di fulminante ironia la battuta di Giovanni Ciancimino, decano della stampa parlamentare siciliana. A oltre novant’anni, lucidissimo, ha ricordato il vecchio detto secondo cui nel lavare la testa all’asino si perde tempo e sapone. Poi ha chiesto scusa agli asinelli per avere osato paragonarli alla politica regionale. Della quale è profondo conoscitore fin dagli anni ’50. E di cui denuncia la decadenza e la testardaggine negli errori strutturali.
Diversamente dal nostro caro giornalista, il deputato Germanà, dopo avere espresso perplessità sul momento attuale, ha voluto notificarci che quello attuale è il miglior governo degli ultimi cinquanta anni. Migliore, dunque, non solo buono o perfino ottimo. Migliore anche di quelli di Mattarella e di Nicolosi. È un rispettabile punto di vista. E a condividerlo è probabilmente anche lo stesso Schifani, che proprio in questi giorni ha ribadito la sua volontà di seguire, al prossimo giro, alcuni processi messi in moto in questa prima fase.
Allora la nostra meraviglia si fa grande. A noi, infatti, era sembrato che le questioni poste da parti rilevanti della maggioranza assembleare, dopo il referendum, il rimpasto e le sconfitte in aula, fossero cosa seria. Ma ha ragione Ciancimino. La decadenza della politica esclude che cose veramente serie possano succedere. Ed allora spazio a scontri, litigi, chiacchiere e illusioni. Alla ricerca di uno zelo e di un ardore smarriti. Senza più remore nell’esagerare nell’incensare o demonizzare.
Alla ricerca di consenso sfuggente e convinti di non avere alternative. Cosa che sembra molto probabile a guardare serenamente le cose. E che Buttafuoco pensi ai guai suoi. Alla Sicilia gli elettori, sia pure ormai in minoranza, hanno chiamato politici certamente prestigiosi. Che, come hanno detto, non si fanno ricattare da misteriosi disegni. Che si impegnano fino in fondo per la pubblica felicità.
Che hanno avviato un risanamento dei conti e progetti vitali come i termovalorizzatori. Che mancavano da anni. E si fanno avanti, sia pure a fatica, ma ormai con certezza di conclusione positiva. E tanti altri ancora mancano all’appello, ma sono in fase di progressivo avvio. Per quanto possa sembrare lento. E si realizzeranno concretamente. Come è successo per i conti, finalmente in ordine.
Tutto vero e lodabile. E Ciancimino si tenga le sue battute. E Sottile i suoi commenti malevoli. Che fanno ridere solo i “siddiati”. Quelli che sono sempre di più nemici della contentezza; che vedono nero anche il sole a mezzogiorno.
Intanto la Sicilia raggiunge un altro primato. Quello del maggior numero di verde bruciato in un anno. Prima almeno in qualcosa, anche se di terribile. Colpa sicuramente del cambiamento climatico. Peccato. Ma si tratta solo di un offuscamento passeggero. A guardar bene non si era mai stati meglio di così negli ultimi cinquanta anni.



